Contrastare il digital aging

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L’impiego di device mette a dura prova il nostro benessere psico-fisico, con notevoli ricadute anche sulla pelle. Come prevenirne gli effetti negativi?

Lo stress rappresenta uno dei principali nemici della salute, inclusa quella della pelle. L’aumento del cortisolo, l’ormone dello stress, può causare dei piccoli cortocircuiti nel nostro corpo che si manifestano sotto forma di imperfezioni della pelle. Ansia, fatica e tensione sono state molto presenti durante questi mesi di difficoltà dovute al Covid-19, a peggiorare lo stato della nostra cute hanno contribuito l’esposizione alle radiazioni provenienti dai dispositivi digitali.

Con le misure volte a isolare e combattere il Covid-19, diverse attività hanno limitato l’accesso ai clienti e molti uffici si sono organizzati con il lavoro agile, conosciuto anche come smart working. Molti lavoratori si sono ritrovati a dover gestire le proprie mansioni da casa, stravolgendo la propria quotidianità. La tecnologia ci è venuta in soccorso portando con sé anche alcuni effetti indesiderati. L’uso continuo e prolungato dei digital device ha messo a dura prova il nostro benessere, portando effetti negativi alla vista, alla postura, alla cute e al nostro benessere generale.

Trascorrere molte ore davanti allo schermo luminoso di pc, tablet e smartphone genera il cosiddetto “stress accomodativo”, i dispositivi Lcd e Led emettono una radiazione luminosa che fa parte dello spettro solare, conosciuta come “luce blu” o Hev (High energy visible), che risulta tecnicamente invisibile poiché compresa tra i 380 e i 500 nanometri.

La luce blu, se emessa dal sole, ha effetti positivi su umore e memoria, ma una lunga esposizione, come quella ai device, ha comprovati effetti negativi, agendo direttamente e pericolosamente sulla produzione della melatonina, interferendo con l’orologio biologico e il ritmo sonno-veglia, influendo sul benessere psicofisico e sull’aging cutaneo.

Fino a qualche anno fa era lo smog a procurare i maggiori danni alla pelle, insieme a raggi Uv e allo stress. Oggi, invece, una completa skincare routine deve tener conto anche della componente anti-luce blu.

Gli effetti della luce blu

L’iperconnessione può causare il cosiddetto digital aging, l’invecchiamento digitale, determinato anche da posture scorrette di collo, schiena e braccia. Oltre a tenerci lontano da attività all’aria aperta più salutari e attive, i digital device abituano il nostro corpo ad adottare espressioni del viso corrucciate e a strizzare più spesso occhi e fronte. Posizioni che a lungo andare segnano la nostra pelle con piccole rughe e colorito spento.

Il digital aging rappresenta uno dei fattori di invecchiamento precoce della pelle che colpisce donne e uomini a tutte le età e si manifesta con rughe su viso e collo per effetto delle onde elettromagnetiche emesse dai device.

La luce blu rappresenta un pericolo subdolo e impercettibile. Recentemente sono stati condotti alcuni studi che hanno evidenziato la capacità della luce blu di penetrare gli strati cutanei superiori, raggiungendo agilmente il derma, dove si innesca la produzione di radicali liberi e viene accelerato il processo di aging dei tessuti.

Il risultato è simile a quello indotto da un’esposizione non protetta e reiterata ai raggi Uva:

  • la formazione di rughe;
  • la comparsa di macchie scure;
  • una pelle meno resistente alle aggressioni ambientali a causa dello stress ossidativo cellulare, che indeboliscono le funzioni protettive cutanee.

Inoltre, le onde elettromagnetiche emesse dagli schermi aumentano la temperatura dei tessuti, determinandone il surriscaldamento e favorendo l’evaporazione dell’acqua in essi contenuta. Si ha una perdita del turgore e dell’elasticità tissutale a causa di un aumento della secchezza cutanea e un deterioramento delle fibre collagene.

Anche il collo, non solo il viso, risente dall’aumento di ore trascorse al computer. Se non posizioniamo il monitor esattamente di fronte a noi a una distanza di 50-80 centimetri, di sicuro assumeremo una postura errata, che provocherà indolenzimenti e fitte più o meno intense. L’abitudine a inclinare in avanti la testa e a fissare la vista più in basso rispetto alla linea dello sguardo, per mettere a fuoco lo schermo, induce la comparsa di rughe che segnano il collo come linee parallele (dette collane di Venere).

Come proteggersi

Ormai è noto che la cute sana svolge al meglio il proprio ruolo difensivo, però, quando la sua stabilità è alterata anche la capacità di fungere da barriera contro gli attacchi esterni è compromessa. Per essere bella e sana ha bisogno di sostanze nutrienti, antiossidanti, che la mantengano bene.

Per tutelare la cute e la vista, l’ideale sarebbe allontanarsi regolarmente dagli schermi, anche se spesso non è possibile. Allora ci si può aiutare con l’uso di cosmetici appropriati, proteggendo la pelle con prodotti capaci di contrastare l’effetto negativo dei radicali liberi. Gli attivi impiegati in campo cosmetico per far fronte ai danni indotti dalla ripetuta esposizione all’inquinamento digitale sono sostanze che agiscono a livello della lunghezza d’onda compresa tra 400 e 500 nanometri, che è la lunghezza d’onda coperta dalla luce blu. Tra gli ingredienti di origine naturale vengono impiegati attivi che svolgono una potente azione antiossidante e antiradicali liberi come la vitamina C, vitamina A e di vitamina E, estratti ricavati da foglie e frutti dell’ulivo, combinazioni di carotenoidi come luteina e licopene, elementi minerali e ingredienti dermo-affini come l’acido ialuronico.

Studi clinici hanno dimostrato che la vitamina C protegge la pelle dal foto-invecchiamento, attenua e previene la formazione di rughe, contrasta la perdita del tono cutaneo e idrata gli strati più profondi della pelle, assicura una pelle luminosa e splendente.

Di giorno sono molto comode le formulazioni in versione emulsione e spray, efficaci nell’erigere una barriera invisibile a fior di pelle, dalla texture leggera e a rapidissimo assorbimento.

A essere fondamentale per l’efficacia dei prodotti anti-luce blu non è solamente la formulazione, entrano in gioco anche le modalità di applicazione. È necessario utilizzare i cosmetici anti-Hev costantemente, mattino e sera, anche durante il weekend, quando è possibile rimanere lontani dal computer per tutto il giorno, essendo presente anche nella luce naturale. È importante contrastarla ogni giorno con prodotti appositi.

Inoltre, l’eccessiva esposizione alla luce blu influisce sul ritmo circadiano della pelle, occorrerebbe dormire almeno otto ore, perché proprio di notte si innescano i maggiori processi di riparazione cellulare. Una riduzione del sonno determinerebbe una maggiore produzione di cortisolo, rivelando al mattino una pelle segnata, con incarnato spento e sguardo affaticato. Anche le abitudini alimentari contribuiscono a una buona prevenzione. È necessario bere molta acqua, seguire una dieta ricca di alimenti idratanti, come frutta e verdura, e alimenti ricchi di omega 3, 6 e 9, cereali e frutta oleosa. Quest’alimentazione aiuta la pelle a ritrovare elasticità e tono. Così come per l’esposizione solare, è necessario imparare a proteggersi dalla luce blu attraverso l’introduzione di trattamenti mirati per la pelle nella routine di bellezza quotidiana. In assenza di una protezione adeguata ed efficace, i segni d’invecchiamento cutaneo potrebbero non solo intensificarsi, ma presentarsi anche in modo prematuroinvecc

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