Pazienti cronici, al via in Lombardia le prime fasi del nuovo modello di gestione

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Avviata in Lombardia la riforma che prevede una profonda modifica nella gestione degli oltre tre milioni di pazienti cronici nella regione

La Lombardia è la prima regione che si è preoccupata di attuare il Piano nazionale della cronicità previsto dal Ministero della Salute. Sono partite le prime fasi della riforma, che prevedono una profonda modifica nella gestione degli oltre tre milioni di pazienti cronici lombardi. Per lo sviluppo del progetto pilota, che durerà tre anni, sono state messe a punto specifiche modalità di presa in carico di ogni paziente con l’obiettivo generale di superare la frammentazione dei processi erogativi attuali. Si intende garantire la continuità assistenziale e l’unitarietà dei percorsi di cura e per fare ciò è necessario che i diversi nodi della rete di assistenza al paziente cronico rivedano le proprie modalità di funzionamento, coordinandosi all’interno di una filiera capace di assicurare la presa in carico globale della persona.

Al centro della riforma, dunque, è l’assistito con i suoi bisogni. Ogni paziente affetto da una o più delle 65 patologie croniche individuate riceverà a casa una lettera che chiederà di compiere una scelta ben definita per il proprio futuro. Dovrà decidere se aderire alla riforma o meno. Se rinuncia, tutto continuerà come prima, all’interno di un mondo, però, in cambiamento. Non è difficile pensare che il paziente si rivolgerà anche al farmacista per chiedere delucidazioni.

Le 65 patologie croniche

L’iniziativa di Federfarma Bergamo 

Nell’attuazione del modello lombardo della cronicità merita un approfondimento l’esperienza, per ora unica nella regione, di Federfarma Bergamo. L’associazione ha infatti costituito nei mesi scorsi un soggetto giuridico, Federfarma Bergamo Servizi srl, che rappresenta le farmacie associate e che confluisce in Fondazione Sant’Andrea Onlus, uno dei gestori inclusi nell’elenco dei soggetti idonei per il ruolo di gestore per la presa in carico dei pazienti cronici e/o fragili, pubblicato da Ats Bergamo il 4 ottobre scorso (Allegato 2° – Elenco Gestori, ai sensi delle DDGGRR N. 6164/2017, 6551/2017 e 7038/2017). “Come Federfarma Bergamo abbiamo seguito un particolare percorso, in via sperimentale: costituendo Federfarma Bergamo Servizi srl e dando così vita a un soggetto giuridico in grado di stipulare contratti di natura commerciale, siamo confluiti in Fondazione Sant’Andrea Onlus, e abbiamo concorso a presentare la domanda per essere accreditati come gestori”, spiega Gianni Petrosillo, presidente di Federfarma Bergamo. “La nostra esperienza conferma quindi che la farmacia può essere parte del gestore e svolgere un ruolo specifico per la presa in carico della cronicità”. Fondazione Sant’Andrea Onlus è un soggetto unico, composto da diversi erogatori (cooperative di medici, ospedali, Rsa ecc.). “Essendo quindi parte integrante della rete di un gestore, ci sentiamo più tutelati e abbiamo il privilegio di portare il nostro contributo già nella fase di definizione dell’operatività del gestore stesso, oltreché proporre i nostri servizi anche ad altri gestori. Diversamente, tutte le altre farmacie lombarde saranno parte terza rispetto ai diversi gestori e con ognuno di loro dovranno negoziare l’erogazione di servizi)”.

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