La mancata disponibilità di un medicinale può rappresentare un disagio per il cittadino, ma non coincide necessariamente con l’impossibilità di accedere alla terapia. È questo uno dei messaggi al centro del nuovo dossier “Carenze di medicinali. Cause, dimensioni del fenomeno e strategie per garantire la continuità delle cure”, pubblicato dall’Agenzia italiana del Farmaco – AIFA.

I numeri del fenomeno

A settembre 2026 sono circa 2.500 i medicinali presenti negli elenchi AIFA dei farmaci temporaneamente carenti, a fronte di oltre 20 mila medicinali autorizzati e commercializzati in Italia. Il dato deve però essere letto considerando le alternative disponibili: secondo il dossier, infatti, soltanto uno su cinque dei medicinali carenti non dispone di un equivalente. In molti altri casi è comunque possibile ricorrere a un’alternativa terapeutica, con un diverso principio attivo ma indicata per la stessa patologia.

Carenza e indisponibilità

Il documento fa chiarezza anche sulla distinzione tra carenza e indisponibilità, due situazioni che per il paziente possono tradursi nello stesso problema, ma che hanno origini differenti. La prima può dipendere da problematiche produttive o regolatorie, dalla indisponibilità dei principi attivi, da scelte commerciali o da variazioni della domanda; la seconda è invece legata a distorsioni del circuito distributivo e può riguardare specifiche aree o reti di distribuzione.

La distinzione è rilevante anche per individuare le possibili soluzioni. Quando un farmaco non è reperibile, il farmacista può verificare attraverso gli strumenti messi a disposizione da AIFA se si tratta di una carenza ufficialmente riconosciuta e quali alternative siano disponibili. Tra le possibilità rientrano l’utilizzo di un equivalente, la valutazione di un’alternativa terapeutica da parte del medico e, nei casi previsti, l’importazione di un analogo dall’estero.

Una rete per garantire la continuità delle cure

Il dossier richiama quindi il ruolo della rete che si attiva quando un medicinale non è disponibile: farmacisti, medici, aziende titolari dell’AIC, distributori, Regioni, Ministero della Salute e AIFA concorrono, con strumenti diversi, a evitare che una criticità di approvvigionamento si traduca in un’interruzione della terapia. Tra gli interventi dell’Agenzia rientrano, a seconda dei casi, il monitoraggio delle scorte, il contingentamento delle forniture, la distribuzione centralizzata, il blocco temporaneo delle esportazioni e il coordinamento con le autorità sanitarie.

Le iniziative più recenti

A livello nazionale tra le iniziative più recenti per fronteggiare il fenomeno, c’è la nota congiunta tra AIFA e le associazioni dei titolari di farmacia, realizzata nell’ambito delle attività continuative del Tavolo Tecnico Indisponibilità, che mira a promuovere l’ordine diretto in farmacia come strumento per superare eventuali blocchi distributivi nella fornitura di un farmaco. A questa si aggiunge l’avvio della consultazione pubblica per definire i criteri per l’inserimento delle confezioni dei farmaci nell’elenco di quelli a rischio “critico” di carenza, con l’obiettivo di condividere con tutta la rete le azioni di prevenzione e mitigazione del rischio di mancanza dei farmaci, a tutela dei pazienti.

La dimensione europea

Tuttavia, dal momento che la gestione delle carenze si inserisce in un quadro sempre più globale, perché le criticità della filiera farmaceutica possono avere origine e ripercussioni ben oltre i confini nazionali, numerose sono le iniziative promosse a livello europeo. L’Italia partecipa e coordina, ad esempio, la Joint Action europea CHESSMEN – Coordination and Harmonization of the Existing Systems against Shortages of Medicines, European Network – sviluppata in raccordo con le altre agenzie e istituzioni nazionali ed europee e con gli attori della filiera. L’obiettivo è favorire il coordinamento e la definizione di strumenti condivisi per prevenire e gestire le criticità di approvvigionamento, a tutela della continuità delle terapie.

 

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