Il dolore è un fenomeno complesso influenzato da fattori biologici, psicologici, emotivi e culturali, che lo rendono altamente individualizzato (1). Comunemente definito come dolore che dura più di tre mesi, il dolore cronico colpisce tutti i gruppi demografici, ma ha un impatto sproporzionato sugli anziani, nei quali può comportare disagio, isolamento sociale e costi finanziari.

Tabella 1 – Tipologie di pazienti con dolore a confronto (2).
Tipo di dolore Impatto sulla vita Atteggiamento verso la condivisione Atteggiamento verso la cura Note aggiuntive
Il dolore è fuori controllo Influisce sulla qualità della vita e sulla salute mentale Persone disposte a condividere preoccupazioni e a chiedere aiuto
Il dolore è un segnale Rende infelici Pazienti a proprio agio nel parlare con gli operatori sanitari Sono pronti a curare il dolore, poiché lo considerano un segnale di allarme
Il dolore fa paura Provoca ansia I soggetti aspettano prima di decidersi a curarlo
Il dolore è vita Impatto minimo o nullo su routine quotidiana e qualità della vita Individui meno propensi a chiedere aiuto I pazienti si impegnano consapevolmente nel gestire salute e benessere generale Richiesta di aiuto solo se necessario
Quale dolore? I soggetti adattano la routine ma non lasciano che il dolore influenzi la vita I pazienti nascondono il dolore, provano disagio nel condividerlo Ostacoli logistici: tempo e costi

Una gestione efficace del dolore richiede protocolli ben definiti, conoscenze adeguate tra gli operatori sanitari, lavoro di squadra, gestione degli effetti avversi, educazione del paziente e linee guida per l’uso razionale di analgesici e strategie alternative per il sollievo.

In Tabella 2 sono riportati gli strumenti di valutazione che possono essere utilizzati per identificare il tipo e la gravità del dolore.

Tabella 2 – Strumenti per identificare tipo e gravità del dolore.
Strumenti di valutazione del dolore Descrizione Utilità
Pittogrammi Simboli visivi che rappresentano il livello di dolore Forniscono un modo semplice e universalmente comprensibile per indicare la gravità del dolore. Possono essere quindi particolarmente utili per i pazienti con un basso livello di alfabetizzazione sanitaria o per quelli con difficoltà a comunicare a causa delle barriere linguistiche.
Questionari Serie di domande per vagliare tipo e gravità del dolore Si configurano come un modo rapido e preciso per raccogliere informazioni, per un’assistenza migliore e incentrata sul paziente.
Cartelle cliniche elettroniche condivise Accesso alle cartelle cliniche e anamnesi dei pazienti Offrono al professionista una panoramica sulle condizioni del paziente, sulla sua storia clinica e sui trattamenti precedenti, aiutandolo nella gestione del dolore.

Un approccio olistico

La gestione del dolore attraverso un approccio multidisciplinare incorpora le competenze di diversi professionisti sanitari per indagare le condizioni del paziente e sviluppare un piano di cura inclusivo. La collaborazione garantisce un’impostazione olistica alla gestione del dolore, affrontandone efficacemente gli aspetti sia fisici che psicologici.

I farmacisti di comunità spesso interagiscono più frequentemente con i pazienti rispetto ai medici di base, situazione che conferisce loro la posizione ideale per monitorarli, fornire consulenza farmacologica, rispondere a domande sul dolore cronico e condividere informazioni su procedure non farmacologiche. La presenza costante nelle routine sanitarie consente una strategia completa e personalizzata.

Data la complessità della gestione del dolore cronico e la prevalenza di comorbilità, gli individui richiedono in genere regimi farmacologici articolati. In quanto esperti di farmaci facilmente accessibili, i farmacisti svolgono un ruolo fondamentale nel guidare i pazienti nel seguire i piani di trattamento, considerando il loro dolore cronico, la coesistenza di problemi di salute, i medicinali concomitanti e le preferenze, le aspettative e gli obiettivi individuali.

