Rafforzare le competenze scientifico-professionali dei farmacisti e potenziare la rete dei servizi sanitari sul territorio: è questo il cuore della convenzione triennale – valida dall’anno accademico 2026-2027 – siglata il 28 ottobre scorso tra l’Università di Pisa e Farmacie Comunali Pisa S.p.A. (società partecipata dal Comune).
La firma, avvenuta presso il Rettorato tra il rettore Riccardo Zucchi e l’amministratore unico Raffaele Magaldi, dà piena attuazione operativa al “Patto del Cherubino”. Questo percorso è nato dal tavolo di confronto istituzionale condotto con il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, il vicepresidente nazionale di Assofarm Andrea Porcaro D’Ambrosio e i referenti dell’Ateneo (i docenti Marco Macchia e Caterina Rizzo), focalizzato sull’attuazione del DM 77/2022 per la riorganizzazione della sanità territoriale.
Formazione e aggiornamento per la sanità di prossimità
La collaborazione risponde alla volontà di valorizzare il ruolo clinico e assistenziale del farmacista nel Servizio Sanitario, individuando nella formazione continua e nell’aggiornamento post-laurea le leve strategiche fondamentali.
Attraverso la sinergia tra la rete delle farmacie pubbliche pisane e i dipartimenti di ricerca dell’Ateneo, la convenzione permetterà di sviluppare iniziative congiunte. L’obiettivo è dotare i professionisti di strumenti operativi sempre più avanzati, capaci di intercettare i nuovi bisogni di salute della popolazione e di consolidare la farmacia come presidio di prossimità.
I primi sviluppi: dal corso “FarmaFrontiera” alla Fondazione
Primo frutto operativo dell’intesa sarà il corso universitario di perfezionamento post-lauream “FarmaFrontiera”, che prenderà il via nei primi mesi del 2027 in collaborazione con L’Officina di Galeno (struttura formativa delle Farmacie Comunali).
Come sottolineato dal vicepresidente di Assofarm, Porcaro D’Ambrosio, la convenzione con l’Ateneo pisano non è un punto d’arrivo, ma il tassello fondante per la costituzione della futura Fondazione dell’Officina di Galeno, destinata a collegarsi al Centro Studi Nazionale Assofarm. Un’integrazione pensata per promuovere innovazione lungo tutta la filiera – dal farmaco al paziente – in una prospettiva che il rettore Riccardo Zucchi ha definito di «formazione sempre più aperta al territorio, flessibile e capace di rispondere ai bisogni della società».


