Il diabete interessa in Italia oltre 3,5 milioni di soggetti. Di questi solo un terzo viene seguito esclusivamente da un centro diabetologico, un terzo esclusivamente dal proprio medico e un terzo da entrambi. Due su 100 invece non vengono seguiti da nessuno. Di qui il ruolo di grande centralità del farmacista per la prevenzione e per una buona aderenza terapeutica

In Italia attualmente i pazienti diabetici sono circa 3,5 milioni, anche se il dato nazionale potrebbe essere sottostimato a causa di numerosi soggetti che non hanno ancora ricevuto una diagnosi di patologia. L’ultima relazione al Parlamento del Ministero della Salute sul diabete 2021 ha evidenziato peraltro un trend in preoccupante crescita, dovuto in buona parte a cattive abitudini alimentari, sedentarietà e sovrappeso.

Monitoraggio della patologia e delle terapie

Per quanto concerne il monitoraggio della patologia e della terapia, il report ha messo in luce che un terzo dei pazienti diabetici riferisce di essere seguito esclusivamente dal centro diabetologico (32%), un terzo solo dal proprio medico di medicina generale (31%), un terzo da entrambi (32%). Pochi dichiarano di essere seguiti da altri specialisti (3%) mentre 2 su 100 riferiscono di non essere seguiti da nessuno.

Inoltre l’aderenza terapeutica è bassa: molti pazienti non seguono le indicazioni del medico o riducono o interrompono le terapie senza neppure consultarlo, con un evidente aggravio di patologia e costi sociali, sanitari ed economici importanti che potrebbero essere facilmente evitati.

Il ruolo del farmacista

In questo contesto, la figura del farmacista risulta di cruciale importanza: il professionista della farmacia può contare su un contatto diretto e costante con il paziente e su un forte rapporto di fiducia e può quindi facilmente sensibilizzare i cittadini circa l’importanza di seguire buone pratiche di prevenzione ovvero essere aderenti alle prescrizioni mediche per un buon controllo di patologia.

Stabilizzare le attività di screening e controllo del diabete in farmacia

Secondo Gianni Petrosillo, presidente Sunifar, è necessaria un’attività continuativa sul territorio che faccia aumentare l’attenzione verso la patologia. La farmacia ha già contribuito in termini di emersione di diabete non diagnosticato. Queste attività dovrebbero però assumere un carattere strutturale. «Nella riorganizzazione dei nuovi modelli strutturali, c’è bisogno che avvenga un’implementazione importante delle attività di prevenzione e controllo delle farmacie», afferma, secondo quanto riportato da Federfarma.

Il monitoraggio del paziente diabetico rientra, a tal proposito, in gran parte dei cronoprogrammi per la sperimentazione della farmacia dei servizi presentati dalle Regioni. L’auspicio è quindi quello di creare una rete territoriale più forte tra farmacista e altri professionisti della salute.

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