Cheratosi attiniche, cosa sono e come si curano

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Le cheratosi attiniche rappresentano lesioni cutanee in aree della cute foto danneggiate e quindi più frequenti a livello di volto, mani, tronco e cuoio capelluto nelle persone calve; possono presentarsi come macchie di piccole dimensioni, papule o placche desquamanti ed eritematose.

Cheratosi attinica esempio

La loro prevalenza è in aumento a causa della sempre maggiore aspettativa di vita, poiché tanto più a lungo si vive tanto maggiore è il tempo che durante la vita ci si è esposti alla luce solare: secondo alcuni studi infatti, quasi tutte le persone con più di 80 anni manifestano cheratosi attinica. Gli uomini sono più soggetti al loro sviluppo, sia perché meno attenti alla foto protezione sia perché svolgono spesso lavori fisici che li portano a esporsi per molto tempo ai raggi UV. È utile sottolineare alcuni aspetti che potrebbero passare inosservati:

  • anche nei giorni nuvolosi il 70-80% delle radiazioni solari è in grado di attraversare le nuvole,
  • le radiazioni solari sono riflesse anche da sabbia e neve e queste vanno a sommarsi a quelle alle quali ci si espone direttamente,
  • le radiazioni artificiali emesse dalle lampade abbronzanti mettono ancora più a rischio di sviluppare le cheratosi per questo l’abbronzatura artificiale è sempre più sconsigliata.

Cheratosi attiniche e rischio di evoluzione tumorale

Gli studi di prevalenza indicano che tale disturbo affligge la popolazione in proporzioni variabili dall’1,4% al 59%: è più frequente nella popolazione caucasica cioè nelle persone con carnagione chiara, mentre le cheratosi sono più difficilmente riscontrabili nelle popolazioni con pelle scura. È necessario un costante monitoraggio delle cheratosi attiniche perché possono rappresentare lo stadio iniziale di carcinomi squamo cellulari, per questo la comparsa delle lesioni deve indurre un attento monitoraggio. Le lesioni se non trattate possono rimanere stabili per un certo periodo di tempo e poi, in una percentuale stimata fra lo 0,5 e il 20% evolvere in carcinoma e solo in casi sporadici, regredire spontaneamente.

Sicuramente tanto più numerose sono le cheratosi attiniche presenti, maggiori sono le probabilità di sviluppare una forma tumorale. Si stima che le persone con più di 10 cheratosi attiniche riscontrabili e diagnosticate abbiano una probabilità di sviluppare carcinomi squamo cellulari da 8 a 11 volte maggiori rispetto a chi ha meno di 10 lesioni.

I trattamenti disponibili e le linee guida internazionali

Per quanto riguarda il trattamento delle cheratosi attiniche è bene ricordare che secondo le  linee  guida  dell’International  League of Dermatological Societies e dell’European Dermatological Forum nell’aggiornamento del 2015, vanno trattate farmacologicamente se le lesioni sono superiori a 6, se invece sono presenti in numero inferiore meglio ricorrere alla crioterapia. Queste linee guida, inoltre, non indicano nessun farmaco di scelta nel trattamento considerandoli tutti equivalenti. Per quanto riguarda il trattamento farmacologico è necessario ricordare anche che sono a carico del Ssn i preparati a uso topico soltanto per pazienti adulti immunocompetenti con almeno sei lesioni multiple, (nota 95). Il trattamento può essere fatto con: diclofenac al 3% in ialuronato di sodio: si applica due volte al giorno per 60-90 giorni. La sua utilità trova spiegazione nella capacità del diclofenac di inibire in maniera specifica la  ciclo-ossigenasi  2 (COX2), che di solito risulta sovra espressa nei carcinomi cutanei, poiché rappresenta la reazione infiammatoria della cute alla cronica esposizione agli UV con formazione di metaboliti dell’acidoarachidonico capaci di alterare il ciclo cellulare. Il trattamento così realizzato è ben tollerato anche in  se la sede di applicazione è ampia (per esempio se si applica al tronco) e gli effetti indesiderati di solito legati irritazione nel sito di applicazione. Raramente sono stati descritti casi di sviluppo di dermatite da contatto o foto dermatiti. Questo trattamento non si sconsiglia nei pazienti con accertata sensibilità ai FANS. È bene sottolineare che tale preparato a base di diclofenac può essere allestito anche dal farmacista.

Imiquimod al 3,75%

Il prodotto va applicato ogni giorno per due settimane, si sospende per due settimane e poi si riprende il trattamento per altre due. L’utilizzo di questo farmaco può determinare la comparsa di reazioni infiammatorie di entità strettamente correlata con la reattività del paziente e della sede di applicazione. Effetti collaterali sistemici sono molto rari.

Ingenolo mebutato

Si estraee dal lattice di Euphorbia peplus e il suo effetto positivo a riconducibile a citotossicità diretta. Va utilizzato alla concentrazione di 150mcg/g in caso di applicazione su cuoio capelluto e viso e 500 mcg/g in caso di applicazione su tronco ed estremità. Il suo utilizzo può determinare, come principale effetto avverso, la comparsa di eritema con desquamazione che può evolvere  in  vescicole,  bolle  e pustole con erosioni, ulcerazioni  e  croste. Tale sintomatologia tende a scomparire in 2-4 settimane senza lasciare esiti cicatriziali e senza necessità di specifico trattamento.

Fonti

Fargnoli, Maria Concetta, et al. Prevalence and risk factors of actinic keratosis in patients attending Italian dermatology clinics. European Journal of Dermatology 27.6 (2017): 599-608.

Pflugfelder A, et al. Open label  randomized  study  comparing  3 months vs. 6 months treatment of actinic keratoses with 3% diclofenac in 2.5% hyaluronic acid gel:  a  trial  of  the  German  DermatologicCooperative Oncology  Group.  J  Eur  Acad  Dermatol  Venereol. 2012 Jan;26:48-53.

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