I dati del report annuale Assogenerici danno un + 9,5% a valore per gli equivalenti di classe A e C

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Come ogni anno, l’Associazione nazionale dei produttori di farmaci generici ha fatto il punto sull’andamento del settore: il Report annuale Assogenerici relativo al 2017 indica che anche lo scorso anno il settore si è confermato in crescita, con il canale farmacia che ha segnato un +5,7% per i prodotti equivalenti di classe A e C in termini di unità dispensate e una crescita del 9,5% in termini di valore.

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Un dato molto confortante, in controtendenza rispetto ai valori negativi fatti segnare sia dal mercato farmaceutico complessivo (-1% in unità e -1,6% in valori) che da quello dei prodotti branded a brevetto scaduto (-2,8% a unità e -3,1% a valori).

L’andamento del mercato

I prodotti a marchio con brevetto scaduto rappresentano ancora la fetta maggiore del mercato (54,11%) in termini di unità dispensate, con gli equivalenti (21,47%) che si avvicinano sempre più ai prodotti ancora sotto brevetto (24,42%). Una dinamica simile è osservabile anche nella segmentazione del mercato per valori, che vede sempre il predominio dei prodotti branded con brevetto scaduto (49,13%) su quelli ancora sotto copertura brevettuale (38,52%), che in questo caso distaccano di molto i medicinali equivalenti (12,35%).

Andando ad osservare più nello specifico cosa succede nel canale farmacia, esso è ancora nettamente appannaggio dei marchi con brevetto scaduto (72% in unità, 80% per valore). In questo canale, lo scorso anno ha fatto segnare una leggera contrazione della fascia di mercato di classe A rimborsato dal Ssn (-1,1% in unità, – 1,8% in valore, rispetto al 2016).
Gli Ace Inibitori (46,2% in unità) e gli inibitori di pompa protonica (50,9%) sono i prodotti equivalenti più dispensati in classe A; più in particolare, la classifica per principio attivo vede il predominio di pantoprazolo, lansoprazolo e ramipril. Il tranquillante lorazepam e l’attivo sildenafil contro la disfunzione erettile guidano invece la classifica per la classe C, in cui queste due aree terapeutiche vedono i maggiori volumi di farmaci generici dispensati a totale carico del cittadino (rispettivamente 37,2% per i tranquillanti e 37,9% per i prodotti per la disfunzione erettile).

Gli equivalenti piacciono di più al Nord

Le quote coperte dai cittadini per coprire il differenziale di prezzo tra prodotto a marchio ed equivalente sono ammontate a 1 miliardo e 82 milioni di euro. Le regioni che hanno più contribuito a questo livello sono state la Sicilia (14,5% per complessivi 111 mln) e il Lazio (14,2% pari a 136 milioni di euro), mentre il differenziale più basso (10,7%) è riferito alla Lombardia.

Anche nel 2017 è stata confermata la maggiore propensione dei cittadini delle regioni del Nord Italia a ricorrere ai farmaci generici (35,4% vs 28,5% della media nazionale in unità e 24,8% vs 20,1% in valore). La zona più virtuosa è la provincia di Trento, dove l’80,9% delle unità dispensate dal SSN in classe A sono medicinali generici, segmento che assorbe il 41,8% del mercato totale. Le altre posizioni di testa della classifica 2017 nel consumo di farmaci equivalenti sono appannaggio della Lombardia (78,5% e 37,8%), dell’Emilia Romagna (81,2% e 35,3%) e della Provincia Autonoma di Bolzano (78,7% e 34,1%). Classifica che è chiusa dalla Basilicata, con una quota di equivalenti solo del 19%.
I farmaci equivalenti hanno coperto nel 2017 circa un quarto (25,4%) del mercato ospedaliero in termini di unità, e solo il 6% in valori. Un dato, quest’ultimo, che Assogenerici attribuisce all’assoluto predominio dei prodotti in esclusiva, che lo scorso anno si sono aggiudicati il 39,1% dei volumi e l’87,3% del giro d’affari del settore.

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