Piano di cronicità in Lombardia, il ruolo della farmacia nella riforma lombarda

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Il nuovo anno si aprirà con una novità per i pazienti cronici lombardi, l’attuazione della tanto discussa riforma sanitaria (lg 23/2015) che prevede la presa in carico del paziente cronico.


A partire da gennaio i 3 milioni di pazienti affetti da patologie croniche e/o disabilità e fragilità riceveranno una lettera con l’invito a scegliere il gestore a cui affidare attraverso un patto di cura, (un atto formale con validità giuridica a tutti gli effetti) la cura della loro patologia, l’organizzazione e la gestione dell’intero percorso di cura.
Il gestore dovrà predisporre il piano assistenziale individualizzato (PAI), ovvero tutte le visite, gli esami e gli interventi necessari per il singolo paziente in base alla malattia e alla sua situazione nella sua complessità, coordinando e integrando i diversi livelli di cura e i vari attori del Sistema Sanitario e Sociosanitario Lombardo e quindi i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, gli specialisti, le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private, gli infermieri del territorio e anche le farmacie.

Quale ruolo avranno le farmacie?

Si legge nella delibera regionale 6551 del 4 maggio 2017 “…al fine di garantire la continuità assistenziale e l’unitarietà dei percorsi è necessario che i diversi nodi della rete rivedano le proprie modalità di funzionamento coordinandosi all’interno di una filiera capace di assicurare la presa in carico globale della persona incentrata sull’assistito e sui suoi bisogni”.
“Le farmacie entrano nella filiera e sono parte attiva della rete che prende in carico il paziente grazie alla legge dei servizi. Grazie ad essa possiamo offrire i test di autodiagnosi e la telemedicina”, ha affermato AnnaRosa Racca, Presidente Federfarma Lombardia, nell’ambito dell’evento “Modello lombardo. La presa in carico del paziente” svoltosi a Milano il 29 novembre. “Ma le farmacie possono fare di più, possono promuovere l’aderenza terapeutica e migliorare la compliance”, ha continuato la presidente di Federfarma Lombardia. L’aderenza del paziente cronico alla terapia è un aspetto molto delicato e problematico; è infatti noto che dopo 6 mesi di terapia l’aderenza tende a diminuire, perché il paziente si dimentica di assumere i farmaci, perché teme gli effetti collaterali, perché si sente guarito o anche per problemi economici.
Un altro aspetto molto importante a cui le farmacie possono dare un contributo è quello dell’informazione ai cittadini. “I farmacisti sono già il punto di riferimento dei pazienti cronici. I soggetti che riceveranno le lettere a gennaio abbiano bisogno di un consiglio per capire e scegliere in modo consapevole il proprio gestore. Noi saremo pronti”, ha precisato AnnaRosa Racca.

Farmacie rurali, al centro della riforma

Secondo Clara Mottinelli, Presidente Sunifar Lombardia, la farmacia rurale rappresenterà una risorsa importante per la riforma, per la sua capillarità: “Siamo collocati nei territori più periferici, con piccoli centri abitati ad alta presenza di persone anziane e sole e dove spesso il medico non c’è tutti giorni e dove ci sono pochi ambulatori e ospedali. Se riusciremo a lavorare bene in rete con tutti gli attori della filiera salute, potremo davvero dare un valore aggiunto al paziente. Ma dobbiamo sederci a un tavolo, condividere gli obiettivi e decidere i ruoli. Con questa riforma vorrei che tutte le farmacie, ma in particolar modo quelle rurali, venissero considerate il terminale del gestore operativo, un vero e proprio facilitatore”.

“Questa sfida la vinceremo tutti insieme, se tutti insieme aiuteremo le persone a star meglio soddisfacendo i loro bisogni di salute e, perché no, facendo risparmiare anche la nostra Regione”, ha concluso AnnaRosa Racca.

Il gestore potrà essere il medico di famiglia, oppure un ente esterno privato o anche le cooperative di medici. “A oggi ha aderito il 48% dei medici di medicina generale con picchi di adesione che raggiungono l’80% nelle aree più periferiche, come nell’ATS della Valle Padana (Cremona, Mantova) e dell’area montana (Brescia e Sondrio).

Per approfondire puoi leggere l’inchiesta del fascicolo di dicembre di Farmacia news, tabloid per i farmacisti, a pag. 8.

 

 

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