Tabella 3 – Opportunità per la gestione del dolore cronico in farmacia
Formazione e training in farmacia La formazione può contribuire a una gestione ottimale del dolore in farmacia: fornisce al professionista conoscenze e competenze per valutare e gestire il dolore. Anche la formazione sulle capacità comunicative, la competenza culturale e l’empatia sono essenziali
Comunicazione Una comunicazione efficace consente di apprendere molte informazioni sui pazienti: background, storia clinica, status socioeconomico, abitudini e lo stile di vita. Il tutto incentiva l’adozione di un approccio più idoneo alla gestione del dolore, personalizzato in base alle necessità di ciascuno. Dimostrando empatia, rispetto e disponibilità all’ascolto, si può creare un ambiente sicuro e di sostegno in cui le persone riescano a comunicare esigenze e timori per prendere decisioni informate sulla propria salute. Questo favorisce la fiducia tra paziente e professionista, incoraggiando il primo alla condivisione di maggiori informazioni sul proprio dolore e una più cospicua aderenza alle raccomandazioni in tal senso.
Policy e advocacy Stabilire politiche, strategie e linee guida chiare per la gestione del dolore può fare la differenza (ad esempio, linee guida e regolamenti per l’uso di antidolorifici, come gli oppioidi, per garantire cure adeguate, diminuendo al minimo il rischio di dipendenza o sovradosaggio).
Ridurre lo stigma associato al dolore cronico e aumentare la consapevolezza del bisogno di un’assistenza completa per il dolore è cruciale. Sensibilizzando l’opinione pubblica sulla situazione dei pazienti con dolore cronico, le farmacie possono guidare i responsabili politici nel considerare la gestione del dolore un’importante questione di salute pubblica, affinché riceva l’attenzione e le risorse necessarie
Collaborazione interprofessionale e accesso ai dati dei pazienti Per un approccio integrale, la collaborazione interprofessionale e l’accesso condiviso alle cartelle cliniche dei pazienti possono impattare positivamente sulla capacità degli operatori sanitari di aiutare le persone nella gestione del dolore. Tale accesso offre una piena comprensione della storia clinica del paziente, inclusi trattamenti e interventi precedentemente effettuati per il dolore. Ciò può anche evitare duplicazioni nel trattamento e assicurare che il soggetto riceva la migliore assistenza possibile

Le raccomandazioni

Nel febbraio 2025 è stato presentato a Roma, nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei deputati, il “Nuovo Manifesto sul Dolore” (3), sottoscritto anche da Federfarma, per sollecitare interventi volti a promuovere una crescente consapevolezza del dolore come malattia e a garantire una presa in carico mirata e tempestiva.

Tre sono le raccomandazioni del Manifesto sulle priorità d’azione per perfezionare i percorsi di diagnosi, cura e riabilitazione dei pazienti:

  • diffondere una cultura capillare del dolore cronico, attraverso una corretta informazione sulla condizione e sulle effettive possibilità di curarla;
  • garantire programmi di formazione continua e aggiornata del personale socio-sanitario;
  • potenziare le reti di terapia del dolore attraverso un maggiore coinvolgimento della medicina di prossimità.

Il dolore è un tema intricato che riguarda non solo gli individui, bensì anche la società nella sua totalità. La gestione ottimale ne richiede pertanto il riconoscimento come questione di salute pubblica e l’accesso ai servizi come diritto umano.

Tabella 4. Strumenti validi per la gestione del dolore cronico in farmacia
Strumenti e piattaforme digitali Gli SMS sono utili per ricordare ai pazienti di assumere i farmaci antidolorifici e possono aiutarli ad aderire ai piani terapeutici. Le app mobili possono inviare notifiche o promemoria su medicinali da assumere o su appuntamenti. I social possono incentivare la diffusione di nozioni sanitarie accurate sulla gestione del dolore. Tali strumenti, tuttavia, potrebbero non essere accessibili alla popolazione anziana e alle fasce a basso reddito
Colloquio motivazionale Prevede domande aperte e l’ascolto attivo per una comprensione più approfondita di preoccupazioni, esigenze e preferenze dei pazienti. Permette al professionista di responsabilizzare gli individui affinché si assumano la responsabilità del proprio benessere e prendano decisioni informate sulla gestione del dolore. Guida i soggetti nell’identificazione di motivazioni e ragioni per rispettare i piani terapeutici, apportare cambiamenti comportamentali positivi e gestire il dolore in modo più efficace.

 

BIBLIOGRAFIA

  1. Mujtaba SH, Gazerani P. Exploring the Role of Community Pharmacists in Pain Management: Enablers and Challenges. Pharmacy. 2024; 12(4):111. https://doi.org/10.3390/pharmacy12040111;
  2. “Enabling people-centred personalised care of pain in pharmacy”, FIP – International Pharmaceutical Federation, 2023, https://www.fip.org/file/5512;
  3. https://valuerelations.it/wp-content/uploads/2025/02/Nuovo-Manifesto-sul-Dolore_Verso-una-nuova-consapevolezza-della-patologia-per-garantire-unappropriata-presa-in-carico-dei-pazienti.pdf

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