Colui che ha studiato in modo approfondito l’utilizzo dei fiori di Bach riferito a disturbi fisici è lo spagnolo Ricardo Orozco (1). A lui dobbiamo il cosiddetto “Principio Transpersonale”, cioè l’idea che ogni essenza floreale abbia anche un’azione puramente “fisica”, al di là della personalità alla quale viene generalmente associata, utile contro manifestazioni fisiche come, per esempio, il dolore muscolo-scheletrico.
Ad esempio, il fiore Impatiens è adatto non solo alle persone caratterialmente o psicologicamente impazienti, ma tutti coloro che hanno una patologia che manifesti una forma di “impazienza”.
Fiori contro i disturbi cronici
Allo stesso modo, oltre ai trattamenti standard vi sono dei fiori che esprimono, nel loro effetto riequilibrante, un alleggerimento del problema della cronicità, e sono dunque adatti ad agire in tutte le situazioni che tendono a cronicizzarsi. Si tratta di Chestnut Bud e di Willow. Nel caso di Chestnut Bud, l’idea principale è quella di una ripetizione di comportamenti, eventi o modi di reagire.
Willow invece serve nelle situazioni in cui si manifesta una sorta di impotenza, che porta quindi ad una non-risoluzione del problema. Se ci troviamo di fronte a un qualsiasi tipo di disturbo cronico – dolore compreso -, cominciamo dunque con il mettere nella combinazione uno di questi due rimedi, scegliendo quello che corrisponde di più al modo di affrontare le situazioni della persona coinvolta.
Contro il dolore
Il dolore vero e proprio e come trattarlo con la floriterapia? Il già citato Orozco (2) distingue tra un dolore di tipo continuo, ricorrente e di bassa intensità e un dolore acuto e intenso. Nel caso del dolore cronico, ci troviamo di più nella prima situazione, anche se purtroppo esistono casi di cronicità con dolore molto intenso. Questi sono però generalmente appannaggio di cure diverse da quelle che il farmacista è tenuto a dispensare (ne accenniamo comunque nel riquadro).
Vediamo, dunque, i rimedi floreali più adatti per un dolore di tipo continuo. Si tratta di Impatiens, Agrimony e White Chestnut. Nel caso di Agrimony, il principio di base è proprio quello della “tortura”, che corrisponde bene a una malattia che fa soffrire in modo continuo. White Chestnut ha pure un connotato di ossessione da cui non ci si riesce a liberare. Impatiens, dal canto suo, corrisponde alla sensazione di “non riuscire a fermare qualcosa”, ad esempio un prurito incontrollabile, o un dolore continuo.
Note
- Orozco, R., Nuovi orizzonti con i Fiori di Bach, Centro di Benessere Psicofisico, Lovencito (TO), 2003
- Orozco, R., Manuale per l’applicazione locale dei Fiori di Bach, Ed. Centro di Benessere Psicofisico, Lovencito (TO), 2009


