Nel suo complesso, la spesa farmaceutica nel primo trimestre 2026 risulta in generale crescita con alcuni comparti in volata, come la convenzionata, ed altri sostanzialmente stabili in confronto a periodi/anni precedenti. È quanto rileva l’ultimo “Monitoraggio della Spesa Farmaceutica Nazionale e Regionale Gennaio-Marzo 2026” di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).
Bilancio “positivo”
Un trend in ascesa: la spesa farmaceutica pubblica complessiva, che somma convenzionata, acquisti diretti e ossigeno, nei primi tre mesi dell’anno segna +7,2%, a fronte della diretta che si consolida su un andamento stabile, positivo, su +2,3%.
L’ammontare complessivo del trimestre “incassa” 6.775,6 milioni di euro, registrando un’incidenza sul FSN, Fondo sanitario Nazionale (valore provvisorio 2026 comunicato dal Ministero della Salute con nota prot. n. 12829 del 27 luglio 2026) pari al 19,26%. Il dato evidenzia un aumento rispetto ai primi tre mesi del 2025 del 7,6% in cui l’ammontare della spesa era di 6.293,3 mld.
Nel dettaglio
Analizzando singolarmente i vari canali, il monitoraggio rileva gli scenari seguenti:
- Una “dicotomia” a riguardo della spesa farmaceutica territoriale in crescita, come detto in termine di consumi rispetto al 2025, ma in flessione per il numero di ricette, con una diminuzione dello 0,9%, pari a 146,5 milioni di ricette erogate in meno. In crescita anche l’incidenza del ticket totale, pari a +2,1%) così come delle dosi giornaliere dispensate, salite dello 0,7% rispetto al 2025, per un totale di 42,1 milioni.
- La convenzionata ha quantizzato 2.272,0 milioni di euro, con un aumento della spesa netta di circa 152,4 milioni di euro (+7,2%) rispetto all’anno precedente. In relazione al tetto di spesa, che mette insieme spesa netta e ticket fisso per ricetta, questo raggiunge 2.328,8 milioni di euro, facendo registrare un avanzo di 81,6 milioni di euro e una incidenza sul FSN del 6,62%, con aumento di +0,21 punti percentuali vs 6,41% del 2025, a fronte del tetto del 6,85%. In relazione alla componente stagionale della spesa, l’incidenza stimata su FSN si sima leggermente inferiore, e pari al 6,46%. Tuttavia in relazione a questo dato, si osserva fra le Regioni un significativo superamento del tetto di spesa, con un impatto dell’incidenza sul FSR tra il 2026 e il 2025 superiore alla media nazionale. Lo sforamento ha riguardato: Molise (7,52% rispetto a 6,91%; +0,61%), Calabria (7,83% rispetto a 7,23%; +0,60%), Basilicata (7,66% rispetto a 7,21%; +0,45%), Campania (7,42% rispetto a 7,05%; +0,37%), Sardegna (7,21% rispetto a 6,88%; +0,33%), Lombardia (7,53% rispetto a 7,32%; +0,21%), Puglia (7,28% rispetto a 7,10%; +0,18%) e Abruzzo (7,07% rispetto a 6,90%; +0,17%).
- La spesa per acquisti diretti di farmaci di classe A e H da parte delle strutture sanitarie pubbliche, è risultata di 4.646,0 milioni di euro, corrispondente a +2,3% rispetto al 2025 e lievemente più alta rispetto al periodo 2024-2025, in cui si assestava a +1,8%.
- Farmaci che accedono al fondo innovativi. Riferendosi ai dati di Monitoraggio AIFA, l’ammontare risulta pari a 137,2 milioni di euro, sensibilmente inferiore (-10,5%) alla stima al 2025, tradotti in 153,3 milioni di euro. Mentre per i farmaci “reserve”, la spesa si è attestata sui 24,4 milioni di euro, in lieve aumento rispetto al 2025, in cui aveva raggiunto quota 22,5 milioni.
- Gli acquisti diretti, esclusi i gas medicinali, sono costati complessivamente 4.380,5 milioni di euro, con una incidenza complessiva sul FSN pari al 12,45%, generando uno sforamento delle risorse previste di 1.354,3 milioni di euro. Tenuto conto dell’andamento stagionale della spesa, l’incidenza stimata su FSN risulterebbe leggermente inferiore, e pari a 11,65%. Dando uno sguardo alle Regioni, ed in particolare a quelle precedentemente citate con sforamento del tetto di spesa, si evidenzia una variazione dell’incidenza sul FSR per il periodo 2026-025 superiore alla media nazionale, ma con un cambio nell’ordine rispetto al precedente. I territori si posizionano come segue: Sardegna (15,47% rispetto a 12,80%; +2,68%), Piemonte (13,24% rispetto a 11,12%; +2,11%), Molise (12,35% rispetto a 11,22%; +1,13%), Calabria (13,17% rispetto a 12,05%; +1,12%), Campania (14,05% rispetto a 13,23%; ?: +0,82%), P.A. Bolzano (11,97% rispetto a 11,15%; +0,81%), Puglia (13,31% rispetto a 12,52%; +0,78%), Toscana (13,04% rispetto a 12,36%; +0,68%), Valle d’Aosta (10,65% rispetto a 10,06%; +0,59%), Lazio (12,85% rispetto a 12,32%; +0,54%), Friuli Venezia Giulia (12,56% rispetto a 12,04%; +0,52%), P.A. Trento (9,80% rispetto a 9,28%; +0,52%) e Abruzzo (13,13% rispetto a 12,68%; +0,45%).


