L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera la resistenza antimicrobica tra le prime dieci minacce alla salute pubblica e allo sviluppo globale, attribuendone la diffusione soprattutto all’utilizzo eccessivo di antibiotici.

Nei paesi ad alto reddito, tra il 70 e il 90% degli antibiotici destinati all’uso umano viene usato nell’assistenza sanitaria di base e dispensato nelle farmacie di comunità. Queste ultime si configurano, pertanto, come contesto strategico per ridurre l’uso improprio di antibiotici. Il ruolo più ampio delle croci verdi nella gestione di tali medicinali si allinea pienamente con gli obiettivi del piano d’azione globale sulla resistenza antimicrobica dell’OMS e con le linee guida europee per l’impiego prudente di antibiotici nella salute umana.

Negli ultimi anni, la farmacia ha adottato un approccio sempre più centrato sulla persona, che riconosce il paziente come un individuo con diritti ed esperienze che vanno oltre la malattia e il trattamento. Le Tabelle 1, 2 e 3 illustrano tre dimensioni essenziali – consapevolezza, adeguamento, assistenza – utili per rafforzare la gestione della resistenza agli antibiotici per un’assistenza in farmacia centrata sulla persona.

 

tabelle

 

Il valore dell’allineamento

L’allineamento fa riferimento alla creazione o all’adesione a programmi di collaborazione con la comunità per affrontare i bisogni sociali. Per i professionisti del banco, i partner comunitari più importanti sono i medici di medicina generale. Oltre alla collaborazione diretta con altri professionisti sanitari, i farmacisti possono contribuire all’ottimizzazione dell’uso degli antibiotici anche in veste di formatori, ad esempio attraverso il detailing accademico.

 La formazione dei farmacisti non si limita agli operatori sanitari, ma può essere rivolta direttamente anche al pubblico. Un ulteriore strumento efficace è la creazione o dalla partecipazione a campagne di salute pubblica sull’uso corretto degli antibiotici e sulla resistenza antimicrobica. Basti pensare alla Settimana mondiale di sensibilizzazione sulla resistenza antimicrobica (AMR), istituita nel 2015 dall’OMS con l’obiettivo di incentivare la consapevolezza e la comprensione della resistenza antimicrobica tra il pubblico e le parti interessate.

 I farmacisti di comunità potrebbero sfruttare questa settimana per dedicare maggiore attenzione alla resistenza antimicrobica su piccola scala, all’interno delle proprie farmacie. Da ultimo, l’attività di advocacy, intesa come valorizzazione delle conoscenze e dell’esperienza professionale per promuovere cambiamenti a livello di sistema e di politiche sanitarie, può integrare l’assistenza farmaceutica personalizzata nella pratica quotidiana.

Prospettive

L’attuazione di cambiamenti nella pratica farmaceutica presenta numerose sfide. Per una trasformazione sostenibile, considerata la relazione dinamica tra pratica farmaceutica, formazione farmaceutica e politiche sanitarie, è necessario tener conto dell’interazione tra formazione e politiche sanitarie, come descritto dalla Federazione Farmaceutica Internazionale (FIP).

Le modifiche nella pratica farmaceutica influenzano gli altri due ambiti, generando a loro volta variazioni nella pratica stessa. Per di più, politica e formazione si condizionano reciprocamente. Gli organismi di regolamentazione possono stabilire linee guida per la pratica farmaceutica, condizionando il curriculum di farmacia: ciò che viene insegnato ai futuri farmacisti si rifletterà dunque nella pratica professionale.

Lo sviluppo delle migliori pratiche può talvolta procedere più rapidamente degli sviluppi formativi e normativi e, di conseguenza, la pratica finisce per influenzare tali ambiti. La complessità dell’uso degli antibiotici nell’assistenza primaria implica che i cambiamenti nella pratica farmaceutica di comunità possano essere realizzati solo allineando formazione farmaceutica, politiche di assistenza primaria e ricerca in ambito farmaceutico.

Quanto più velocemente i farmacisti di comunità abbracceranno pienamente il proprio ruolo nell’assistenza sanitaria primaria, tanto maggiore sarà il beneficio per il pubblico e per gli altri professionisti dell’assistenza primaria.

 

 

Articolo tratto dall’edizione cartacea n.8, settembre 2026, p.56

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