Aderenza terapeutica: dati in forte calo negli over 65

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Il 43,7% degli over 65 non assume regolarmente i farmaci prescritti dal medico. È il dato, preoccupante, che emerge da un’indagine condotta dal Centro Studi di Senior Italia FederAnziani su un campione di 1.230 over 65 con lo scopo di analizzare l’aderenza alla terapia e la presa in carico del paziente cardio-metabolico.

Aderenza terapeutica

Le cause dei bassi numeri

I soggetti inclusi nell’indagine erano in maggioranza affetti da ipertensione (55,3%), patologie croniche dell’apparato osteo articolare (29,1% artrosi e 28,5% mal di schiena) e patologie croniche del metabolismo (21,8% diabete e 18,2% dislipidemia-ipercolesterolemia). Per quanto concerne gli stili di vita, il 51,9% del campione fuma o ha fumato in passato; a ciò si aggiunge, come detto una diffusa scarsa aderenza terapeutica.

Tra le motivazioni della bassa compliance, si segnalano la scarsa conoscenza dei benefici collegati alla terapia e dei rischi conseguenti la sua interruzione e la dimenticanza. «Al 39,5% degli intervistati capita frequentemente di dimenticare di assumere il farmaco prescritto dal medico – si legge nel comunicato diramato dalla Federazione – al 26,7% capita raramente e solo il 33,8% del campione riesce a non dimenticare mai i farmaci». Questi dati dipendono molto anche dalla complessità delle terapie. Il 39,5% del campione deve assumere uno o due farmaci al giorno, il 38,5% tra tre e cinque, il 9,6% tra sei e sette e il 3,3% più di sette.

Un’altra importanza causa che genere scarsa aderenza terapeutica è la mancanza di aiuto pratico. «Nell’86,8% dei casi, infatti, il paziente cronico ultrasessantacinquenne non ha nessuno che lo assista nell’assunzione dei farmaci. La metà degli intervistati (49,8%) sceglierebbe una persona o un oggetto/device che possa supportarlo in questo, mentre il 21% preferirebbe avere uno schema semplice e poche assunzioni giornaliere».

Il dato sui controlli

Secondo quanto emerge dall’indagine, il 47,3% degli intervistati «effettua annualmente un controllo dal cardiologo, il 27,5% si sottopone a una visita meno di una volta l’anno anno, il 12% più di una volta l’anno, mentre un 13,2% dei pazienti non si sottopone mai a visite cardiologiche».

Per quanto riguarda invece il consulto con i professionisti sanitari, gli intervistati indicano il farmacista come figura consultata in caso di problemi di salute nel 9,1% dei casi (il medico di medicina generale viene consultato nell’88% dei casi, lo specialista nel 49,8% dei casi). «L’incontro con il medico di famiglia avviene ogni 15 giorni per il 12% del campione, mensilmente per il 38,7% e qualche volta all’anno per il 48,1%». Occorre tuttavia sottolineare che «l’’11,2% degli intervistati giudica utile anche una migliore comunicazione medico paziente, con una spiegazione più precisa dei benefici della cura, percentuale che sale al 18% quando si parla dell’utilità di conoscere i rischi legati all’interruzione della terapia».

«Il Covid ha assorbito tutta la nostra attenzione in questi ultimi mesi, ma non dobbiamo dimenticare le altre cronicità che interessano soprattutto gli over 65 – ha dichiarato Roberto Messina, presidente di Senior Italia FederAnziani – È necessario offrire nuove forme di supporto per migliorare la presa in carico del paziente e ottimizzare l’aderenza terapeutica, sfruttando appieno le potenzialità che le nuove tecnologie ci offrono».

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