Individuati nuovi casi d’ipertesi dopo lo screening in farmacia nella campagna “Abbasso la pressione!”

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Nella campagna “Abbasso la pressione!” di prevenzione ed educazione sanitaria in oltre 3.700 farmacie, che hanno aderito alla prima edizione, sono state individuate 10.096 persone che ignoravano di avere la pressione normale-alta o di essere ipertese.

Abbasso la pressione campagna nazionale di screening in farmacia

Questo è uno dei dati più interessanti tra quelli presentati a Roma della prima edizione della campagna “Abbasso la pressione”, realizzata da Federfarma per il controllo della pressione arteriosa, in collaborazione con la Società Italiana dell’ipertensione arteriosa SIIA e con i patrocini di FOFI, Utifar e Cittadinanzattiva. La campagna è stata realizzata con il contributo non condizionato di Teva e Omron.

Lo screening ha coinvolto 3.700 farmacie che hanno monitorato gratuitamente 48.229 soggetti, per il 60,41% donne e il 39,59% uomini. “Una iniziativa importante e un elemento concreto per tutti i cittadini in un periodo caratterizzato da estrema inefficienza del Sistema Sanitario Nazionale e forti disuguaglianze tra Nord e Sud”, ha commentato Antonio Gaudioso di Cittadinanzattiva.

I risultati emersi – commentati da Claudio Ferri, presidente Siia – destano allarme: dei 24.282 che hanno dichiarato di non essere ipertesi o di non assumere farmaci antipertensivi, sono stati rilevati 10.096 nuovi casi di pressione arteriosa normale–alta o di ipertensione arteriosa, pari al 41,6% del gruppo.

casi rilevati di pressione alta o normale-alta in farmacia

Il fatto di non essere a conoscenza della propria condizione fino al controllo espone i soggetti a un rischio cardiovascolare altissimo. Occorre, infatti, ricordare che l’ipertensione arteriosa è la prima causa di morte al mondo a qualsiasi latitudine.

Questi nuovi casi, scoperti grazie allo screening effettuato in farmacia, si distribuiscono secondo l’età nel seguente modo:

  • 5020 casi (50%) persone tra 45-64 anni,
  • 3194 casi (32%) persone ultra 65enni,
  • 1265 (12%) persone tra i 35 e i 44 anni,
  • 617 persone (6%) giovani al di sotto dei 35 anni.

Rispetto ai valori pressori si distribuiscono in:

    • 886 casi (48,4%) con pressione Normale- Alta (cioè 130-139/85-89 mm Hg),
    • 256 casi (42,2%) con Ipertensione Arteriosa di Grado 1 (cioè 140-159/90-99 mm Hg),
    • 924 casi (9,2%) con Ipertensione Arteriosa di Grado 2 (cioè 160-179/100-109 mm Hg),
    • 30 casi (0,3%) con Ipertensione Arteriosa di Grado 3 (cioè 180/110 mm Hg).

Lo screening in farmacia ha consentito, in pochi giorni, di scoprire 5.210 casi di ipertensione arteriosa di grado 1, 2 e 3 in persone che non sapevano di essere ipertese.

prevalenza di ipertensione arteriosa per Regione misurata in farmacia

Chi è sotto controllo pressorio

La campagna ha permesso anche di valutare i risultati raggiunti da quanti seguono una terapia anti-ipertensiva (45% della popolazione considerata). Di questi i “ben controllati” sono appena il 39%, mentre il 61% sembra non riuscire a raggiungere risultati conformi agli obiettivi previsti dalle linee guida 2018.

Primi imputati pessimi stili di vita e scorrette abitudini alimentari

Prese in considerazione fumo, consumo eccessivo di sale, scarso uso di vegetali e sedentarietà. Quel che stupisce è che tali variabili risultino più alte negli ipertesi che nei normotesi.

A confermare questa tendenza anche i problemi legati al peso: il sovrappeso interessa il 42% degli ipertesi, a fronte del 35% dei normotesi, mentre l’obesità interessa il 24% del primo gruppo a fronte di un 14% del secondo.

“Una iniziativa che ha inoltre rimesso al centro la figura del farmacista, non solo dispensatore, ma professionista al fianco di altri colleghi e soprattutto dei cittadini”, ha concluso Andrea Mandelli, presidente FOFI.

“Di questo nostro lavoro”, ha sottolineato Silvia Pagliacci, la presidente del Sunifar che ha fortemente voluto la Campagna, su Filodiretto, la newsletter quotidiana di Federfarma,  “godranno tanto i cittadini delle grosse città quanto quelli dei piccoli centri dove, purtroppo, ci sono meno presidi sanitari. L’iniziativa, rientra in quel nostro obiettivo di garantire l’universalità delle cure che spesso, per diversi motivi, troviamo a macchia di leopardo. Crediamo ci siano tutte le condizioni per replicare la Campagna in collaborazione con la Siia che ci ha fortemente sostenuti dal punto di vista scientifico”.

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