Vaccinazioni obbligatorie tra task force regionali, campagne informative e ricerca di software per la gestione delle anagrafi

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Entriamo nel mese di apertura delle scuole e si avvicinano dunque i tempi (10 settembre per le scuole dell’infanzia; 31 ottobre per le scuole dell’obbligo) entro cui i genitori dovranno presentare la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie, previste dal nuovo decreto-legge vaccini, pena l’esclusione (o il pagamento delle sanzioni per le scuole dell’obbligo) dei propri figli dalla frequentazione dell’anno scolastico 2017-2018.

A questo punto, considerato che l’approvazione della Legge di conversione del Decreto (Legge 31 luglio 2017 n. 119) è avvenuta a ridosso delle vacanze, Regioni e Ministeri competenti stanno provando a organizzarsi per gestire “l’onda anomala” di inoculazioni.

Regioni e la “scelta ragionevole” (con il placet del Garante della privacy)

Sono molte le regioni che in questi giorni, attraverso le proprie Asl, con l’obiettivo di semplificare le procedure, stanno avvisando le famiglie non in regola con gli obblighi vaccinali inviando loro una lettera contenente la prenotazione delle sedute. In favore di tale modalità, considerandola una «scelta ragionevole», si è espresso il Garante della Privacy dichiarando ad AdnKronos come «la strada che sembra essere stata scelta in Liguria, così come in Toscana e in altre regioni, di una comunicazione diretta alle famiglie, appare ragionevole e può sicuramente aiutare i nuclei familiari e le scuole, semplificando l’applicazione della legge sui vaccini obbligatori, senza creare problemi nella trasmissione dei dati sulla salute degli studenti» (leggi qui).

Ministero della Salute

Dopo il lavoro di conversione in legge del decreto, il ministero guidato da Beatrice Lorenzin è stato impegnato nell’elaborazione di circolari applicative oltre che nell’implementazione di un sito tematico. Tra le varie informazioni spiccano le news con i dati del bollettino con i casi morbillo (4.328 e 3 decessi al 27 agosto 2017), i testi delle circolari operative, i dati di copertura vaccinali, nonché lo spazio dedicato al Numero Verde 1500 per coloro che hanno poca dimestichezza con la rete.

A proposito di comunicazione, non può non essere ricordato il tweet di congratulazioni che la stessa ministra ha dedicato alla sua collega francese. Quest’ultima ha deciso di ampliare il numero delle vaccinazioni obbligatorie, passando da 3 a 11, dal primo gennaio 2018 (leggi qui).

Ministero dell’Istruzione vs Regione Lombardia

Sul sito del MIUR è presente nella sezione notizie un’informativa legata al tema (leggi qui), ma in questo caso sono le dichiarazioni delle ultime ore quelle che destano il maggiore interesse. Infatti la responsabile del dicastero, Valeria Fedeli, è intervenuta in modo fermo rispetto alla ventilata ipotesi di delibera della regione Lombardia che concederebbe 40 giorni di tempo in più alle famiglie per mettersi in regola. La ministra ha infatti dichiarato come: «chi rappresenta le istituzioni deve rispettare la legge – ricordando come – non ci sarà nessun rinvio dopo la scadenza ultima del 10 settembre. Su questo io e la mia collega Beatrice Lorenzin siamo fermissime».

Regione Piemonte: caccia al software per la gestione delle vaccinazioni

Oltre al lavoro di “front office” alcune regioni stanno lavorando anche per la gestione dei dati dal momento che non tutte sono dotate di un’adeguata anagrafe digitale. E così desta interesse l’indagine di mercato aperta dalla regione coordinatrice della Commissione Salute in Conferenza delle Regioni (Piemonte), attraverso il suo Consorzio per il sistema informativo (Leggi qui). Il fine dovrebbe essere quello di individuare una soluzione software per la gestione delle vaccinazioni regionali non solo per la corretta gestione dei dati attualmente esistenti, ma anche per i dati delle notifiche effettuate dal medico curante nonché per quelli concernenti gli eventuali effetti indesiderati che confluiscono nella rete nazionale di farmacovigilanza.

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