In Italia, il mercato dei prodotti per animali domestici è monitorato con precisione dal Rapporto Assalco-Zoomark, che fotografa una realtà in costante crescita ed espansione. All’interno del mercato italiano della Pet Care (escluso il pet food), il comparto degli accessori (che comprende tutti i prodotti per l’igiene, shampoo, lozioni, spazzole, tappetini igienici e giocattoli) è in grado di generare un fatturato che si aggira intorno ai 115-120 milioni di euro all’anno nei soli canali tradizionali (GDO, Pet Shop specializzati e Catene).

All’interno di questo paniere, la cura del corpo e l’igiene (la cosmesi vera e propria) rappresentano una delle fette più dinamiche e a più alto margine dell’intero comparto, con una crescita a doppia cifra anno su anno per le linee naturali.

Igiene e fisiologia animale

Il benessere del cane, specialmente durante i mesi caldi, passa anche attraverso una corretta gestione della cute e del mantello. Il primo falso mito da sfatare riguarda la frequenza dei lavaggi estivi. Gli esperti avvertono che un eccesso di igiene può rivelarsi controproducente. Per un animale che vive all’aperto sono sufficienti anche solo quattro lavaggi all’anno, mentre per i cani che vivono in città, che sono dunque maggiormente esposti allo smog, la frequenza può aumentare leggermente.

In ogni caso, viene ribadito un limite ben preciso che va tenuto a mente, ovvero quello di una volta al mese, al massimo, dal momento che oltre si rischia di alterare il pH della pelle. «La cute del cane, infatti, si caratterizza per un pH compreso tra 6,2 e 8,6 e per non aggredirla è fondamentale utilizzare shampoo della linea cosmetica a base vegetale con un pH neutro intorno a 7 – precisa Elisa Vincenzi della farmacia veterinaria “La Veterinaria” di Mirandola, laurea in CTF e abilitata all’esercizio della professione, da dieci anni impegnata in questo specifico settore -. Esiste inoltre una regola temporale rigidissima quando si utilizzano trattamenti antiparassitari, poiché il cane va lavato 36 ore prima dell’antiparassitario o 36 ore dopo».

Scottature e polpastrelli

Un altro tema tipico di questo periodo è rappresentato dalla protezione solare necessaria per difendere i pet dalle radiazioni in spiaggia o in alta montagna: si tratta di una questione fondamentale, specialmente per tutti quegli animali che si contraddistinguono per il mantello bianco con il quale attirano maggiormente il sole.

«Per questa popolazione di animali, un fattore di protezione SPF 30 è sufficiente; la protezione dev’essere applicata sulle zone più esposte come il tartufo. Tuttavia, non ci si deve preoccupare solamente del sole, ma anche delle superfici calde perché i cani, non avendo le scarpe come gli esseri umani, possono subire traumi nei polpastrelli sia in estate, a causa dell’asfalto bollente, sia durante la stagione invernale in presenza di ghiaccio o sale sul terreno. Per proteggerli, solitamente si ricorre a scudi vegetali o ad altri prodotti specifici, come ad esempio prodotti a elevata concentrazione di miele, che è assai ricco di enzimi in grado di favorire la rapida guarigione delle screpolature. Questi prodotti hanno un alto potere antibatterico e cicatrizzante, utile persino per curare le screpolature del naso».

La protezione degli occhi

Poiché i cani non possono indossare protezioni meccaniche come, per esempio, gli occhiali da sole, tendono a cercare naturalmente zone d’ombra in cui riposarsi. Questo istinto spesso non è sufficiente a evitare complicazioni come possono essere le congiuntiviti o le uveiti. «In questo scenario, le formulazioni arricchite con buone dosi di vitamine A e E possono offrire un prezioso effetto epitelio-riparatore, mentre l’acido ialuronico è in grado di garantire la stabilità del film lacrimale».

La protezione della salute oculare nel cane richiede un approccio che superi la semplice gestione dell’emergenza per abbracciare una cultura della prevenzione quotidiana.

«Un primo aspetto fondamentale riguarda la gestione ambientale – premette Monika Joechler, medico veterinario del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna -. È sconsigliato esporre gli animali all’aperto durante le ore di picco termico, dal momento che i climi attuali risultano asfissianti per soggetti che convivono tutto l’anno con una barriera termica naturale come il pelo. Tuttavia, laddove l’esposizione sia inevitabile, come per esempio durante escursioni in alta quota o giornate in spiaggia, l’applicazione di colliri specifici permette di prevenire l’insorgenza di fastidiose forme infiammatorie».

Il ricorso alle lacrime artificiali non dovrebbe essere limitato ai casi di patologia conclamata, ma esteso anche ai cani che vivono in contesti urbani trafficati.

«L’applicazione del prodotto prima dell’uscita crea una protezione efficace contro i gas di scarico e le polveri sottili – specifica l’esperta -. Questo è particolarmente vero per i cani di piccola taglia, che essendo più vicini al suolo subiscono maggiormente l’impatto degli inquinanti ambientali. Una corretta idratazione suppletiva, anche in presenza di una lacrimazione fisiologica normale, è in grado di attenuare i processi degenerativi dei tessuti e contrastare i fenomeni di senescenza oculare, come l’addensamento del cristallino, mantenendo l’organo visivo in condizioni ottimali fin dalla giovinezza».

Il nemico numero uno.  Il colpo di calore: un’emergenza medica

A differenza dell’uomo, il cane non è in grado di sudare attraverso la pelle, ma può regolare la propria temperatura corporea quasi esclusivamente tramite un processo di termoregolazione per evaporazione polmonare. Quando il tasso di umidità e le temperature sono elevati, questo meccanismo salta. I sintomi da tenere sotto controllo sono l’iperventilazione, la letargia, le mucose congestionate (rosso acceso), la bava intensa e il barcollamento.

Il consiglio d’oro in farmacia è quello di evitare sempre le passeggiate nelle ore centrali (dalle 11:00 alle 18:00) e ricordare che il colpo di calore è un’emergenza da codice rosso che richiede l’intervento immediato del veterinario. Nel frattempo, si può suggerire l’uso di tappetini refrigeranti o l’applicazione di panni umidi (mai acqua ghiacciata, che causerebbe vasocostrizione).

Parassiti e vettori: la minaccia di pulci, zecche e flebotomi

L’estate coincide con il momento in cui i parassiti raggiungono il piccolo della propria attività. Oltre al fastidio cutaneo, il vero rischio è legato alla trasmissione di patologie gravi: stiamo parlando di Leishmaniosi, che viene trasmessa dai flebotomi (pappataci) attivi soprattutto all’alba e al tramonto; della Malattia di Lyme e dell’Ehrlichiosi, trasmesse dalle zecche; della filariosi cardiopolmonare, notoriamente veicolata dalle zanzare.

Il farmacista, in questo caso, ha un ruolo cruciale nel consigliare il corretto calendario di profilassi. È fondamentale saper guidare il cliente nella scelta tra spot-on, collari o compresse (queste ultime su ricetta medica), spiegando l’importanza dell’effetto repellente per i vettori come i flebotomi.

Tratto dal numero di giugno 2026 di Tema Farmacia News

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