Guacci, tradizione e innovazione nella distribuzione farmaceutica

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Un confronto a tu per tu con Luigi Guacci, presidente di Guacci Spa, il centro di distribuzione farmaceutica campano che dal 1946, grazie a una politica aziendale basata su efficienza, qualità e trasparenza, ha costantemente incrementato il numero delle proprie farmacie-clienti.

Luigi Guacci, presidente dell’azienda Guacci spa
Luigi Guacci, presidente dell’azienda

Buongiorno dottor Guacci, da farmacisti a distributori con oltre un secolo di esperienza, ci racconti.

È vero, la nostra storia inizia ai primi del Novecento al centro di Napoli, mio padre chimico-farmacista mise a punto un tonico ricostituente antimalarico la “China Guacci”, un efficace rimedio contro la malattia che veniva prescritto nel 1922 anche dal medico, poi Santo, Giuseppe Moscati. Nel 1946 l’attività si è ampliata introducendo la distribuzione, che negli anni Cinquanta è diventata la principale attività. Oggi in Campania rappresentiamo probabilmente la prima forza distributiva. Siamo nati in questa regione e ci siamo dedicati solamente a essa. Mentre gli altri distributori hanno aperto magazzini un po’ ovunque, io ho sempre pensato che fosse necessario essere presenti per trasmettere il giusto spirito. Se un’azienda non la segui di persona non potrà mai crescere esattamente come vuoi.

Dal punto di vista logistico avete creato una macchina perfetta!

Grazie, ma perfetta non si può mai dire, mi piace pensare di dover far sempre meglio. Pensi che una volta il lavoro veniva fatto a mano, il farmacista telefonava, si trascriveva e si preparava di persona l’ordine. Poi c’è stata una rivoluzione incredibile, dettata dai tempi, bisognava essere sempre più precisi e veloci e la tecnologia ci è venuta incontro, attualmente come automatismi abbiamo raggiunto davvero bei risultati. Nella nostra azienda lavorano macchinari stupefacenti, abbiamo aperto le porte all’automazione circa dodici anni fa e da allora non ci siamo più fermati. Ci confrontiamo con le principali aziende del settore come Utit o Knapp tenendoci sempre al passo con l’informatica e la robotica.

Azienda Guacci vista esterna

Tanta tecnologia, ma anche tante persone, l’azienda è cresciuta in questi anni, quanti dipendenti ci sono  all’appello ora?

Sì, siamo cresciuti costantemente, i dipendenti sono aumentati nonostante l’introduzione di nuovi macchinari e software all’avanguardia, da 20 oggi siamo 150.  Ho la fortuna di avere dei dirigenti eccezionali, il segreto è amare l’azienda, tutti i collaboratori sanno che sono sempre disponibile, sanno che questa porta è sempre aperta, mi piace coinvolgerli anche in attività esterne, pensi una volta siamo andati tutti insieme al teatro San Carlo. Le macchine aiutano e potenziano la gestione, ma il valore umano è sempre la cosa da salvaguardare.

 

L’attenzione ai giovani e alle nuove generazioni di farmacisti è una delle vostre priorità e si consolida ogni anno attraverso il “Guacci day”, come è nato questo progetto?

Ho sempre avuto un legame stretto con l’università, l’ho amata moltissimo. Un po’ di tempo fa un ragazzo di nome Ciro, mi propose di coinvolgere in azienda gli studenti degli ultimi due anni di farmacia, per approfondire la conoscenza sull’intera filiera del farmaco. Ho subito accettato la proposta, da allora è nato il Guacci day. Dedichiamo una giornata a 100/150 studenti, li coinvolgiamo con convegni, dibattiti e novità del settore. Nella sala “Giovanni Guacci” dedicata a mio padre, i ragazzi hanno la possibilità di confrontarsi con importanti relatori e scambiarsi opinioni sui temi della farmacia. Un’altra parte della giornata è dedicata esclusivamente al dialogo, restiamo io e i ragazzi, cosi nascono idee e stimoli, adoro questo momento, sento la necessità di confrontarmi personalmente con loro.

 

Uno stretto rapporto con l’università che ultimamente l’ha vista protagonista con un bel riconoscimento.

È stata una bellissima esperienza, mi sono emozionato. Il preside, il professor Ettore Novellino della facoltà di Farmacia della Federico II, per il 50° anniversario della mia laurea, mi ha donato una targa che riconosceva la mia elevata professionalità e la mia opera di qualificazione della professione, questo non può che consolidare il legame che nutro verso quest’ateneo e tutte le persone e i giovani che ne fanno parte.

Avete ampliato l’attività con un magazzino anche nella Regione Lazio, precisamente a Frosinone, come stanno andando le cose?

Come già accennavo prima sono sempre stato contrario a espandermi, un’azienda cresce sana e forte solo se la curi ogni giorno di persona, ma Frosinone è molto vicina a Napoli, quindi abbiamo un contatto continuo e diretto. Nella regione Lazio, stiamo facendo rifornimento a farmacie nuove, anche grazie a tanti napoletani che hanno vinto il concorso e ora sono titolari di una farmacia nella capitale. Con noi hanno moltissimi vantaggi, un call center dedicato che fornisce informazioni dettagliate in tempo reale, consegne sempre accurate e precise, e un pacchetto di oltre 72mila referenze.

Vede particolari differenze nella gestione dei farmaci tra l’Italia e gli altri Paesi?

Nel campo del farmaco si sta verificando una cosa strana. Ci sono differenze nel modo di regolamentare i farmaci nell’ambito dei sistemi sanitari dei diversi Stati membri. Ad esempio, il prezzo del farmaco in Italia è nettamente più basso rispetto ad altri paesi europei. La legge permette di far approvvigionare le industrie straniere qui in Italia e oggi molti farmaci salvavita si trovano all’estero. Questo toglie linfa al nostro mercato e dà risalto solamente alla parte commerciale.

Invece per quanto riguarda l’introduzione della nuova legge sulla concorrenza, cosa ne pensa?

Ho un’idea del farmacista molto romantica, dei bei tempi andati e poco propensa alle logiche commerciali. Il vecchio farmacista era una persona cui si andava a chiedere consigli, indirizzava il paziente e forniva supporto. Oggi non credo ci sia più questo. C’è una fretta nel far tutto, è entrato l’aspetto commerciale in una professione dall’alto valore umano e forse per questo che sono arrivati i capitali. Ma il farmacista potrà salvaguardare la propria attività, investendo in professionalità e competenze: due aspetti che legano saldamente il cittadino alla propria farmacia di riferimento. E la Guacci continuerà a svolgere il proprio ruolo di distributore, mettendo la nostra efficienza, e i nostri servizi, a disposizione delle farmacie indipendenti.

 

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