Engagement ed empowerment: formazione, responsabilità e consapevolezza. Sono i valori racchiusi nel claim “Empowering pharmacists for healthier futures”, Investire nei farmacisti per un futuro più sano, scelto quest’anno dall’International Pharmaceutical Federation (Fip) per celebrare il World Pharmacists Day 2026 che cade oggi, 25 settembre 2026. Una figura, quella del farmacista che oggi è meritevole di una nuova attenzione per gli importanti cambiamenti del sistema salute, sempre più orientato a dare risposte concrete e proattive dal territorio.
Orientamento in cui il farmacista ha un ruolo “leader”, grazie alla capacità di ingaggiare il cittadino in percorsi di attenzione alla propria salute, dalla prevenzione all’aderenza alle terapie fino alla modifica degli orientamenti degli stili di vita. Mission che deve fare leva sulla maggiore integrazione del farmacista nell’ecosistema territoriale, quale figura di congiunzione con le altre figure sanitarie coinvolte nella gestione del paziente.
A fronte dell’engagement, l’empowerment: il farmacista di oggi e del futuro deve essere incline a performare efficacemente i nuovi ruoli che la professione richiede; ciò significa sviluppare competenze e aggiornamento costante per una professione condotta con senso di consapevolezza, responsabilità e che sia di supporto alla salute del SSN. Rafforzare i farmacisti è la chiave per costruire sistemi sanitari più efficaci, reattivi, accessibili e sostenibili.
La (nuova) farmacia
Celebrare per orientare, per cambiare, come si addice a una professione in continua evoluzione. «La sanità si sta sempre più spostando verso e sul territorio – dichiara Carolina Carosio, farmacista territoriale in Regione Liguria – disegnando un ruolo nuovo del farmacista e della farmacia, un hub per la dispensazione di farmaci ma soprattutto un presidio di prossimità nell’ecosistema salute. Un luogo capace di garantire counseling, informazione, accessibilità. Le farmacie di comunità sono lo “strumento” per potenziare la continuità assistenziale sul territorio, supportando le cronicità ad esempio, sempre più prevalenti nel tessuto clinico, e in prospettiva con un’incidenza ancora maggiore, ma anche promuovendo la cultura della prevenzione. La capillarizzazione e la fidelizzazione ai presidi consentono, infatti, di intercettare alcuni dei bisogni di salute, anche inespressi, da parte di pazienti-cittadini, evidenziando un ulteriore importante ruolo del farmacista: sentinella e “monitor” delle necessità del territorio».

L’auspicio è che il valore aggiunto che il farmacista porta all’ecosistema salute venga riconosciuto e premiato a più livelli: professionale, sociale ed economico come figura chiave per la sinergica cooperazione con le diverse figure del territorio. «Una fiducia consolidata nel tempo – commenta Carosio – che passa dalla piena integrazione del farmacista nel sistema salute “di prossimità”».
Integrazione ospedale-territorio
Il farmacista è il primo punto di contatto tra paziente-cittadino e SSN: da qui e nel futuro, è chiaro che debba essere sempre più coinvolto, in modo partecipativo e proattivo, nel percorso di cura del paziente. Ciò impone che si doti di nuove competenze cliniche, di coordinamento, quindi della capacità di lavorare in team e in rete con gli altri professionisti sanitari.
«Skills che completate e arricchite dalle soft skills – aggiunge Carosio – aiutano a supportare i bisogni del paziente-cittadino e contribuiscono a migliorare la sostenibilità del SSN, ad esempio con azioni di counseling orientando e educando i cittadini a prestare più attenzione alla salute, ruolo in cui il farmacista ha elevata competenza, potendo monitorare con la corretta presa in carico, gli accessi in farmacia e l’assunzione della terapia stessa, dunque l’aderenza alla prescrizione farmacologica».
Questa nuova visione ed estensione delle competenze del farmacista richiede una migliore governance, con una gestione più appropriata delle risorse, incentivando lo spirito motivazionale e informativo. Vero è, infatti, che l’aggiornamento non è solo manualistico, si fa sul campo, si costruisce quotidianamente nell’incontro e nel confronto a livello professionale con altri colleghi/professionisti e con la persona.
«Una figura sempre più integrata, come lo sarà il farmacista del futuro – conclude Carolina Carosio – deve abituarsi a dialogare sempre di più sul territorio per il benessere del paziente e del SSN, a sviluppare expertise scientifiche e tecnologiche in parallelo con l’attenzione alla componente etica e deontologica della nostra disciplina. Competenze che sono strategiche per affrontare le nuove sfide sanitarie che ci attendono, oggi e nel futuro».
I tre valori della Giornata
- Promozione della centralità del rapporto paziente-farmacista
- Integrazione del farmacista nei percorsi di cura, favorendo il superamento a silos oggi ancora esistente fra le diverse professioni sanitarie
- Formazione continua che attenzioni l’ambito clinico, tecnologico, normativo, etico e deontologico


