Adottato lo scorso 26 gennaio 2023, con Intesa in Conferenza Stato-Regioni, il Piano Oncologico Nazionale 2023-2027 ha come obiettivo il miglioramento del percorso complessivo di lotta e cura delle patologie neoplastiche in termini di efficacia, efficienza, appropriatezza, empowerment e gradimento dei pazienti, oltre al contenimento dei costi sanitari e sociali da esse determinati. Dovrà ora essere recepito da Regioni e Province Autonome

Nel 2020 in UE 2,7 milioni di soggetti hanno ricevuto una diagnosi di cancro e 1,3 milioni hanno perso la vita a causa di una neoplasia. È tuttavia ormai noto che quasi la metà delle morti e il 40% dei nuovi casi di tumore sono potenzialmente prevenibili modificando stili di vita e condizioni che espongono a fattori di rischio.

Il fumo rappresenta il primo e più impattante fattore di rischio, associato all’insorgenza di circa un tumore su tre e a ben 17 tipi/sedi di tumore, oltre quello del polmone. A ciò si associa anche il fumo passivo, responsabile di una piccola percentuale di tumori della mammella nella donna.

Altri fattori di rischio sono rappresentati dall’inquinamento ambientale, dall’esposizione ai raggi ultravioletti, dalla cattiva alimentazione, dalla sedentarietà, dal consumo di alcool… basti pensare che una sana alimentazione associata a un peso-forma e un’attività fisica regolare possono ridurre fino al 30% il rischio di ammalarsi.

La situazione italiana

Ogni anno in Italia i fattori di rischio modificabili sono responsabili di 65mila decessi; tuttavia il miglioramento delle cure fa sì che nel tempo il numero di sopravvissuti alla diagnosi risulti in continua crescita, unitamente a un aumentato tasso di guarigioni. Tutto questo a testimonianza di efficaci programmi di screening e innovativi approcci terapeutici.

Permane tuttavia, stando ai dati dell’Osservatorio Nazionale Screening, un forte divario Nord-Sud anche in merito alle attività di prevenzione. Con l’Accordo Stato-Regioni dell’aprile 2019 si è dato anche impulso ad una maggiore integrazione tra attività oncologica ospedaliera e territoriale. In questo scenario incoraggiante, il Covid-19 ha segnato una grave battuta d’arresto per le attività di screening e per la presa in carico dei nuovi pazienti, incidendo in modo significativo anche sull’accesso ai farmaci.

Piano Oncologico Nazionale 2023-2027

Il Piano Nazionale Oncologico 2023-2027, approvato lo scorso 26 gennaio in Conferenza Stato-Regioni, mira a definire un complessivo approccio al cancro delineando, in coerenza con il Piano europeo contro il cancro 2021 – Europe’s Beating Cancer Plan, obiettivi ambiziosi, ma perseguibili e misurabili in tema di promozione della salute e prevenzione, individuazione precoce e diagnosi, presa in carico e cura.

«È necessario un rinnovato impegno a favore della prevenzione, del trattamento e della presa in carico e dell’assistenza ai malati oncologici, per evitare che il numero di vite perse a causa delle malattie neoplastiche aumenti nei prossimi anni» si legge nella premessa del documento.

Per ridurre la sofferenza umana così come gli oneri a carico del Ssn è necessario un approccio globale, una maggiore integrazione tra prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico, compreso il miglioramento delle cure e la prevenzione delle recidive

Il Piano è stato elaborato da un Tavolo di lavoro inter-istituzionale coordinato dall’Ufficio 8 della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria, che ha visto il coinvolgimento dei principali stakeholder del campo oncologico e delle cure primarie, e un’ampia rappresentanza di Associazioni di pazienti e cittadini.