Quasi 1 persona su 2, pari al 49,6%, utilizza chatbot di Intelligenza Artificiale per cercare informazioni su piccoli disturbi e farmaci di automedicazione, con tassi che superano il 70% nella fascia di popolazione più giovane. Alta la confidenza verso questi strumenti digitali: il 50,5% degli utilizzatori di IA dichiara di avere fiducia in essa.
Sono alcuni dei dati di una indagine condotta dal Censis per conto di Assosalute Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, presentati dal presidente, Michele Albero, nel corso della relazione “L’educazione alla salute nell’era digitale: automedicazione e Intelligenza Artificiale”, al 65° Simposio AFI (Associazione Farmaceutici dell’Industria).
L’impatto dell’IA
La consultazione di chatbot di IA non avviene in modo uniforme fra tutti gli italiani. L’indagine ha rilevato, infatti, che il 37% degli utilizzatori non verifica mai le informazioni, nonostante il 37,9% si sia imbattuto in fake news sulla salute, palesemente riconosciute. Resta comunque una importante frangia (77,6%), circa tre quarti degli italiani, che invece (ri)chiede e consulta fonti sanitarie certificate.
«A fronte di alcune criticità evidenti, è possibile affermare – dichiara il presidente Albero – che l’approccio complessivo ai più comuni disturbi è una pratica consolidata, esercitata sostanzialmente in modo consapevole, responsabile e autonomo, dove l’avvento dell’IA è stato accolto con favore e fiducia, sebbene sia necessario lavorare sulla porzione di cittadini che si (af)fida ciecamente agli strumenti tecnologici».
Per quanto la situazione generale non sia tale da destare preoccupazioni eccessive e inutili allarmismi, è però meritevole di forte attenzione. «Questi numeri, infatti, ad oggi ancora contenuti, in prospettiva potrebbero evolvere “in negativo” a fronte di un’ampia diffusione di fake news anche in ambito sanitario. L’aspetto rassicurante è che sono gli stessi italiani, in una quota discretamente alta, pari a circa il 77,6%, a voler maggiori garanzie sulle fonti di informazione».
Qualità e scientificità
Occorre agire per rafforzare e fare emergere il “sapere esperto”. «È cruciale rafforzare la capacità dei professionisti sanitari, in primo luogo dei farmacisti territoriali e dei Medici di Medicina Generale (MMG) – prosegue Albero – di porsi come veri e propri consulenti, cosicché l’informazione certificata sia oltre che accreditata, anche tempestiva, efficace, maggiormente visibile, più facilmente accessibile. Valori aggiunti imprescindibili per sviluppare consapevolezza e spirito critico nell’utenza. Ciò significa non solo mettere il digitale e l’IA al servizio del sapere esperto ma anche che il farmacista e gli altri professionisti sanitari possano avvalersi di strumenti digitali, quali il Fascicolo Sanitario Elettronico e, al suo interno, il Dossier Farmaceutico. Questa “condivisione” di tecnologie favorirebbe da un lato un dialogo più completo e una maggiore integrazione tra il cittadino/paziente e i professionisti della salute e dall’altro l’empowerment dei sanitari, in termini di autorevolezza, agli occhi dell’interlocutore».
Comunicazione e cultura digitale
Una possibile soluzione riguarda innanzitutto i processi che regolano la comunicazione del farmaco. Ciò riguarda sia le aziende, peraltro già obbligate a procedure rigorose di esame e approvazione da parte del Ministero della Salute, sia Istituzioni pubbliche e società scientifiche per la comunicazione on line.
«Di fronte all’ipertrofia informativa, specie da parte di soggetti non sempre autorizzati o titolati a diffonderla, la comunicazione istituzionale sui canali digitali – conclude il presidente di Assosalute – deve rispondere a criteri di affidabilità, veridicità scientifica, esaustività tale da raggiungere i cittadini in maniera rapida e tempestiva. Quindi con un obiettivo di utilità nel suo complesso. Il rischio, altrimenti, è di un impoverimento dell’alfabetizzazione sanitaria». Che in epoca di fake news e diffusione massiva e pervasiva del digitale non ci si può permettere.
Articolo tratto dal numero di settembre 2026 di Tema Farmacia News, pag. 27


