Integratori alimentari, il dibattito sul position paper realizzato dalla Fondazione Gimbe

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“Alimenti, diete e integratori: la scienza della nutrizione tra miti, presunzioni ed evidenze”. Questo il titolo del position paper realizzato dalla Fondazione Gimbe su diete e integratori alimentari che pone al centro della discussione il delicato tema dell’alimentazione e degli integratori alimentari e delle criticità della ricerca scientifica sulla scienza della nutrizione. Il documento è stato realizzato da Gimbe con l’obiettivo di fare chiarezza su un argomento sempre più dibattuto nell’ambito della salute pubblica, in merito al quale circolano informazioni contrastanti e conflittuali.

 

Uno dei fulcri del position paper è il capitolo concernente gli integratori, che risulta essere anche la sezione in merito alla quale le associazioni di aziende produttrici di supplementi nutrizionali hanno voluto esprimere alcune precisazioni.

Integratori Italia – Aiipa: «Gli integratori alimentari sono alimenti»

Integratori Italia – Aiipa (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari), che rappresenta il settore degli integratori alimentari in Confindustria, ha replicato in un comunicato stampa diffuso in questi giorni ad alcune informazioni contenute nel documento ritenute poco precise. L’associazione ha sottolineato che «gli integratori alimentari sono alimenti, destinati ad integrare la normale alimentazione e contribuire al benessere dell’organismo. In quanto alimenti gli integratori devono essere sicuri per definizione, non è previsto alcun rapporto rischio-beneficio come per i farmaci e la sicurezza è un prerequisito non discutibile o derogabile in alcun modo. Gli integratori non possono quindi in alcun modo fare riferimento a proprietà di prevenzione, trattamento o cura di malattie, ma solo ad effetti di natura nutritiva o fisiologica».

Le precisazioni di Federsalus

Precisazione condivisa anche da FederSalus (Associazione Nazionale Produttori Prodotti Salutistici), che nella sua nota stampa ha voluto anch’essa fornire alcune precisazioni in merito al citato capitolo del position paper. Il capitolo «riprende al principio la posizione della FISV (Federazione Italiana Scienze della Vita) su cui FederSalus era già intervenuta», si legge nel comunicato, «specificando che gli integratori alimentari non sono specialità medicinali, ma alimenti (ai sensi della direttiva 2002/46) destinati ad integrare una dieta normale e che in quanto tali sono soggetti al rispetto delle indicazioni sulla salute ammesse dal Regolamento 1924/06 (Regolamento Claims). Gli ingredienti utilizzati negli integratori alimentari, siano essi vitamine, minerali o altre sostanze con attività nutrizionale o fisiologica, sono elencati nella normativa europea e nazionale che ne definisce in taluni casi i dosaggi utilizzabili. Ne deriva pertanto che […] la produzione di integratori alimentari avviene in stabilimenti specificatamente autorizzati dalle Regione e sotto il controllo di un Responsabile della Qualità». Come sottolineato da FederSalus, dunque, «il quadro normativo di riferimento prevede che gli integratori alimentari rispettino le indicazioni sulla salute ammesse dal Regolamento Claims, le uniche spendibili, la cui fondatezza è scientificamente prevagliata da EFSA, l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare». Non manca anche in questo caso la precisazione che per gli «integratori non è possibile rivendicare nessun effetto curativo che incida sulle patologie e sulla prevenzione delle malattie».

Anche nella nota di Aiipa si fa riferimento al Regolamento Claims, il quale «ha sottoposto a valutazione da parte di EFSA e ad autorizzazione le indicazioni sulla salute attualmente utilizzabili. Per le sostanze non ancora valutate a livello europeo, come ad esempio piante ed estratti, il ministero della Salute ha normato l’utilizzo e le indicazioni». Anche in questo caso, emerge l’importanza degli efficaci sistemi di controllo e di vigilanza esistenti, «previsti dalla legislazione alimentare europea e nazionale, tra i quali il Sistema di Allerta Rapido Europeo (RASFF). […] In Italia, in modo ancora più rilevante rispetto ad altri Paesi dell’Unione Europea, il ministero della Salute ha operato con strumenti di garanzia aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalla normativa europea, come l’autorizzazione degli stabilimenti italiani, la notifica dei prodotti e l’istituzione di un Registro dei prodotti notificati, presente on line sul portale del ministero della Salute, consultabile da tutti, consumatori e addetti ai lavori».

Ma qual è dunque il ruolo affidato agli integratori?

«Gli integratori non possono in alcun modo sostituire una dieta sana ed equilibrata, ma il loro uso può essere utile in particolari momenti della vita, come ad esempio la gravidanza e la menopausa, o nel supportare le funzioni fisiologiche del nostro organismo al fine di mantenere un buono stato di salute», affermano ad Aiipa. Affermazione che trova riscontro anche nella nota di FederSalus: «apprezziamo che il documento ribadisca l’importanza dell’utilizzo degli integratori alimentari per tutti quei soggetti come donne in gravidanza, bambini e anziani per i quali la supplementazione è un importante aiuto laddove gli apporti forniti dalla dieta non siano sufficienti a completare il fabbisogno nutrizionale».

Al di là dei chiarimenti e delle precisazioni in merito al capitolo sugli integratori, position paper realizzato dalla Fondazione Gimbe su diete e integratori alimentari ha riscosso l’approvazione di FederSalus, poiché «pone ancora una volta l’attenzione sull’importanza della corretta informazione in tema di integrazione alimentare. Questo apprezzabile documento di alto livello e di profonda analisi si aggiunge positivamente a tutti quelli elaborati finora per fare chiarezza in tema di nutrizione, superando quelle promesse miracolose e quei concetti troppo spesso abusati in tema di integrazione alimentare».

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