Si è svolto il 14 marzo a Roma, presso l’Hotel Universo, il primo evento nazionale organizzato dall’associazione Mamma in PMA, una giornata dedicata all’informazione, al confronto e al supporto per le coppie che affrontano un percorso di procreazione medicalmente assistita.
L’iniziativa nasce dall’esperienza della presidente Enza Perna, che ha trasformato la propria storia personale in un progetto di sostegno e condivisione per donne e coppie che vivono la complessa esperienza dell’infertilità. Nel tempo l’associazione è diventata un punto di riferimento per chi intraprende un percorso di PMA, offrendo informazione, accompagnamento e spazi di confronto.
Durante la giornata si sono alternati numerosi professionisti del settore – ginecologi, psicologi, genetisti, nutrizionisti e farmacisti – con incontri tematici dedicati ai diversi aspetti del trattamento: dai diritti dei pazienti alle tecniche di laboratorio, fino alle implicazioni psicologiche e familiari legate alla fertilità e alla genitorialità.
«Nel percorso di Procreazione Medicalmente Assistita, la farmacia e il farmacista rappresentano un punto di riferimento fondamentale per le pazienti: non solo per la corretta gestione delle terapie, che spesso prevedono farmaci particolari e costosi e procedure specifiche legate alla Nota 74, ma anche per il supporto pratico e l’orientamento in una fase complessa e delicata come quella della preparazione alla terapia», ha sottolineato la presidente dell’associazione.

Proprio per valorizzare il ruolo della farmacia territoriale, tra i relatori dell’evento è intervenuta anche la farmacista Ginevra Giannantonio, presidente di Agifar Latina, che ha partecipato al panel dedicato ai diritti e agli aspetti normativi della PMA.
«Il farmacista può rappresentare un supporto importante per le donne che affrontano la procreazione medicalmente assistita, perché la farmacia è un presidio sanitario di prossimità facilmente accessibile sul territorio – ha spiegato Giannantonio -. In questo ambito torna centrale il ruolo più autentico del farmacista: quello della consulenza sul farmaco».
«Il farmacista può fornire informazioni chiare sui farmaci utilizzati nei protocolli di PMA, spiegando dosaggi, modalità di somministrazione, possibili effetti collaterali e interazioni. Inoltre può aiutare nella gestione della terapia, soprattutto quando le pazienti si trovano lontane dai centri di procreazione assistita, supportandole nella pianificazione del regime terapeutico e nel rispetto delle indicazioni prescritte».
La farmacia rappresenta anche un luogo di ascolto e supporto umano in un momento spesso delicato dal punto di vista emotivo. «Chi intraprende questo percorso vive spesso una forte pressione emotiva e il farmacista può diventare una figura capace di accogliere dubbi e preoccupazioni, contribuendo a ridurre l’ansia legata al trattamento. Per svolgere al meglio questo ruolo è fondamentale una formazione adeguata, perché quello della PMA resta ancora oggi un ambito complesso e poco approfondito. Dall’esperienza quotidiana al banco posso dire che la presenza di un farmacista preparato può davvero fare la differenza nel percorso delle pazienti», ha concluso.


