Le farmacie della provincia sembrano animate da un percepibile attivismo e da grande vivacità: quali sono le ragioni di una tale sensibilità verso l’innovazione, presidente?Francesco Settembrini

Possiamo contare su un gruppo di farmacisti cresciuti insieme e maturati grazie anche all’associazionismo diffuso fra i giovani, che non ha avuto fini di lucro né scopi politici o sindacali, ma è stato sospinto solo dalla totale comunanza di intenti. I giovani farmacisti sono progrediti indipendentemente dall’obbligatorietà dei corsi di formazione continua e in modo autonomo, avvertendo in prima persona un forte bisogno di formazione e aggiornamento. Abbiamo un nucleo di colleghi avanzati sotto ogni punto di vista; e il gruppo dirigente del Consiglio dell’Ordine ne è espressione. Riesce così a creare i presupposti di una diffusa cultura di servizio alla cittadinanza. Quel che raccogliamo ora è stato seminato già molti anni fa, in termini di coscienza professionale ed etica. Il consiglio è composito, variegato e integra tutte le competenze e tutte funzioni che una moderna croce verde e il corso di laurea impongono.

Questi sono i lati positivi, ma le criticità del territorio sono innegabili: come gestirle?

In ambito locale si deve distinguere l’aspetto professionale da quello commerciale, perché la città è affetta da un problema ambientale grave che incide sulla diffusione di molte patologie gravi. Per questo il consiglio ha deciso, per due anni di seguito, nelle assemblee ordinarie, di dedicarsi a questo tema. Ciò significa rendere i colleghi consapevoli della realtà sociale e professionale in cui agiscono, perché possano dare vita a un’efficace azione di natura sociale ancor prima che scientifica. Per quel che riguarda la crisi economica nel suo complesso, le difficoltà di Ilva e del suo indotto si sono fatte sentire in modo molto pesante e il disagio si è ripercosso sull’attività commerciale della farmacia causando una serie di fallimenti, in città come provincia, pur se in parte essi sono anche il riflesso di una certa dinamica nazionale.

Come trova spazio presso l’Ordine il bisogno di formazione cui prima ha fatto cenno?

Abbiamo in serbo numerose iniziative formative in seno al Consiglio, grazie anche all’attività di un Comitato dedicato. Prescindiamo anche in questo caso dagli obblighi Ecm ministeriali, per quanto del tutto giusti, doverosi e lodevoli. Sappiamo che la formazione continua ci avvicina all’obiettivo della presa in carico del cittadino-paziente e della sua salute, nella sua interezza. Se il counselling e il follow-up sono razionalizzati, il cittadino è il primo a trarne beneficio, mentre la diminuzione dell’uso e soprattutto dell’abuso dei farmaci crea vantaggi a cascata per il Servizio sanitario nazionale. Questo è il futuro della nostra missione; e questo tipo di servizio deve essere riconosciuto a livello ministeriale come accade in altri Paesi, dove è remunerato e dà adito a un miglioramento generalizzato dello status di salute del cittadino: si pensi solo al corretto uso dei dispositivi per la respirazione. È qualcosa di tangibile altrove, in Francia e nel Regno Unito in primis, ed è proprio attuando una concreta presa in carico del cliente-paziente che si colgono le più importanti finalità professionali, sociali, economiche.

Percepibile presso i colleghi è anche la disponibilità all’offerta di servizi di qualità…

La chiusura e l’accorpamento di alcuni ospedali, la tendenza alla de-ospedalizzazione, fanno sì che cresca l’importanza dell’offerta di servizi da parte delle croci verdi. Alcuni esami, alcune prestazioni di primo e pronto soccorso possono e devono esplicitarsi presso di noi, per quel che riguarda per lo meno le patologie più lievi. Possediamo il giusto grado di capillarità sul territorio che questo compito impone al fine di servire l’utenza lontana dai grandi centri, sgravando così gli ospedali dal alcune funzioni minori e dal sovraffollamento. Lo screening del carcinoma del colon retto sta per partire in accordo con la Regione e alle farmacie di tutta la Puglia verranno presto consegnati i kit per gli appositi test. Sarà poi la volta dello screening sulla bronco-pneumopatia cronica ostruttiva, con la consulenza sull’utilizzo dei device terapeutici. È un regime di prevenzione consolidato, non più sperimentale, già attivato oltreconfine, che genera importanti economie di scala. L’auspicio è che il nuovo governo accolga queste istanze e promuova un modello estero facilmente replicabile anche qui. Ed è anche un modo per affrancarsi da logiche commerciali che non portano nulla di buono, anzi.

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