Il binomio diabete di tipo 2 e scompenso cardiaco rappresenta una delle principali sfide per la salute pubblica, data l’elevata morbilità e mortalità associata. Se l’efficacia protettiva dei GLP-1 RA (agonisti del recettore del GLP-1) sugli eventi cardiovascolari maggiori (MACE) è nota, i nuovi dati dello studio SOUL – condotto in 444 centri di 33 Paesi – accendono i riflettori sulla formulazione orale di semaglutide, evidenziando benefici specifici nella gestione dello scompenso cardiaco.
Lo studio: l’impatto della terapia orale
L’analisi secondaria del trial di fase 3b SOUL ha coinvolto 9.650 pazienti (età media >65 anni) con diabete e patologie cardiovascolari o renali. I partecipanti sono stati seguiti per un periodo mediano di 3,9 anni, ricevendo semaglutide orale (fino a 14 mg/die) o placebo in aggiunta alla terapia standard.

I risultati: protezione mirata, non solo prevenzione
L’efficacia del farmaco è emersa con forza in una specifica sottopopolazione:
- riduzione del 22% degli eventi di scompenso: nei pazienti con una storia pregressa di scompenso cardiaco, il trattamento ha ridotto significativamente l’endpoint composito (ospedalizzazione per scompenso, visite urgenti o decesso cardiovascolare);
- il booster nella frazione di eiezione preservata (HFpEF): il beneficio è risultato straordinario nei soggetti con HFpEF, con una riduzione del rischio del 41% (HR 0,59). In questi pazienti, anche i MACE sono stati abbattuti del 32%;
- efficacia vs prevenzione: curiosamente, lo studio ha rilevato che il beneficio sugli esiti di scompenso è evidente soprattutto nei pazienti con malattia già diagnosticata, mentre l’effetto è risultato neutro in chi non aveva storia di scompenso cardiaco al basale.
Perché semaglutide orale fa la differenza?
Oltre al controllo glicemico (riduzione di HbA1c prossima all’1%), i ricercatori attribuiscono questi risultati al calo ponderale (superiore al 4-5%) e al miglioramento del profilo infiammatorio e metabolico. Inoltre, non sono emersi segnali di instabilità emodinamica o peggioramento dello scompenso, confermando un profilo di sicurezza elevato anche per il paziente fragile in politerapia.

Il consiglio del farmacista: oltre la glicemia
Per il farmacista, questi dati trasformano il consiglio professionale:
- l’importanza dell’aderenza come protezione d’organo: sapere che la compressa quotidiana non serve solo a ‘tenere bassa la glicemia’, ma protegge attivamente il cuore dalle ospedalizzazioni, è una leva potentissima per motivare il paziente;
- focus sulla somministrazione: trattandosi di semaglutide orale, il farmacista deve ribadire l’importanza della corretta assunzione (a stomaco vuoto, con poca acqua e attesa di almeno 30 minuti prima di mangiare) per garantire che il beneficio cardiovascolare osservato nel trial SOUL si traduca in efficacia reale;
- identikit del paziente: il farmacista può prestare particolare attenzione ai pazienti diabetici che lamentano affanno o stanchezza (possibili segni di HFpEF), segnalando loro l’importanza di discutere con il clinico le nuove opzioni terapeutiche orali che agiscono proprio su quel fenotipo di malattia.
Oltre il valore glicemico
L’analisi dello studio SOUL conferma che la gestione del diabete non può più limitarsi più al solo valore glicemico. Semaglutide orale si conferma un presidio terapeutico cardiovascolare di primo piano, capace di incidere sulla sopravvivenza e sulla qualità della vita dei pazienti più complessi.


