Il comparto degli integratori alimentari in Italia si conferma un pilastro fondamentale del mantenimento del benessere quotidiano. Secondo l’ultima indagine realizzata da AstraRicerche per Integratori & Salute, l’associazione più rappresentativa del comparto degli integratori alimentari in Italia e parte di Unione Italiana Food, oltre 35 milioni di nostri connazionali hanno fatto ricorso all’integrazione nell’ultimo anno, con un livello di soddisfazione altissimo: il 78% dichiara di averne tratto un beneficio concreto per il proprio stato generale.
Il primato della Farmacia e il valore del consiglio
Nonostante l’evoluzione digitale, il 61% degli italiani sceglie la Farmacia come luogo d’elezione per l’acquisto. Un dato che non è solo commerciale, ma profondamente fiduciario: il 65% degli utilizzatori assume infatti integratori seguendo l’indicazione di un professionista (medico o farmacista), relegando il “fai da te” a una quota minoritaria (34%).
«Il cittadino riconosce nel professionista della salute un importante filtro di attendibilità – ha sostenuto Germano Scarpa, Presidente di Integratori & Salute – La qualità del prodotto deve camminare di pari passo con la qualità del consiglio. Il farmacista deve saper spiegare la biochimica, la biodisponibilità e il corretto timing di assunzione: è questa la vera barriera contro la disinformazione».

Identikit del consumo: difese immunitarie ed energia in testa
Le abitudini di consumo riflettono una visione olistica del benessere, dove l’integrazione supporta i tre pilastri cardine: riposo, sana alimentazione e attività fisica. Tra le categorie più richieste in farmacia svettano:
- Difese immunitarie (39%)
- Energia fisica (37%)
- Benessere mentale (sonno, stress, umore: 18%)
- Funzioni cognitive (concentrazione: 16%)
Luoghi comuni e gap informativi: l’opportunità per il farmacista
L’indagine evidenzia un paradosso informativo: se da un lato gli italiani sono consapevoli del ruolo degli integratori nel sostegno alla salute generale (42%), dall’altro persistono numerosi dubbi. Oltre la metà degli intervistati (51%) crede erroneamente che per alcuni integratori sia necessaria la prescrizione medica, mentre solo il 40% sa correttamente che si tratta di prodotti di libera vendita.
Questo “chiaroscuro” in termini di consapevolezza rappresenta per il farmacista una grande opportunità professionale: intervenire per chiarire la distinzione tra farmaco e integratore, spiegare le finalità fisiologiche del prodotto e guidare l’utente verso scelte sicure e validate scientificamente.
Verso la longevità attiva
L’integrazione non è più vissuta come un acquisto impulsivo o stagionale, ma come un investimento sulla longevità. Un italiano su tre assume integratori regolarmente ogni mese, inserendoli in una routine metodica. In questo scenario, la farmacia è chiamata a evolvere ulteriormente, diventando il luogo dove la ricerca scientifica nelle formulazioni incontra una consulenza personalizzata e di alto profilo tecnico.


