Analisi costruttive per l’efficienza della farmacia

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L’efficienza della propria farmacia, e in generale di un’impresa, non si misura esclusivamente in un rapporto matematico: si dovrebbero prendere in considerazione anche attività non espresse nelle voci di bilancio ma rilevanti ai fini di un’analisi costruttiva dell’andamento aziendale

In linea di massima, nel leggere un bilancio, tutti si soffermano principalmente sul grafico delle vendite, sulla retribuzione dei dipendenti, sui ricavi e sulle tasse. Sarebbe però interessante guardare, oltre ai dati, quei fattori “nascosti” che caratterizzano un’azienda: esperienza, competenza, competitività, struttura del gruppo dirigente, analisi dei trend e della domanda, competitor, investimento in ricerca e migliorie.

I punti essenziali del bilancio

È acclarato che un bilancio serve a pareggiare debiti con crediti. Nel caso della farmacia, il bilancio rappresenta l’opportunità di far conoscere all’azionista (sia esso titolare che società) la posizione finanziaria dell’azienda.

Attività

La voce attività identifica i beni posseduti dall’azienda: le attività fisse durano nel tempo (ad esempio, il negozio di proprietà), mentre le attività correnti sono fluttuanti. Rientrano in questo secondo caso la cassa, i conti correnti, gli investimenti, i crediti e i debiti, le spese pagate e anticipate, come le tasse, le scorte di magazzino.

Capitale sociale

In economia aziendale, il capitale sociale è indicativo delle risorse su cui l’azienda può contare da parte dei propri azionisti. Viene chiamato anche capitale di rischio perché, in caso di cessazione dell’attività, una volta liquidato l’attivo, vengono prima rimborsate tutte le passività secondo il loro grado di privilegio e, per ultimo, il capitale sociale, che quindi è maggiormente a rischio.

Capitale fisso

Copre le spese più o meno permanenti (immobile di proprietà della farmacia).

Capitale operativo

È impiegato per le spese continuative, scorte, debiti, crediti. Guadagno È dato dal prezzo di vendita meno il prezzo delle merci. Il guadagno sul capitale investito fornisce il profitto lordo dell’attività.

Le attività nascoste nel bilancio

Alcune attività non vengono mostrate nei bilanci, perché si trovano nei passivi e rimangono “nascoste”. Tuttavia, proprio queste attività sono utili quando si tratta di fare una valutazione aziendale: metodi, formulazioni, opzioni e licenze, accordi commerciali esclusivi e marchi di fabbrica sono attività nascoste che rientrano nel bilancio come spese, ma rappresentano anche elementi differenzianti rispetto alla concorrenza. Le attrezzature, come il magazzino automatizzato o i macchinari di laboratorio avanzati, l’avviamento dell’attività, il nome e la reputazione, il livello di fedeltà della clientela sono valori economici nascosti, da non trascurare nelle valutazioni aziendali.

Che cosa chiedono creditori e investitori?

Prima di intrattenere rapporti di affari con una farmacia, creditori e/o investitori vogliono conoscere la sua solvibilità a breve e lungo termine. Tecnicamente, per scoprire se un’organizzazione è solvibile si analizza il rapporto tra passività totali senza contare il capitale sociale e le attività totali. Se le attività sono più delle passività la società è solvibile. I profitti sul capitale investito danno una buona immagine della prestazione dell’azienda. Ciononostante, l’efficienza di un’organizzazione non si misura solo ed esclusivamente in un rapporto matematico. I criteri di valutazione dei risultati commerciali potrebbero prendere in considerazione anche:

  • le attività di ogni dipendente
  • i guadagni di ogni impiegato
  • la produzione oraria di ogni componente del personale e/o dei servizi definiti.

Chi investe considera come primo parametro di valorizzazione dell’impresa la resa dell’investimento; ciò significa che il dato storico ha un valore, ma anche che un saggio investitore deve preoccuparsi dei possibili ricavi futuri. L’analisi dello stato delle attività sociali deve quindi rispondere ad alcuni quesiti:

  • Esiste un buon trend delle attività economiche negli ultimi anni?
  • Quali sono i progetti di diversificazione ed espansione futura?
  • Il dimensionamento delle ordinazioni di beni e servizi è efficiente?

Come analizzare la propria azienda

Un’analisi della propria azienda deve partire da una serie di domande basilari:

  • Come è composto il fatturato?
  • Ci sono variazioni? Quali sono le motivazioni?
  • L’area commerciale è più alta o più bassa rispetto alla media del territorio?
  • I prezzi di cessione ai pazienti sono più alti o più bassi rispetto alle altre farmacie del territorio?
  • Chi sono i clienti in crescita e quali quelli in decremento?
  • Perché in farmacia entrano meno pazienti per ricetta?
  • Ci sono pazienti giovani che acquistano on line Sop, Otc e integratori?
  • La consegna a domicilio può risolvere il problema della diminuzione di pazienti/clienti in negozio?
  • Il cross-selling potrebbe migliorare la condizione del paziente e renderlo più fedele?
  • Per attirare e fidelizzare i pazienti/clienti andrebbero realizzati servizi ad hoc?
  • La media a valori e pezzi delle prescrizioni è più alta o più bassa rispetto al benchamark del territorio? Se è più alta, si tratta di pazienti con patologie più severe?
  • La concorrenza nel territorio è aumentata?
  • Analizzare la price sensitivity ci potrebbe far migliorare le aree di mercato in sofferenza?

Porsi queste domande e trovare delle risposte richiede tempo e, spesso, si preferisce lasciare il compito ‘a chi se ne intende’. Tuttavia, è giunto il momento di ricavare il tempo necessario ad analizzare la propria azienda e ottimizzare l’efficienza della propria farmacia.

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