Contraccettivi, un’indagine confronta scelte e conoscenze delle Millennial con quelle delle loro madri

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Uno studio condotto sulle Millennial (ragazze di età compresa tra i 21 e i 29 anni) ha evidenziato come esse, così come le loro madri “baby boomer” (oggi tra i 50 e i 65 anni), considerano la pillola il principale tra i contraccettivi.

La ricerca, dal titolo “Women and contraception: From baby boomers to millennials – has anything really changed?” è stata commissionata da Bayer per confrontare le aspirazioni, lo stile di vita e le scelte contraccettive delle millennial con gli stessi parametri delle loro madri alla stessa età, con l’obiettivo di valutare eventuali cambiamenti intercorsi e differenze fra le due generazioni. In Italia il sondaggio è stato realizzato tra novembre 2016 e gennaio 2017, e ha coinvolto 1.000 donne così ripartite: 500 millennial e 500 baby boomer.

Tra i contraccettivi più conosciuti il profilattico segue la pillola, pur essendo il metodo anticoncezionale di cui si parla di più. Un ulteriori dato importante, fornito dal ministero della Salute, riguarda il rapido aumento della contraccezione di emergenza, quasi a testimoniare un ricorso a questo metodo come alternativa di contraccezione.

Il 51% delle baby boomer riteneva di non possedere le informazioni necessarie sulle varie alternative contraccettive per intraprendere una scelta consapevole e lo stesso problema viene riferito dal 35% delle millennial.

Per quanto riguarda invece le preoccupazioni legate ai metodi contraccettivi, il 41% delle millennial ha riportato la paura di esposizione ad ormoni sintetici come prima barriera all’utilizzo della pillola e il 26% il timore della dimenticanza di assunzione quotidiana. Le baby boomer parallelamente hanno rivelato una preoccupazione maggiore per la dimenticanza.

Per una millennial su quattro, la scelta del primo metodo contraccettivo è stata influenzata soprattutto dal dialogo poco proficuo con gli operatori sanitari che alimenta la percezione di non possedere tutte le informazioni necessarie per una decisione consapevole. La ricerca sottolinea inoltre come sia più rilevante l’influenza della madre rispetto a quella del partner, a differenza di quanto avveniva in passato. Un altro argomento riguardo al quale le millennial hanno rivelato di avere scarsa conoscenza è infine quello dei contraccettivi ad azione prolungata (LAC).

«Le millennial hanno molte più possibilità di scelta rispetto alla generazione delle loro mamme. Quando si tratta di contraccezione, si affidano completamente al medico. Gli operatori sanitari devono dunque essere in grado di garantire una condivisione attiva delle informazioni sulle varie opzioni disponibili e aiutare le donne a identificare quella più adeguata al loro stile di vita», ha commentato Rossella Nappi, professore associato della Sezione di Clinica Ostetrica & Ginecologica, Dipartimento di Scienze Cliniche, Chirurgiche, Diagnostiche e Pediatriche dell’Università degli Studi di Pavia.

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