Potenziare le farmacie territoriali e integrarle nella rete assistenziale, promuovere la digitalizzazione di prescrizione e dispensazione, rivedere i criteri del payback, favorire l’accesso equo e tempestivo ai farmaci, compresi gli innovativi, organizzare efficientemente le risorse umane ed economiche destinate alla farmacia nella sua totalità.
Su questi fondamenti e obiettivi è stato ridisegnato il nuovo Testo Unico della (legislazione) farmaceutica, approvato in Consiglio dei Ministri dal Ministero della Salute: le farmacie territoriali sono pronte a recepirlo e accoglierlo. Il nuovo Disegno di Legge segna un cambio di passo: una svolta che riforma e riordina l’attuale normativa farmaceutica, frammentata e poco funzionale, verso un asseto che dia maggiore stabilità e solidità, anche giuridica-legislativa, del settore. Importanti le possibili ricadute positive, anche per il SSN.
Cosa cambia
Il DL rivoluziona le fondamenta dell’attuale normativa, poco omogenea, parcellizzata e stratificata e in grado di rendere tortuoso l’accesso ai farmaci e la gestione operativa da parte degli attori del sistema. Il nuovo Testo Unico disegna un quadro agile e snello capace di superare ostacoli e criticità vigenti verso l’equità e l’accessibilità organica, in tempo reale e sostenibile, ai medicinali.
Un ruolo attivo in questo framework lo avranno le farmacie territoriali, permettendo un monitoraggio della spesa farmaceutica più efficace e controllato. L’obiettivo, infatti, è arrivare a un provvedimento che rispetti l’interesse per la salute dei cittadini e del SSN. Il Testo Unico, sviluppato in 4 articoli, nasce dallo sforzo congiunto di cinque ministeri: Salute, Economia e Finanze, Imprese e Made in Italy, Ambiente e Giustizia.
Finalità e procedimento per l’esercizio della delega
Ruolo cruciale spetta al Governo che “è delegato ad adottare, entro il 31 dicembre 2026, uno o più decreti legislativi per il riordino, la revisione e la razionalizzazione delle disposizioni che regolano il settore farmaceutico”. Le proposte normative nuove dovranno essere presentate dal Ministro della Salute, in accordo con gli altri dicasteri coinvolti, i quali dovranno prima acquisire il parere del Consiglio di Stato e della Conferenza Unificata.
Soprattutto in riferimento a temi delicati, come il meccanismo del payback, la gestione dei sistemi informativi regionali e la pianificazione territoriale delle farmacie. Le proposte dovranno poi essere presentate alle Commissioni parlamentari competenti, che avranno 60 giorni per approvarle o respingerle.
Principi generali
Questo pone le basi per l’adozione dei decreti delegati, quali il miglioramento dell’accesso ai farmaci, il rafforzamento della rete assistenziale territoriale, l’ottimizzazione dell’erogazione dei servizi sanitari e un più efficiente controllo della spesa. Tra i punti che richiedono una “presa in carico prioritaria” c’è la necessità di una revisione delle norme vigenti, prevedendo la ridefinizione in settori omogenei e l’abrogazione di aspetti obsoleti o incoerenti.
Stesse valutazioni dovranno essere fatte per il sistema sanzionatorio, allineandolo ai principi di proporzionalità e offensività, specie su temi delicati, quali payback, tracciabilità dei farmaci e integrazione dei sistemi informativi.
Principi e criteri direttivi specifici
Il Governo ha “la libertà di rivedere la disciplina sulla distribuzione dei medicinali, anche favorendo la produzione interna di principi attivi ed eccipienti, in particolare per i pazienti affetti da patologie rare, croniche o invalidanti, e favorire un accesso più equo, continuativo e personalizzato a tali medicinali, anche galenici”. Inoltre, ha la discrezione di “prevedere l’adeguamento o la revisione dei tetti della spesa farmaceutica, nonché la revisione dei meccanismi di payback”, così come di valutare la possibile implementazione dei sistemi informativi nazionali e regionali, ad esempio integrando i dati sulla prescrizione, dispensazione, stock e prezzi dei medicinali, e potenziando il Sistema Tessera Sanitaria.
L’obiettivo è infatti di massimizzare la digitalizzazione del processo prescrittivo e distributivo, riducendo gli adempimenti burocratici e migliorando la tempestività del monitoraggio. Punto rilevante è la “razionalizzazione della disciplina in materia di pianificazione territoriale in coerenza con le esigenze assistenziali delle comunità locali, in particolare delle aree interne, rurali e a bassa densità abitativa, fermo restando il criterio della pianta organica”.
Le farmacie territoriali dovranno quindi essere integrate nella rete dell’assistenza sanitaria locale in maniera più radicata e “prossima”. Sarà (ri)chiesta una partecipazione ancora più attiva a forme di erogazione delle cure (televisita e telemonitoraggio), per facilitare la presa in carico e garantire la continuità delle cure.
Le questioni finanziarie
Ogni decreto legislativo dovrà essere accompagnato da una relazione tecnica che certifichi l’assenza di nuovi oneri in ottica di una neutralità finanziaria o, viceversa, definendo le modalità e le sorgenti di fondi eventuali a copertura.
Tratto da numero di giugno 2026 di Tema Farmacia News


