Autorizzare il farmacista a prescrivere medicinali in casi particolari e regolamentati è un passo importante per qualsiasi Sistema sanitario nazionale. Sebbene questo ruolo porti diversi benefici, la sua abilitazione non è esente da criticità. In un Paese, come il nostro, in cui la popolazione invecchia, le cronicità aumentano e i medici di medicina generale scarseggiano, avere più figure sanitarie in grado di prescrivere almeno alcune categorie di farmaci agevolerebbe l’assistenza sanitaria.

Si pensi al rinnovo di terapie croniche, oggi un significativo impegno burocratico per i medici e un disagio per i pazienti. E benché gli strumenti digitali abbiano velocizzato quest’incombenza, gran parte della popolazione anziana, priva di competenze tecnologiche, è costretta a raggiungere l’ambulatorio del proprio medico, spesso affrontando problemi motori e sale d’attesa congestionate. Problema ancora più rilevante nelle zone rurali, dove il medico può essere molto distante.

In Italia non esiste ancora una legislazione che dia il via libera all’attività del farmacista prescrittore, ma in diversi Paesi europei e del mondo questa figura è già operativa da tempo, con benefici tangibili per il SSN e per la salute dei cittadini. Ricevere la prescrizione in farmacia permette ai pazienti di beneficiare anche di un monitoraggio costante dell’uso dei farmaci, migliorando l’aderenza terapeutica.

I farmacisti prescrittori presenti all’estero operano sia sotto la supervisione di medici sia in modo autonomo, sulla base di linee guida fornite dai SSN. Una regolamentazione, del resto, è imprescindibile considerando che il farmacista va a prescrivere prodotti che vende lui stesso, determinando un potenziale conflitto di interessi. E questa è solo una delle criticità da risolvere.

Tab. 1 – Farmacisti prescrittori nel mondo
Paesi dove i farmacisti possono prescrivere farmaci in modo indipendente Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia, Polonia, Svizzera, Danimarca
Inizio, adeguamento, rinnovo, sostituzione delle prescrizioni
Mansioni
Servizio finanziato con fondi pubblici Canada, Danimarca, Francia, Regno Unito
Patologie/situazioni per cui il farmacista può prescrivere farmaci Infezioni tratto urinario non complicate,
contraccezione ormonale,
cessazione del fumo
adeguamento, rinnovo prescrizioni per condizioni precedentemente diagnosticate,
futura possibile apertura anche per inizio prescrizioni per patologie croniche
Fonte: “Pharmacists as independent prescribers in community pharmacy: A scoping review”(https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1551741124004121#appsec2)

C’è poi anche un diffuso timore di sovrapporre il ruolo del farmacista a quello del medico. L’obiettivo deve invece essere quello di integrare le competenze, come sottolinea Francesco Schito, segretario nazionale di Assofarm, l’Associazione delle Aziende e Servizi Socio-Farmaceutici.

Farmacista prescrittore in Italia
Francesco Schito, segretario nazionale di Assofarm, l’Associazione delle Aziende e Servizi Socio-Farmaceutici

Il tema del farmacista prescrittore è particolarmente caro ad Assofarm, perché?
«Non è una rivendicazione di categoria ma una riforma necessaria per la tenuta del SSN. Lo abbiamo detto con forza in un recente convegno dell’Unione Europea delle Farmacia Sociali EUFS che abbiamo organizzato a Napoli. In un momento di grave carenza di medici e liste d’attesa sature, le farmacie rappresentano il presidio di prossimità più accessibile. Abilitare il farmacista alla gestione delle patologie lievi e al rinnovo delle terapie croniche significa decongestionare gli studi medici e offrire risposte immediate ai cittadini. Non cerchiamo sovrapposizioni, ma una collaborazione interprofessionale che valorizzi le competenze cliniche del farmacista per una sanità territoriale più agile, equa e moderna».

