Il dolore muscolo-scheletrico, che tormenta il 97% degli italiani, è al centro di una nuova campagna informativa

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Dall’indagine Global Pain Index (GPI), promossa da GSK Consumer Healthcare e condotta su oltre 19000 persone di 32 paesi, è emerso che gli italiani sono tra coloro maggiormente consapevoli dell’impatto negativo del dolore muscolo-scheletrico sulla qualità di vita (82% contro il 69% della media globale).

In seguito all’indagine, GSK Consumer Healthcare ha annunciato il lancio di una piattaforma d’azione globale con l’obiettivo di ridurre l’impatto del dolore muscolo-scheletrico nei prossimi cinque anni. In Italia il primo passo sarà costituito dalla campagna “Fermi mai! Via libera al movimento”, avviatasi in questi giorni, che si chiuderà a fine anno. Lo scopo è quello di favorire una maggiore informazione e consapevolezza sul tema, dalla prevenzione fino a un approccio corretto al trattamento. La campagna sarà coadiuvata da un sito web con video tutorial e varie sezioni informative per approfondire la conoscenza del dolore muscolo scheletrico e offrire semplici consigli per contrastarlo.

«Molto spesso le problematiche legate al dolore muscolo-scheletrico possono essere prevenute attraverso un corretto stile di vita oppure con trattamenti tempestivi e appropriati. La campagna informativa ha dunque l’obiettivo di diffondere una maggior informazione e consapevolezza sulla gestione di questa forma di dolore, per ridurne l’impatto economico e sociale» ha dichiarato Cristián Dufeu, general manager di GSK CH Italia, Grecia e Israele.

Il dolore muscolo-scheletrico, come evidenziato dall’indagine, tormenta ben il 97% degli italiani, e circa 6 persone su 10 ne soffrono settimanalmente. Negli ultimi 12 mesi, i lavoratori italiani hanno preso in media 3,3 giorni di malattia a causa di questa patologia, con un impatto  economico stimato pari a 7,9 miliardi di Euro.

A tal proposito, Claudio Jommi, presidente dell’Associazione Italiana di Economia Sanitaria, ha commentato: «L’impatto sociale ed economico del dolore muscolo-scheletrico impone la necessità di ulteriori approfondimenti, dagli effetti potenzialmente benefici della prevenzione e trattamento del dolore, agli effetti economici del fenomeno del presenteismo, cioè la presenza sul luogo di lavoro in condizione di malattia».

Il dolore muscolo-scheletrico in Italia vede tra i suoi disturbi più frequenti mal di schiena (33%), dolore a livello lombare (27%) e dolore cervicale (25%). Claudio Cricelli, presidente di SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), ha spiegato che «le tipologie di dolore muscolo-scheletrico sono molteplici e possono avere varie cause, tra cui il mantenimento di posture scorrette, il sovrappeso, lo stress e tensione derivanti da un stile di vita spesso frenetico. Il dolore acuto è un importante campanello d’allarme del nostro organismo, che non deve quindi passare inosservato: intervenire all’esordio del dolore permette tra le altre cose di ridurne l’impatto negativo sulla quotidianità e sulla vita familiare, sociale e lavorativa».

Dall’indagine è inoltre emerso che solo il 43% agisce immediatamente (entro poche ore) alla comparsa del dolore muscolo-scheletrico (43%). L’autodiagnosi rimane un atteggiamento comune per quattro italiani su dieci, anche se rispetto alla media globale gli italiani sono più propensi ad affidarsi a esperti di settore come medico e farmacista (81% vs 67% a livello globale).

«Il farmacista  ha una ruolo importante nell’intercettare il paziente e rinviarlo al medico per garantire l’approccio corretto alla gestione del dolore muscolo-scheletrico, evitando un ricorso improprio al fai da te o la sottovalutazione del disturbo di cui soffre» ha commentato il Senatore Andrea Mandelli, presidente di FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani).
Per questo da settembre la campagna “Fermi mai! Via libera al movimento” farà anche tappa in una selezione di farmacie italiane, presso le quali sarà distribuito del materiale informativo.

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