Dalla Fondazione Gimbe le linee guida Nice per l’endometriosi

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Diagnosi precoce, trattamento, ma anche le raccomandazioni per la ricerca futura sono al centro della traduzione italiana delle linee guida Nice sull’endometriosi redatte dal National Institute for Health and Care Excellence (Nice) inglese e pubblicate sulla rivista Evidence, edita dalla Fondazione Gimbe.

La malattia e l’impatto per la donna

L’endometriosi è una patologia ginecologica molto diffusa (circa il 10%) nelle donne in età fertile, di tipo cronico e associata al ciclo mestruale in modo ormono-mediato, che provoca dolore pelvico e può portare nei casi più gravi all’infertilità (30-40% delle donne colpite).
Nonostante la sua diffusione, l’endometriosi risulta spesso difficile da diagnosticare, e studi osservazionali di piccole dimensioni hanno rilevato un ritardo in tal senso di 4-10 anni. Ne risulta l’importanza sia di individuare e trattare in modo precoce la malattia, sia di indirizzare la ricerca futura verso l’identificazione di forme d’informazione e intervento di supporto che meglio possono aiutare le donne a convivere con la malattia, la verifica dell’efficacia degli interventi di monitoraggio degli stili di vita e del programmi per il controllo del dolore, incluso il ricorso al trattamento laparoscopico dell’endometriosi peritoneale.

Le raccomandazioni della linea guida

Anche l’evidenza scientifica che ha portato alla stesura delle linee guida non è molto ampia, e spesso è di qualità molto bassa e raramente di qualità moderata o alta. La linea guida è indirizzata in modo particolare ai medici di medicina generale e ai servizi ambulatoriali e ai consultori e le sue indicazioni valgono sia per le donne adolescenti che adulte, anche asintomatiche con diagnosi incidentale di endometriosi.
L’endometriosi si manifesta in genere in età puberale con sintomi di dolore pelvico cronico, dismenorrea, dolore durante o dopo i rapporti sessuali, sintomi gastrointestinali o urologici durante il ciclo mestruale o ciclici, con ricadute importanti sia sulla qualità delle vita delle donne che sulla loro fertilità.
Può essere utile informare le donne con diagnosi sospetta o confermata di tenere un diario dei sintomi e dei segni. La visita visita addominale o pelvica può essere utile per identificare masse addominali e segni pelvici, come la riduzione della mobilità degli organi ed il loro aumento volumetrico. La diagnosi può essere confermata tramite ecografia transvaginale o, ove questa non sia possibile, ecografia pelvica transaddominale. La linea guida indica di non richiedere indagini di risonanza magnetica pelvica di primo livello per la diagnosi di endometriosi in donne con segni e sintomi tipici, ma solo per valutare l’estensione dell’endometriosi profonda dell’intestino, vescica e ureteri, assicurandosi che gli esiti siano interpretati e refertati da un radiologo esperto di patologie ginecologiche. La linea guida discute anche la diagnosi ematochimica (CA-125) e quella laparoscopica.

Le indicazioni di trattamento

Gli interventi di prima linea (per un periodo di prova, per es. 3 mesi) prevedono il ricorso a paracetamolo e/o FANS; viene raccomandato che i medici discutano sempre con le pazienti il profilo rischio-beneficio degli analgesici.
È importante spiegare alla donna gli effetti della terapia ormonale sia sulla riduzione del dolore che riguardo all’assenza di effetti permanenti sulla fertilità. I contraccettivi orali combinati o progestinici sono prescrivibili alle donne con endometriosi sospetta, confermata o ricorrente, seguendo ove opportuno le raccomandazioni previste per la prescrizione di farmaci off label. Non è indicato prescrivere una terapia ormonale alle donne che desiderano una gravidanza. Qualora questi approcci risultino essere non sono efficaci o non tollerati, la paziente dovrebbe sempre venire indirizzata a un servizio di ginecologia o un centro specializzato in endometriosi.
La chirurgia dovrebbe in generale essere presa in considerazione solo quando il trattamento conservativo non ha avuto successo o se la donna presenta segni di endometriosi profonda che coinvolge intestino, vescica, ureteri.
Il gruppo che ha redatto le linee guida sottolinea anche l’importanza che le donne siano pienamente consapevoli e comprendano bene le conseguenze delle loro scelte (ad es. in tema di terapia ormonale), e che i sanitari prestino la dovuta attenzione a un approccio personalizzato che tenga in considerazione i bisogni specifici della paziente. La linea guida offre anche indicazioni sugli aspetti organizzativi dell’assistenza alle donne con endometriosi.

 

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