Il Ministero della Salute ha ufficialmente attivato le farmacie italiane come baluardo nella lotta alla potenziale diffusione illecita del Fentanyl, oppioide sintetico che ha causato migliaia di morti per overdose negli Stati Uniti.

In una circolare inviata il 17 dicembre 2025 alla Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI), il Dicastero ha fornito un decalogo operativo stringente a cui le farmacie si devono attenere quando gestiscono prescrizioni di questa e altre sostanze ad alto rischio, come le benzodiazepine.

L’allarme è partito dal “Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici”, presentato il 12 marzo 2024 dal Dipartimento per le Politiche Antidroga, che evidenziava la necessità di rafforzare i controlli sulle prescrizioni anomale e di impedire la deviazione di tali sostanze dal circuito terapeutico a quello illecito.

Il valore della vigilanza

«La Federazione ha da tempo richiamato l’attenzione sul ruolo fondamentale di vigilanza che i farmacisti svolgono come sentinelle del Servizio Sanitario Nazionale sul territorio», ha spiegato il presidente della FOFI Andrea Mantelli, secondo il quale in questa prospettiva, «la completa dematerializzazione della prescrizione rappresenta un passo avanti importante. Alcune categorie di farmaci, come oppiacei e ansiolitici, richiedono un livello di attenzione massimo: un impegno che i farmacisti esercitano con responsabilità, in costante sinergia con i medici e in collaborazione con il Ministero della Salute e i Carabinieri del Nas, per contrastare fenomeni di contraffazione e abuso estremamente pericolosi».

Ricetta digitale: lo strumento chiave

La risposta strutturale a lungo termine, come comunicato dal Ministero, consiste nella completa dematerializzazione della ricetta per i medicinali contenenti stupefacenti. L’Ufficio Centrale Stupefacenti sta lavorando ad un sistema che, eliminando il supporto cartaceo, mira a contrastare contraffazioni, inappropriatezze prescrittive e il dirottamento dei farmaci.

In attesa che il sistema sia pienamente operativo, la ricetta cartacea (la cosiddetta “bianca”) rimane l’anello debole considerato “particolarmente esposto a rischi”. Per questo, il Ministero ha sentito l’urgenza di dettare linee guida nazionali uniformi per le farmacie, trasformandole in veri e propri presidi di controllo sul territorio.

Il decalogo per il farmacista

Il vademecum inviato alle farmacie è una lista di dieci azioni di verifica stringenti e sospensive. Non si tratta di mere raccomandazioni, bensì di una procedura operativa alla quale i farmacisti sono “invitati ad attenersi” scrupolosamente.

Le istruzioni spaziano dall’ispezione fisica del documento all’analisi comportamentale del paziente:

  1. Ispezione della ricetta: Controllo minuzioso di qualità di stampa, firma, timbro medico e assenza di correzioni sospette.
  2. Identificazione del paziente: Accertamento formale dell’identità dell’assistito, come previsto dalla normativa sugli stupefacenti.
  3. Controllo della storia: Verifica, ove possibile, della coerenza con precedenti prescrizioni dello stesso medico per il medesimo paziente.
  4. Chiamata al medico: Contatto diretto con il medico prescrittore in caso di qualsiasi dubbio. Il Ministero fornisce anche il link al portale della FNOMCeO per verificare l’esistenza e l’abilitazione del professionista.
  5. Congruità della dose: Valutazione della coerenza tra il quantitativo prescritto e la posologia terapeutica standard.
  6. Monitoraggio del paziente: Attenzione a richieste ripetute e ingiustificate da parte dello stesso assistito.
  7. Registrazione puntuale: Inserimento accurato della dispensazione in tutti i sistemi informativi disponibili, per garantire la tracciabilità.
  8. Segnalazione immediata: Obbligo di riferire senza ritardo alle autorità qualsiasi sospetto di falsificazione, furto o altro illecito.
  9. Potere di fermo: Valutazione della possibilità di non procedere alla dispensazione in caso di dubbi persistenti sull’autenticità o appropriatezza.
  10. Archiviazione sicura: Conservazione ordinata della documentazione per garantire piena tracciabilità in caso di controlli successivi.

Farmacie come sentinelle

Il messaggio è chiaro: in questa fase di transizione verso la ricetta digitale, il farmacista diventa una “sentinella” con responsabilità di pubblica sicurezza. Il suo ruolo non si limita più alla corretta dispensazione, bensì include uno scrutinio attivo finalizzato ad intercettare tentativi di sviamento di sostanze potenzialmente letali.

Un compito delicato che bilancia il diritto alla cura dei pazienti con la necessità urgente di evitare che l’emergenza Fentanyl, ancora largamente confinata oltreoceano, trovi spazio anche in Italia.

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