Benessere, innovazione, fiducia e talento. Sono i caposaldi della farmacia del futuro, sempre più prossimo, dei presidi italiani. La farmacia come luogo che, in misura ancora maggiore rispetto al passato e ad oggi, pone al centro la tutela della persona, proteggendone la salute quando ancora è nel suo pieno vigore.
Un concetto nuovo, in cui anche il ruolo del farmacista acquista maggiore valore, responsabilità e “libertà”, declinato da Silvia Monti, farmacista e direttore scientifico del gruppo Hippocrates Holding, cui fa capo LaFarmacia., nell’ambito della Milan Health Week.
Benessere
Una farmacia che accompagna le persone nella cura, ma soprattutto nella prevenzione e nella preservazione del benessere quotidiano. «Immagino la farmacia del futuro, molto prossimo – dichiara la dottoressa Monti – come un luogo in cui la persona non si reca per soddisfare un bisogno immediato di salute, quindi per ricevere una terapia o un rimedio specifico, ma come un punto di riferimento cui la persona, in salute, si rivolge per stare sempre meglio, per preservare e prolungare il proprio stato di benessere. Un luogo in cui avere il consiglio più appropriato per armonizzare e ottimizzare l’“ecosistema” della salute: il benessere fisico, emotivo, psicologico e, non ultimo, il benessere estetico. Immagino una farmacia che non un luogo di passaggio, ma una tappa abituale per la persona, in cui la presa in carico olistica e la relazione con il farmacista saranno aspetti fondamentali, in grado di fare la differenza».
Innovazione
Cambia dimensione anche il concetto di innovazione, non semplicemente tecnologia e Intelligenza Artificiale come motori di accelerazione dei processi e dei risultati. «Esiste una innovazione più invisibile e silenziosa: la cultura. Il farmacista, attuale e del futuro – prosegue Silvia Monti – deve avere competenze scientifiche ma soprattutto intelligenza emotiva e soft skills, come la capacità di ascoltare il paziente in maniera autentica. Questa “cultura” che mette al centro la persona, consentendole si sentirsi considerata è non solo gestita, costituisce l’essenza nella relazione, e deve essere bagaglio di ciascun farmacista».

Fiducia
È la leva, incentivante, che spinge la persona, anche nella farmacia del futuro, a scegliere sempre il “proprio” presidio, preferendolo a un rapido e semplice click, online. «La fiducia non la si compra con uno sconto in più – aggiunge – la si costruisce, è preziosa, la si raggiunge con l’autenticità della relazione e che si implementa ogni volta che la persona entra in farmacia. Grazie alla capacità del farmacista di porsi in ascolto attivo, di interessarsi ai bisogni e alle necessità della persona, prendendosene cura. Il farmacista, in questo contesto, ha un ruolo straordinario potendo semplificare la complessità, anche nella “lettura” di una ricetta, quando scritta a mano in cui la grafia potrebbe risultare non comprensibile, ma soprattutto nella guida della persona, con un consiglio appropriato, nel suo percorso di cura. La fiducia è il valore più importante che non si conclude con la vendita, ma che prolunga la relazione e si sviluppa in fidelizzazione. La farmacia, fra tutti i retail, è la più avvantaggiata nel tessere questo rapporto per la capillarità dei presidi e la credibilità dei suoi professionisti».
Talento
Promuovere il valore e le qualità della professione, spesso intesa dai giovani farmacisti come statica, senza opportunità di crescita e di carriera: un mito da sfatare. «In farmacia sono presenti molti talenti – sottolinea Silvia Monti – e vanno valorizzati economicamente, ma soprattutto concedendo loro più libertà nella gestione della professione, consentendo al farmacista di non sentirsi un semplice esecutore. Il talento, lasciato libero, spesso dimostra la sua eccellenza e il suo valore in maniera trasversale. Ciò a fronte delle competenze: non solo nozioni, ma la consapevolezza del proprio ruolo come professionista sanitario. questa valorizzazione permette di trattenere le risorse, di farle radicare là dove si sentono considerate, dove percepiscono di potere lasciare un segno».
Trattenere “il valore”
È strategico far comprendere, soprattutto ai giovani farmacisti, la professione nella sua complessità, oggi sempre più carica di responsabilità e di nuove opportunità, e di un gruppo che fa della sua forza, i valori descritti. Aspetti motivazionali che incentivano a crescere e a voler restare. È importante dare valore non solo ai farmacisti (giovani) più volenterosi e talentuosi, ma a qualsiasi professionista, andando incontro alle attese personali o a esigenze particolar: ambizioni di crescita, richieste di part-time, conciliazione sostenibile vita-lavoro in termini di orari, turni e festività ad esempio, prevedendo anche un numero di farmacisti adeguato all’interno del presidio tale da favorire maggiore gestibilità e qualità al lavoro.
«La sfida del futuro – conclude la dottoressa Monti – è sensibilizzare a questa visione nuova che interpreta la professione del farmacista non solo come dispensatore del farmaco, ma come anello cruciale nella relazione. La visione della farmacia del futuro è sempre più prossima al paziente, non solo in termine di distanza, ma di contatto umano, in grado di accompagnare la persona in un percorso di salute adatto, personalizzato sulle differenti necessità». Perché il benessere non è una meta ma un costante viaggio.


