Le Nazioni Unite (ONU) definiscono i caregiver informali come persone che generalmente forniscono assistenza a soggetti con cui hanno un rapporto preesistente, come un familiare, un amico o un vicino. Tale assistenza comprende un’ampia gamma di compiti, dall’aiuto nelle attività di cura personale e della vita quotidiana (tra cui lavarsi, vestirsi, muoversi, mangiare e gestire la continenza), alle funzioni strumentali della vita quotidiana quali le pulizie domestiche, la preparazione dei pasti, il bucato, la spesa, gli spostamenti, la gestione finanziaria e dei farmaci.
I caregiver informali svolgono un ruolo essenziale nel sostenere i sistemi sanitari e nel consentire alle persone di ricevere assistenza a domicilio e all’interno delle proprie comunità. A livello globale, l’assistenza informale è fortemente influenzata dal genere, con le donne che si assumono la maggior parte delle responsabilità di assistenza. Questa distribuzione ineguale riflette persistenti disuguaglianze sociali, economiche, culturali e strutturali che possono influire sulla salute, sul benessere e sulla sicurezza finanziaria dei caregiver.
I farmacisti sono tra i professionisti sanitari più accessibili e affidabili e si trovano in una posizione ideale per sostenere i caregiver che prestano assistenza informale, in particolare le donne, attraverso la gestione dei farmaci, l’educazione sanitaria, l’assistenza preventiva, l’alfabetizzazione sanitaria digitale e transizioni assistenziali sicure. Responsabilizzando i caregiver e promuovendo l’uso consapevole dei medicinali, i farmacisti possono contribuire a migliorare gli esiti sanitari sia per i caregiver che per le persone di cui si prendono cura.
In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e con il Piano Strategico 2025–2030 dell’International Pharmaceutical Federation (FIP), la nuova Dichiarazione di policy fornisce raccomandazioni basate su dati scientifici rivolte a governi, organizzazioni del settore farmaceutico, formatori e farmacisti. Il documento sollecita un’azione coordinata per rafforzare il sostegno alle donne e ai caregiver informali, promuovere un accesso equo all’assistenza sanitaria e alle informazioni e riconoscere il contributo fondamentale dell’assistenza informale alle persone, alle comunità e ai sistemi sanitari.
Caregiver informali: bisogni e criticità
«La politica evidenzia le crescenti pressioni a cui sono sottoposti i caregiver informali a causa dell’invecchiamento della popolazione e del fatto che sempre più assistenza viene erogata a domicilio e nelle comunità. Sostiene che i farmacisti, in quanto tra i professionisti sanitari più accessibili, si trovano in una posizione privilegiata per aiutare i caregiver a orientarsi tra regimi terapeutici sempre più complessi, a migliorare l’alfabetizzazione sanitaria, a prevenire i danni correlati ai farmaci e ad accedere a servizi sanitari appropriati», ha affermato Virginia Olmos, co-presidente del comitato per le politiche.
Per affrontare queste sfide, la dichiarazione raccomanda ai governi di riconoscere formalmente il contributo dei caregiver informali, rafforzare le politiche che favoriscono i servizi gestiti dai farmacisti, investire nell’istruzione e nella formazione e sviluppare modelli di finanziamento sostenibili che migliorino l’accesso all’assistenza. Incoraggia inoltre le organizzazioni del settore farmaceutico e gli enti di formazione a fornire ai farmacisti le competenze necessarie per supportare i caregiver attraverso l’assistenza preventiva, l’ottimizzazione della terapia farmacologica, l’alfabetizzazione sanitaria digitale e transizioni assistenziali sicure.
La dichiarazione presta particolare attenzione alle donne, che rappresentano circa l’80% dei caregiver informali a livello globale e che hanno una maggiore probabilità di fornire assistenza intensiva e a lungo termine. Riconosce inoltre le ulteriori difficoltà affrontate dalle donne che vivono in contesti umanitari o che subiscono violenza di genere, situazioni nelle quali i farmacisti possono essere tra i pochi professionisti sanitari facilmente accessibili.
Il contributo del farmacista
La dichiarazione individua diversi ambiti di intervento del farmacista a sostegno delle donne e dei caregiver informali, tra cui:
- Valorizzare e promuovere l’istruzione delle donne come fattore determinante per favorirne l’emancipazione, la salute e la leadership;
- Incoraggiare e sostenere la leadership femminile nei settori della pratica farmaceutica, dell’istruzione e della scienza;
- Affiancare i governi nella creazione e nell’attuazione di diverse strategie rivolte a donne e ragazze con un’ampia gamma di esigenze di alfabetizzazione;
- Esplorare nuove strategie ed erogare servizi che rafforzino il ruolo dei caregiver informali nel loro compito;
- Supportare i caregiver nell’uso sicuro degli strumenti sanitari digitali, riconoscendo al contempo i rischi legati alla disinformazione, all’esclusione digitale, alla privacy, alla qualità dei dati e all’eccessiva dipendenza da strumenti basati sull’intelligenza artificiale non convalidati;
- Coinvolgere i caregiver informali nelle discussioni relative ai farmaci, ove opportuno, rispettando al contempo le preferenze, l’autonomia, il consenso e la riservatezza del paziente;
- Riconoscere i segnali di sovraccarico, affaticamento o incapacità dei caregiver di gestire regimi terapeutici complessi e indirizzarli verso adeguati servizi sanitari, di assistenza sociale o di sostegno comunitario;
- Responsabilizzare le donne e i caregiver informali attraverso l’erogazione di formazione, campagne di promozione della salute e servizi di informazione sui farmaci;
- Sviluppare servizi incentrati sulla salute delle donne e dei caregiver informali, al fine di mitigare i potenziali effetti negativi dei ruoli di assistenza;
- Nel contesto delle questioni etiche o di salute riproduttiva legate al genere, dare priorità alla prospettiva e all’interesse superiore dei pazienti e riconoscere, rispondere e indirizzare in modo sicuro le donne vittime di violenza di genere e domestica, mettendole in contatto con cure adeguate attraverso percorsi di sostegno e invio a servizi consolidati, ove pertinente;
- Comunicare e coordinarsi con i caregiver informali e altri professionisti sanitari in merito alla continuità dell’assistenza farmaceutica nelle fasi di transizione assistenziale;
- Collaborare e agire in modo complementare con le organizzazioni farmaceutiche, altri professionisti sanitari e le amministrazioni pubbliche per creare e attuare politiche educative, in particolare relative all’uso responsabile dei medicinali.
«Dando maggiore autonomia a chi si prende cura dei pazienti, i farmacisti possono migliorare gli esiti sanitari, ridurre le disuguaglianze e contribuire alla costruzione di sistemi sanitari più resilienti e incentrati sulla persona», ha affermato Ema Paulino, co-presidente del comitato per le politiche.


