La stagione influenzale 2026-2027 si apre in uno scenario epidemiologico in evoluzione.
La sorveglianza virologica ha messo in evidenza come negli ultimi anni vi sia una crescente co-circolazione di molte, differenti specie virali.
Infatti, accanto ai virus influenzali e parainfluenzali, di frequente rilevazione si nono mostrati anche il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV), i Rhinovirus e i Metapneumovirus, a conferma di uno scenario epidemiologico sempre più complesso e caratterizzato da infezioni e coinfezioni respiratorie ricorrenti.
Studi recenti1 descrivono infatti una dinamica di interazione tra virus respiratori che può modificare la stagionalità, l’intensità delle epidemie e il carico assistenziale sui sistemi sanitari.
Il nuovo panorama delle infezioni respiratorie
Per molti anni l’influenza è stata considerata la principale protagonista della stagione invernale. Oggi il quadro è cambiato.
Secondo una recente review scientifica2, influenza, RSV e altri virus respiratori rappresentano una causa rilevante di morbilità, ospedalizzazione e mortalità, soprattutto nelle popolazioni fragili e nei soggetti anziani.
Gli esperti sottolineano inoltre come la sovrapposizione dei sintomi renda particolarmente difficile una diagnosi esclusivamente clinica. Febbre, tosse, malessere generale e difficoltà respiratoria sono manifestazioni comuni riferibili etiologicamente a diversi patogeni, evidenziando la necessità di un approccio diagnostico e preventivo sempre più integrato, e sempre più incentrato su una risposta immunitaria soprattutto innata e adattiva prevalentemente aspecifica.
Metapneumovirus e Rhinovirus: non semplici “raffreddori”
Anche Metapneumovirus umano (hMPV) e Rhinovirus contribuiscono significativamente al carico delle infezioni respiratorie stagionali.
I dati epidemiologici3 dimostrano che il Metapneumovirus presenta una stagionalità spesso sovrapposta a quella dell’RSV, con periodi di co-circolazione che possono amplificare la pressione sui servizi sanitari, soprattutto nei mesi invernali e primaverili.
Nei soggetti fragili, negli anziani e nei pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), insufficienza cardiaca o immunodepressione, questi virus possono determinare riacutizzazioni clinicamente rilevanti, ricoveri e perdita di autonomia funzionale.
L’impatto sulle persone anziane
L’invecchiamento della popolazione rende il fenomeno particolarmente rilevante. Gli adulti over 65 rappresentano infatti la categoria maggiormente esposta alle complicanze delle infezioni respiratorie acute data la fisiologica, progressiva fragilità immunologica.
La letteratura scientifica evidenzia che, oltre all’evento acuto, influenza e altre infezioni gemelle possono essere associate a conseguenze a lungo termine quali peggioramento di patologie cardio vascolari e respiratorie, aumento della fragilità, riduzione della qualità di vita e incremento del rischio di mortalità nei mesi successivi all’infezione.
Anche l’influenza continua a rappresentare una causa importante di ricovero e decesso negli anziani, con un rischio che aumenta progressivamente con l’età e la presenza di comorbidità.
La risposta: prevenzione e consapevolezza
In questo nuovo contesto epidemiologico non è più sufficiente ragionare in termini di sola influenza. La prevenzione della co-circolazione di differenti specie virali richiede oggi una visione più ampia.
È pertanto fondamentale un approccio articolato basato su una strategia complementare, orientata a migliorare la reattività funzionale dell’immunità innata e adattiva che contribuisca a ridurre la frequenza e la gravità delle infezioni, migliorando la qualità della vita dei soggetti più fragili come bambini e anziani oltre che al resto della famiglia.
La Medicina dei Sistemi4 mira a trattare le disregolazioni dei network che sottendono alla
patologia, sostenendo al contempo i network di autoregolazione per promuovere il ripristino
delle condizioni omeostatiche fisiologiche.
Il sostegno ai network di autoregolazione genera un circolo virtuoso in grado di influenzare
positivamente le capacità di robustezza e resilienza dell’organismo.
I farmaci multitarget e multicomponent low dose, costituiscono la parte sostanziale della
farmacologia utilizzata nella Medicina dei Sistemi: non intervengono bloccando i meccanismi biologici, ma aiutano l’organismo a ritrovare i propri equilibri, utilizzando molecole segnale a basse concentrazioni (sub-nanomolari) per ristabilire la fisiologia dei network cellulari.
Bibliografia
- Deol AK, Miura TA. Respiratory Viral Coinfections: Interactions, Mechanisms and Clinical Implications. Nature Reviews Microbiology, 2025.
- Hanage WP, Schaffner W. Burden of Acute Respiratory Infections Caused by Influenza Virus, Respiratory Syncytial Virus, and SARS-CoV-2 with Consideration of Older Adults: A Narrative Review.Infect Dis Ther. 2025.
- Jobe NB et al. Human Metapneumovirus Seasonality and Co-Circulation with Respiratory Syncytial Virus. MMWR, 2025.
- Goldman A.W. et al. Bioregulatory systems medicine: an innovative approach to integrating the science of molecular networks, inflammation, and systems biology with the patient’s autoregulatory capacity? Front Physiol. 2015;6:225


