L’antimicrobico-resistenza è oggi una delle principali minacce per la salute pubblica in Europa. Ogni anno causa circa 35 mila decessi e comporta oltre 11 miliardi di euro di costi sanitari nei Paesi europei. Un fenomeno complesso, legato soprattutto all’uso inappropriato degli antibiotici, che richiede strategie integrate di prevenzione, educazione sanitaria e appropriatezza prescrittiva.
Su questo fronte, lo scorso 3 marzo, Fenagifar ha portato al Parlamento europeo il progetto “Antimicrobico resistenza: è tempo di agire”, sviluppato insieme all’Università di Torino, Federfarma e Sistema Farmacia Italia. L’iniziativa punta a rafforzare il ruolo della farmacia di comunità nelle politiche di contrasto all’uso improprio degli antibiotici, valorizzandone la funzione di presidio sanitario di prossimità.
Il contributo delle farmacie territoriali
Il progetto ha coinvolto centinaia di farmacie e oltre 14 mila cittadini, con l’obiettivo di analizzare conoscenze, atteggiamenti e comportamenti della popolazione rispetto all’utilizzo degli antibiotici. Parallelamente sono state realizzate attività di educazione sanitaria direttamente sul territorio, sfruttando la relazione quotidiana tra farmacista e cittadino.
Dai risultati emerge come la conoscenza dell’antimicrobico-resistenza sia ancora parziale tra la popolazione, confermando l’importanza del ruolo educativo della farmacia nel promuovere un uso corretto delle terapie antibiotiche.

All’interno del progetto è stata inoltre sperimentata l’introduzione in farmacia dei test rapidi per lo Streptococco di gruppo A, strumenti di diagnostica di prossimità che possono contribuire a orientare meglio il percorso del paziente, limitando il ricorso non necessario agli antibiotici e migliorando l’appropriatezza terapeutica.
Nuovo studio sull’impatto economico dei test rapidi
Partendo dai risultati dell’iniziativa, Fenagifar ha avviato nei giorni scorsi un secondo studio dedicato alla valutazione dell’impatto economico dei test rapidi effettuati in farmacia. La ricerca, realizzata in collaborazione con il Collegio Carlo Alberto, punta a stimare i potenziali benefici per il Servizio sanitario nazionale in termini di:
- maggiore appropriatezza prescrittiva
- riduzione di visite mediche evitabili
- sostenibilità complessiva del sistema sanitario
Secondo Vladimiro Grieco, presidente Fenagifar, la sfida dell’antimicrobico-resistenza richiede un approccio nuovo: «La lotta all’antimicrobico-resistenza richiede un cambio di paradigma: non solo nuove terapie, ma prevenzione, educazione sanitaria e utilizzo appropriato degli antibiotici. La farmacia di comunità, grazie alla sua presenza capillare e al rapporto diretto con i cittadini, può contribuire concretamente a trasformare le strategie di salute pubblica in interventi quotidiani sul territorio».
Un impegno condiviso a livello europeo
L’evento al Parlamento europeo ha rappresentato anche un momento di confronto tra le nuove generazioni della professione farmaceutica europea. Rappresentanti di Lettonia, Norvegia, Portogallo, Paesi Bassi, Belgio, Irlanda e Svizzera hanno sottoscritto un Memorandum of Intent, impegnandosi a rafforzare la collaborazione tra le associazioni nazionali e a promuovere iniziative comuni sul tema dell’antimicrobico-resistenza.
Nel corso dell’incontro, il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha sottolineato come il contrasto al fenomeno richieda una visione di lungo periodo: «La lotta all’antimicrobico-resistenza è una sfida globale che impone una governance stabile, fondata su prevenzione, innovazione e uso appropriato degli antibiotici».

Per l’eurodeputato Michele Picaro, promotore dell’iniziativa, il coinvolgimento di tutti gli stakeholder è essenziale: «Giornate come questa hanno un’importanza strategica per contrastare la resistenza antimicrobica, con l’obiettivo di favorire una dispensazione corretta degli antibiotici senza un aggravio di spesa. L’Unione europea ha un ruolo fondamentale nel definire le coordinate per gli Stati membri».
Il valore della farmacia nella sanità di prossimità
Il progetto presentato a Bruxelles conferma quindi una direzione già emersa negli ultimi anni: la farmacia territoriale come nodo strategico nelle politiche di sanità pubblica, non solo per la dispensazione dei farmaci ma anche per attività di prevenzione, screening e educazione sanitaria.
Nel caso dell’antimicrobico-resistenza, la prossimità e l’accessibilità della farmacia possono rappresentare una leva concreta per ridurre l’uso improprio degli antibiotici e migliorare la consapevolezza dei cittadini, contribuendo a una risposta più efficace a una delle sfide sanitarie più urgenti per l’Europa.


