Sabato 9 maggio alle ore 13, nell’ambito della tre giorni dedicata al mondo della farmacia, in programma il convegno ”Farmacologia di genere: nuovi orizzonti culturali di studio e ricerca clinica, verso la gender equality”. Le due relatrici, Elena Vecchioni e Martina Trittoni, rispettivamente Presidente e Tesoriere di Federfarma Verona, hanno risposto alle nostre domande per un’anticipazione dei temi che saranno protagonisti del convegno.
Perché la farmacologia di genere rappresenta oggi un nuovo orizzonte culturale e scientifico per la professione del farmacista, e quali cambiamenti di approccio richiede nella pratica quotidiana?
«È ormai nota da tempo l’interrelazione tra genere e salute sia in medicina che in farmacologia. Oggi è necessario prenderne atto, approfondirne lo studio perché l’approccio, anche nel consiglio in farmacia, sia più mirato ed adeguato, prendendo in considerazione tutte le variabili correlate al genere nella risposta al farmaco».

In che modo le differenze di genere influenzano efficacia e aderenza ai farmaci, e quanto queste variabili sono oggi realmente integrate nella ricerca clinica e nelle linee guida?
«L’anatomia, la fisiologia, gli ormoni, la genetica influenzano l’efficacia e la risposta di molti farmaci così come statisticamente vi possono essere diversità negli effetti avversi e nell’aderenza alla terapia. Il progresso della ricerca avrà come grande obiettivo quello di selezionare linee guida personalizzate, secondo il genere di appartenenza di un individuo».
Qual è il ruolo del farmacista nel promuovere una cultura della gender equality in ambito terapeutico, sia nel consiglio al paziente sia nel dialogo con gli altri professionisti sanitari?
«Il farmacista dovrà essere sempre più formato su questi argomenti per sostenere ed affiancare il paziente sia nell’aderenza alla terapia sia che si tratti di consiglio nell’assunzione di integratori o farmaci da banco, partendo da una maggior cultura e formazione sulla farmacologia di genere».

Guardando al futuro, quali sono le principali sfide e opportunità della farmacologia di genere per la ricerca, la formazione universitaria e l’aggiornamento professionale dei farmacisti?
«La grande sfida ed opportunità sarà arrivare appunto a definire linee guida e protocolli di cura personalizzati in base al genere di appartenenza per una mirata e migliore efficacia terapeutica».


