Le farmacie, anello di connessione (im)portante, che insieme ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta, tutelano l’ultimo tratto dell’assistenza territoriale, quello tra le Case della comunità e l’abitazione del cittadino. Un ruolo che le farmacie e farmacisti possono adempiere in maniera ottimale, in funzione della capillarità dei presidi, uniformemente distribuiti sul territorio, dai Comuni più piccoli, interni, rurali, montani, isolati e decentrati, al centro urbano, e della professionalità dei suoi operatori.
La farmacia acquista e riconsolida il proprio ruolo: di dispensazione del farmaco, come prima vocazione, di prossimità ai bisogni di salute, di servizio sociale alla popolazione e al territorio. Lo ha sottolineato il sottosegretario alla Salute, On. Marcello Gemmato, in occasione del suo intervento magistrale sulla visione della farmacia, al convegno “Farmacia e Salute. Prevenzione, Innovazione e Prossimità per il benessere delle comunità”, tenutosi a Milano (18 settembre), promosso e organizzato da Federfarma Lombardia e The European House – Ambrosetti.
Obiettivo del Governo
Rafforzare e stabilizzare la farmacia dei servizi, riconoscendo alla farmacia un ruolo sempre più importante nella rete dell’assistenza territoriale e consolidare i risultati di eccellenza raggiunti. La Lombardia ne è un esempio: nei primi mesi del 2025, le farmacie hanno gestito oltre 384mila prenotazioni di visite ed esami tramite CUP (Centro Unico di Prenotazione), distribuito più di 612mila campioni per lo screening del colon retto, erogato circa 170mila prestazioni di telemedicina, oltre 566mila vaccinazioni eseguite. Senza dimenticare le indagini diagnostiche di base, come elettrocardiogramma, Holter cardiaco e pressorio e spirometria.
«Sono servizi – ha dichiarato l’On. Gemmato – che rendono possibili una maggiore prevenzione, accesso alle cure e assistenza ai cittadini e che contribuiscono a sostenere il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Una serie di misure che migliorano la qualità di accesso del cittadino a servizi in convenzione, tramite l’accesso quotidiano di milioni di persone (anche) in farmacia. È necessario sfruttare questa rete per migliorare le performance del nostro sistema sanitario e l’aderenza terapeutica dei cittadini. Con questo obiettivo stiamo costruendo una farmacia sempre più integrata con il sistema sanitario, capace di intercettare i bisogni delle persone, soprattutto nei contesti più fragili e nelle aree dove l’accesso ai servizi è più difficile».
Testi e decreti
In questo percorso di valorizzazione della farmacia si inserisce il Testo Unico della legislazione farmaceutica che punta a semplificare e riordinare una normativa frammentata e a rafforzare le farmacie territoriali come presìdi di prossimità, strategici a livello nazionale, e il decreto sull’accesso personalizzato ai farmaci, che introduce standard nazionali per il deblistering, garantendo uniformità, sicurezza e tracciabilità dei processi.
«Il Testo Unico – ha chiarito il Sottosegretario alla Salute – prevede la possibilità di effettuare servizi di telemedicina all’interno dei presisi, garanti di sicurezza e affidabilità, grazie alla refertazione di un medico specialista a distanza, rendendo la farmacia un punto di accesso, indispensabile, efficiente e efficace, della sanità territoriale. Inoltre, tra le sue finalità ha anche il trasferimento del 90% dei farmaci, oggi in distribuzione diretta, ovvero farmaci ospedalieri e dunque non vicini alla residenza del cittadino, in convenzionata. Erogati cioè nelle farmacie territoriali, “sotto casa”, sul modello di quanto fatto con le gliflozine: azione che ha generato un risparmio di 9,7 milioni di euro in pochi mesi, in una logica di sostenibilità del sistema».
Inoltre, per patologie croniche, come il diabete, il Testo Unico apre alla ricetta a un anno, in cui il cittadino recandosi ogni mese in farmacia potrà ritirare la fornitura di medicinali, secondo prescrizione medica. «Ciò alleggerirà anche la parte burocratica del Medico di Medicina Generale che potrà dedicare più tempo alla cura del paziente – conclude Gemmato -. In questa riorganizzazione strutturale, il farmacista acquisterà così anche una duplice funzione: di controllore di spesa e dell’aderenza terapeutica. Un cittadino che aderisce allo schema posologico non sviluppa sintomi che portano all’ospedalizzazione e, di conseguenza, costa anche meno al Servizio sanitario nazionale, “chiudendo” efficacemente e concretamente l’anello a sostegno della sostenibilità del nostro sistema sanitario».


