Disordini del ciclo dell’urea, disponibile anche in Italia un nuovo farmaco orfano

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Il farmaco, da poco approvato dall’Agenzia europea del farmaco per la terapia dei disordini del ciclo dell’urea, è il glicerolo fenilbutirrato con una formulazione liquida, inodore e insapore che ha una somministrazione tale da rendere più facile l’aderenza terapeutica, soprattutto per i pazienti più piccoli.

Alcune delle malattie del ciclo dell’urea possono essere diagnosticate nei primi giorni di vita grazie allo screening neonatale

Al Congresso annuale della Society for the Study of Inborn Errors of Metabolism (Ssiem), in corso ad Atene, si è parlato di questa nuova possibilità offerta ai pazienti che soffrono di disordini del ciclo dell’urea (Ucd – Urea Cycle Disorders).

Le patologie legate al ciclo dell’urea

Le Ucd sono malattie genetiche rare causate dalla carenza di enzimi epatici o di trasportatori mitocondriali, espressi principalmente nel fegato, coinvolti nel metabolismo azotato e responsabili delle reazioni biochimiche che, nelle persone sane, trasformano l’ammonio in urea, permettendone l’eliminazione attraverso le urine.

L’ammonio, infatti, è prodotto dal metabolismo delle proteine e, se non eliminato attraverso il ciclo dell’urea, si accumula nel sangue raggiungendo valori tossici – iperammoniemia – che provocano gravi complicanze neurologiche e conseguenze persino fatali. Ritardi nella diagnosi e nel trattamento di queste condizioni possono avere come conseguenza gravi e irreversibili danni neurologici che comportano deficit neurocognitivi, convulsioni, paralisi cerebrali e, in mancanza di cure adeguate, anche la morte.

“I pazienti affetti da disordini del ciclo dell’urea”, ha spiegato Carlo Dionisi Vici, primario dell’Unità di Patologia  Metabolica dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, “non sono in grado di metabolizzare l’ammonio, che è una sostanza altamente tossica soprattutto per il Sistema Nervoso Centrale. Alcune di queste malattie possono oggi essere diagnosticate nei primi giorni di vita grazie allo screening neonatale, e in questi casi occorre intervenire subito per evitare conseguenze anche mortali nei più piccoli, o comunque gravi in età più avanzata. Per questo motivo la tempestività della diagnosi e il trattamento a lungo termine sono fondamentali per la prognosi. In Italia si stima che vi siano circa 250 pazienti con queste patologie di cui la maggior parte seguiti in centri pediatrici.”

I trattamenti a disposizione dei pazienti affetti da Ucd

I pazienti sono trattati con una dieta controllata a ridotto contenuto di proteine con integrazione di aminoacidi. Inoltre, se il medico lo ritiene necessario, con farmaci che aumentano l’eliminazione dell’azoto (quindi dell’ammonio) attraverso vie alternative al ciclo dell’urea, con l’obiettivo di mantenerne i livelli nel sangue entro valori di sicurezza. Nei casi più gravi può essere indicato il trapianto di fegato.

Il medicinale di recente approvazione

Il glicerolo fenilbutirrato (Ravicti, il marchio registrato) come terapia per le Ucd per pazienti sia pediatrici sia adulti, sulla base di studi di sicurezza ed efficacia a breve e a lungo termine che hanno evidenziato importanti vantaggi rispetto alle terapie attualmente disponibili.

“Questa nuova terapia ci consente numerosi vantaggi rispetto alla precedente: il glicerolo fenilbutirrato è sostanzialmente inodore e insapore e questo aiuta l’aderenza terapeutica soprattutto nei più piccoli. L’uso degli altri farmaci nei bambini sotto i due anni, infatti, è stato associato a problemi di tollerabilità legati ad esempio al volume, cioè alla quantità di farmaco da assumere più volte al giorno, al suo sapore sgradevole e allo spiacevole odore corporeo emesso”, afferma Johannes Häberle, professore presso l’University Children’s Hospital di Zurigo. “Da una indagine recente, condotta su medici e pazienti, infatti, abbiamo notato come tra le principali cause della scarsa compliance alla terapia nelle Ucd ci fosse proprio il sapore dei farmaci e la difficoltà a deglutire molte compresse. Grazie alla sua formulazione liquida orale, inoltre, questo nuovo trattamento ci consente di personalizzare la dose sulla base delle caratteristiche di ogni paziente”.

“Siamo orgogliosi di poter rendere disponibile una terapia di questo valore per una tipologia di pazienti così delicata come sono i bambini, già nei primi mesi di vita, oltre che per pazienti in età più avanzata”, afferma Maria Tommasi, Medical Director Sobi Italia. “Questo è il risultato della costante ricerca da parte della nostra azienda di soluzioni che possano cambiare la vita e fare la differenza per le persone che vivono una malattia rara: nonostante Sobi avesse già reso disponibile da anni una terapia per i difetti del ciclo dell’urea, ha voluto ricercare e offrire una soluzione terapeutica che potesse rispondere meglio alle esigenze quotidiane dei pazienti, portando ulteriori importanti benefici sia in termini di efficacia e sicurezza che di compliance al trattamento”.

Il glicerolo fenilbutirrato

Il glicerolo fenilbutirrato è in grado di assicurare un migliore controllo dei livelli di ammonio giornalieri e riduce i livelli ematici di glutammina in modo più efficace rispetto alle terapie a oggi disponibili a base di sodio felbutirrato (NaPBA).
Il glicerolo fenilbutirrato ha ottenuto la raccomandazione per il mantenimento della designazione di farmaco orfano (EMA/COMP/658477/2015 del 15 dicembre 2015) per il trattamento dei difetti del ciclo dell’urea.

Inoltre il Comitato per i Prodotti Medicinali Orfani (Committee for Orphan Medicinal Products, Comp) ha confermato il notevole vantaggio del glicerolo fenilbutirrato nel trattamento di alcune specifiche forme di Ucd (carenza di carbamoil fosfatosintetasi-1, carenza di ornitina carbammio-transferasi e della citrullinemia tipo 1) sulla base di dati che hanno dimostrato che la frequenza di crisi di iperammoniemia era molto più bassa nei pazienti trattati con questa terapia rispetto ai pazienti trattati con altri farmaci. Non solo: essendo il glicerolo fenilbutirrato disponibile in formulazione liquida orale, il Comp ha considerato questo un vantaggio soprattutto per i bambini, potendone migliorare l’aderenza al trattamento, e ne ha evidenziato il notevole beneficio per i pazienti affetti da queste condizioni, nonostante in Europa siano disponibili altre terapie per il trattamento di questi tre difetti del ciclo dell’urea.

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