Quanto è diffusa in Europa questa figura e quali benefici sta portando ai sistemi sanitari e ai cittadini?
«In Europa il farmacista prescrittore è una realtà consolidata in paesi come Regno Unito, Svizzera e diverse nazioni del Nord, dove questa figura gestisce con successo il rinnovo delle terapie croniche e il trattamento di disturbi minori. I benefici per i sistemi sanitari sono tangibili: si riducono drasticamente i tempi d’attesa e la pressione sui pronto soccorso. Per i cittadini questo significa risposte immediate e maggiore sicurezza terapeutica grazie a un monitoraggio costante. Come emerso a Napoli, adottare questo modello in Italia permetterebbe di modernizzare il SSN, trasformando la capillarità delle farmacie in un’efficace prima linea di assistenza clinica».

Perché in Italia non si riesce ancora a concretizzare questo servizio?
«In Italia il ritardo è dovuto a barriere normative e a una visione ancora troppo settoriale delle professioni sanitarie. Serve superare il timore di sovrapposizioni tra medici e farmacisti: l’obiettivo non è sostituire il medico, ma integrare le competenze. Manca ancora un quadro legislativo che riconosca l’evoluzione clinica del farmacista nel SSN. Per Assofarm è urgente definire protocolli condivisi che permettano di sfruttare la capillarità delle farmacie, trasformando la prossimità in un servizio di prescrizione sicuro e certificato a beneficio di tutti i cittadini».

Secondo lei, quali mansioni avrebbe il farmacista prescrittore e come si interfaccerebbe con medici di medicina generale e specialisti?
«Il farmacista prescrittore si occuperebbe del rinnovo di ricette per patologie croniche stabilizzate e della gestione di disturbi lievi. L’interfaccia con medici e specialisti avverrebbe tramite protocolli clinici condivisi e il Fascicolo Sanitario Elettronico: il farmacista non sostituisce il medico nella diagnosi, ma ne integra l’azione garantendo l’aderenza terapeutica. Una sinergia che permetterebbe ai medici di concentrarsi su casi complessi, assicurando al cittadino risposte immediate e una presa in carico h24 nella farmacia di prossimità».

Quali altri servizi potrebbero beneficiare di questo nuovo ruolo?
«Il farmacista prescrittore è la chiave per potenziare servizi cruciali come il deblistering, ormai legalizzato dalla storica sentenza del Consiglio di Stato del 9 luglio 2025, e l’aderenza terapeutica. La capacità di intervenire sulla ricetta permette di personalizzare i dosaggi e preparare contenitori settimanali con maggiore efficacia clinica. Ciò garantirebbe un monitoraggio costante sul corretto uso dei farmaci, riducendo sprechi e complicanze da terapie errate».

Tab. 2 – Benefici attesi con farmacisti prescrittori
Sistema Sanitario Nazionale ·      Riduzione liste di attesa 
·      Meno pazienti per ambulatori e pronto soccorso 
·      Contributo a risolvere problemi derivanti da carenza degli MMG 
·      Risparmio economico per l’SSN grazie a migliore aderenza terapeutica e possibile deblistering
Pazienti ·      Meno attese e spostamenti per le prescrizioni
·      Monitoraggio terapie, adeguamenti posologie
·      Meno effetti collaterali
·      Consulto immediato con il farmacista in caso di bisogno
Farmacisti ·      Arricchimento competenze sanitarie 
·      Formazione specifica 
·      Collaborazione sinergica con i medici
·      Aumento fiducia paziente-farmacista

Il Testo Unico della legislazione farmaceutica agevolerà l’introduzione del farmacista prescrittore?
«Il Testo Unico è l’occasione storica per colmare il vuoto normativo che frena l’evoluzione della farmacia dei servizi. La riforma deve riconoscere per legge il nuovo ruolo clinico del farmacista, integrandolo pienamente nel SSN. Se il nuovo testo recepirà la possibilità di prescrizione per patologie lievi e cronicità stabilizzate, potremo finalmente allinearci agli standard europei. Pensiamo dunque che il Testo Unico non debba essere un semplice riordino burocratico, ma lo strumento giuridico per trasformare la prossimità delle farmacie in un servizio sanitario moderno e certificato».

 

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