Per sensibilizzare l’opinione pubblica e prevenire il fenomeno del Drink Spiking, l’azione dell’aggiunta di alcol o sostanze psicoattive nelle bevande all’insaputa della persona, con l’obiettivo di alterarne lo stato di coscienza e renderla più vulnerabile, diverse regioni italiane hanno attivato campagne con il supporto delle farmacie.
Farmacie a supporto della comunità: le attività sparse per il Paese
Dopo l’esperienza di Roma l’iniziativa “Il consenso non si scioglie in un drink – le farmacie contro la violenza di genere e la droga dello stupro” è arrivata in Veneto.
La campagna nella regione Veneto ha visto la distribuzione gratuita, a marzo, nelle farmacie aderenti, di 2700 kit antistupro ovvero dei braccialetti in grado di rilevare la presenza della droga dello stupro nelle bevande. L’iniziativa ha avuto una grande risonanza mediatica sul territorio come ha confermato il presidente di Federfarma Venezia e dell’Unione regionale Andrea Bellon: «L’iniziativa ha dato visibilità al ruolo della farmacia al di là dell’attività di dispensazione dei medicinali. In effetti ci è stato chiesto, come farmacisti, per il prossimo autunno di effettuare su questo tema, informazione a carattere sanitario nelle ultime classi di liceo a Portogruaro. Il contatto e la proposta rafforza l’idea della farmacia come primo presidio, data la sua diffusione capillare, dove avere informazioni sanitarie. Molto probabilmente, inoltre, la distribuzione dei braccialetti verrà adottata anche dai locali della costa veneta, per rafforzare la sicurezza di chi decide di fruire dei locali notturni per divertirsi, in piena sicurezza».
Nella direzione di non fermarsi alla semplice distribuzione dei kit, ma di insistere sull’importanza di educare e sensibilizzare va anche la campagna “Io Mi proteggo- Braccialetti che proteggono, Voci che contano” presentato di recente presso il Centro Antiviolenza Febe di Salerno e promosso dalla Fondazione La Crisalide in Rete.
Tra gli strumenti previsti nel progetto, che coprirà tutti i principali luoghi della movida salernitana estiva c’è anche la distribuzione di un kit reattivo, progettato per segnalare la possibile presenza di alcune sostanze alteranti nei drink. È un aiuto in più, ma non rappresenta una garanzia assoluta di sicurezza e non sostituisce la prevenzione o il supporto delle istituzioni. Per questo il progetto comprende anche laboratori nelle scuole, Safe Corner durante gli eventi, una chat anonima gestita dalle professioniste dei Centri Antiviolenza e percorsi formativi dedicati agli adulti. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra La Crisalide in Rete APS, il Centro Antiviolenza Febe, l’Arma dei Carabinieri, l’Ordine dei Farmacisti e il Dipartimento delle Dipendenze dell’ASL Salerno.
Anche la Regione Liguria ha deciso di affrontare in maniera articolata il fenomeno del Drink Spiking con una campagna regionale di prevenzione dedicata ai giovani e alle famiglie, in collaborazione con Orientamenti; tutte le iniziative, realizzate in collaborazione con Rotary Distretto 2032, Rotary Club Genova Est e Federfarma Genova, coinvolgeranno le ASL 3, ASL 4 e oltre 300 farmacie di Genova e provincia.
«La rete delle farmacie rappresenta un presidio fondamentale sul territorio – ha dichiarato Giuseppe Castello, presidente di Federfarma Genova –. Grazie alla loro presenza capillare e al rapporto quotidiano con i cittadini, i farmacisti possono svolgere un ruolo importante nell’informare correttamente la popolazione. Questa iniziativa, promossa insieme al Rotary Distretto 2032 e al Rotary Club Genova Est, ha una forte valenza sociale e punta a sensibilizzare in particolare i più giovani».
Il progetto prevede la realizzazione di un video di sensibilizzazione dedicato ai giovani, sviluppato in collaborazione con Orientamenti e di un webinar rivolto alle famiglie, trasmesso in diretta e successivamente disponibile on demand. Parallelamente prenderà il via una campagna informativa che coinvolgerà Area 3 e Area 4, con la distribuzione di circa 30.000 volantini e 300 locandine in oltre 300 farmacie di Genova e provincia.
La campagna punta, inoltre a spiegare a tutti, come comportarsi se ci si accorge della presenza di una persona vittima di Drink Spiking: se chi ha bevuto incomincia a sentirsi improvvisamente molto diverso dal normale è fondamentale che non rimanga solo; bisogna allontanarla dalla situazione a rischio, informare il personale del locale e tutti gli altri amici, non lasciare mai che la persona torni a casa da sola. Se i sintomi sono importanti (confusione marcata, perdita di coscienza, difficoltà respiratorie) è necessario chiamare immediatamente i servizi di emergenza e conservare la bevanda, che potrà essere utile per individuare le sostanze ingerite.
Anche le farmacie della provincia di Forlì-Cesena, infine, distribuiranno gratuitamente un kit per individuare, in pochi secondi, la presenza di sedativi, narcotici e altre sostanze stupefacenti nelle bevande. L’iniziativa è promossa da Federfarma Forlì-Cesena. Il kit distribuito è composto da otto strisce reattive e consente di effettuare un test istantaneo: basta prelevare una piccola quantità di liquido con un polpastrello o una cannuccia e passarlo sulla cartina reattiva. In presenza di alcune sostanze il colore della striscia cambia in tempi immediati, con un’affidabilità dichiarata pari o superiore al 98%.
«L’iniziativa ha riscosso e sta riscuotendo un più che discreto apprezzamento da parte della Cittadinanza della Provincia di Forlì e Cesena vieppiù considerando che le oltre 100 Farmacie Private Associate alla Federfarma Forlì e Cesena hanno contribuito alla iniziativa in modo determinante e che alcune hanno terminato il numero di test rilasciati gratuitamente alle donne ed alle ragazze che ne hanno fatto richiesta – ha dichiarato Alberto Lattuneddu presidente Federfarma Forlì e Cesena che ha concluso – Alcune Farmacie Associate hanno acquistato altri test e li stanno distribuendo gratuitamente, tra cui indubbiamente la mia Farmacia Urbana di Forlì città. Coloro che si rivolgono al banco per ricevere sia il test che le informazioni per l’utilizzo sono di ogni età e ci sono anche i nonni per le nipoti e/o i genitori per le figlie oppure sono le stesse donne e soprattutto le ragazze che con il passaparola dei social si presentano in farmacia».


