Criteri pratici sulla gestione dell’allergia al veleno di imenotteri

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È in corso di pubblicazione in lingua inglese un Consensus paper che illustra le ultime evidenze scientifiche in tema di diagnosi, prescrizione della terapia di emergenza, immunoterapia allergene-specifica in caso di puntura di imenotteri. Il documento, dal titolo Criteri pratici sulla gestione dell’allergia al veleno di imenotteri è stato redatto grazie alla collaborazione 24 esperti italiani, affiliati alle società scientifiche di allergologia quali Aaiito (Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali Ospedalieri), Siaaic (Società Italiana di Allergologia Asma ed Immunologia clinica) e Siaip (Società Italiana di Allergologia Immunologia Pediatrica).

vespa insetto

Insetti che rientrano nella famiglia degli imenotteri

La famiglia degli imenotteri comprende circa 1.000 specie di insetti e i più importanti da un punto di vista allergologico sono le api, le vespe e i calabroni. Secondo le stime disponibili ogni anno sono oltre 5 milioni gli italiani che vengono punti da un’ape, una vespa o un calabrone. Secondo i dati del Registro Europeo sull’Anafilassi, inoltre, su 3.333 casi diagnosticati, l’allergia al veleno di imenotteri è risultata la causa più frequente delle reazioni gravi nella popolazione adulta e, approssimativamente, è responsabile del 20% dei casi totali di anafilassi fatale in differenti Paesi.

Le conseguenze alla risposta allergica al veleno degli imenotteri

Nella maggior parte dei casi la morte interviene per shock con insufficienza multiorgano entro 10-15 minuti dalla puntura, mentre in circa un quarto subentra per angioedema delle vie aeree superiori. A livello pediatrico, sempre secondo questo registro, l’allergia al veleno di imenotteri è la seconda causa di reazioni allergiche gravi (20,2%), dopo l’allergia alimentare. Se a seguito della puntura di imenotteri si evidenzia in sede di puntura, rossore e gonfiore di una grandezza non superiore ai 10 cm allora si è di fronte a una reazione allergica lieve.

L’iniezione salvavita dell’adrenalina predosata

Se invece entro mezz’ora dalla puntura compaiono orticaria, prurito diffuso, vomito, mancanza del respiro, stordimento e perdita di coscienza occorre chiamare immediatamente il 118. I soggetti che sanno di essere allergici al veleno di imenotteri devono immediatamente iniettarsi l’adrenalina predosata, disponibile in siringhe auto-iniettabili e poi chiamare comunque il 118.

L’immunoterapia specifica per evitare reazioni peggiori in seguito a punture successive

In ogni caso, come chiarisce anche il consensus tutte le persone che hanno manifestato una reazione grave dopo la puntura di imenotteri possono sottoporsi a immunoterapia specifica, una modalità terapeutica che nel 90% dei casi, assicura che in caso di una puntura successiva, non si arrivi allo shock anafilattico, con riduzione dello stress connesso con l’imprevedibilità dell’evento e miglioramento della qualità della vita del paziente. Vista l’importanza di un intervento tempestivo e adeguato in caso di puntura di imenotteri, oltre all’elaborazione e alla pubblicazione del Consensus paper Feder Asma e Allergie Onlus – Federazione Italiana Pazienti hanno patrocinato per il secondo anno consecutivo, la campagna Punto nel Vivo, promossa dagli esperti che fanno riferimento ai principali Centri Allergologici Specializzati nella diagnosi e terapia dell’allergia al veleno di imenotteri. «Punto nel Vivo dispone della prima pagina Facebook dedicata all’informazione sulle reazioni da punture di imenotteri – spiega, Filippo Tesi, presidente Federasma e Allergie Onlus – dove trovare informazioni semplici e pratiche per conoscere gli imenotteri, distinguere una reazione normale da una reazione allergica, e valutarne la gravità.

Molte persone si rivolgono alla federazione anche attraverso il numero verde 800 123 213 oppure numeroverde@federasmaeallergie.org segnalando disfunzioni nell’erogazioni dell’adrenalina autoiniettabile, presidio salvavita in grado di contrastare le reazioni allergiche gravi e conoscere le indicazioni a eseguire l’immunoterapia allergene specifica (Ait), unica terapia in grado di prevenire la comparsa di reazioni importanti in seguito a nuove punture. Invitiamo tutti a inviare le proprie segnalazioni per portarle all’attenzione delle istituzioni».

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