Ancora in crescita i dati relativi all’antibiotico-resistenza, sia a livello globale che europeo e italiano. Secondo quanto reso noto dal Ministero della Salute in occasione della Settimana mondiale della consapevolezza antimicrobica (World antimicrobial awareness week, Waaw, 18-24 novembre), si calcola che in Europa, ogni anno, circa 33 mila persone muoiono per un’infezione legata a batteri resistenti agli antibiotici.  A livello globale, sono quasi 5 milioni i decessi associati alla resistenza agli antibiotici (dati 2019). Di questi, circa 1.3 milioni attribuibili direttamente a batteri resistenti.

«Gli antibiotici sono una delle conquiste fondamentali della ricerca medica che rischiamo di compromettere a causa di un uso eccessivo, e in molti casi improprio, di questi farmaci. Utilizzarli correttamente è una responsabilità di tutti per evitare di ritrovarci in futuro senza strumenti efficaci per combattere le infezioni, ai danni soprattutto di chi è più fragile» afferma, a tal proposito, Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), in una nota diffusa dalla Federazione alla stampa.

In assenza di politiche e interventi mirati, nel 2050 l’antibiotico-resistenza sarà la principale causa di morte al mondo, avverte Mandelli. L’Italia continua ad essere “maglia nera” in Europa, con circa 11 mila morti l’anno per infezioni resistenti agli antimicrobici, secondo quanto diramato dall’Ecdc.

Per arginare il problema «è quanto mai urgente intensificare gli sforzi delle istituzioni sanitarie e dei professionisti della salute su diversi fronti: promuovere un uso razionale degli antibiotici, dentro e fuori dagli ospedali, supportare la ricerca di nuove molecole e aumentare la consapevolezza della popolazione sul pericolo legato alla comparsa di batteri resistenti» aggiunge. Tra le principali cause di utilizzo inappropriato di antibiotici vi è, infatti, la disinformazione.

«I farmacisti sono consapevoli dell’importante contributo che possono dare per migliorare l’informazione ai cittadini e sensibilizzare rispetto all’adozione di buone pratiche di prevenzione per ridurre il rischio di infezioni – conclude il presidente Fofi – Facciamo appello alla sensibilità delle istituzioni e di tutti i professionisti della salute impegnati sul territorio per dare vita, insieme, a una grande campagna di informazione rivolta all’opinione pubblica per educare all’uso consapevole degli antibiotici».

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