Ormai siamo di fronte a un’evidenza scientifica consolidata: il cancro causato dal papillomavirus è una patologia prevenibile. Secondo l’International Papillomavirus Society, un’azione sinergica di prevenzione potrebbe difatti abbattere l’incidenza globale dei tumori correlati del 5%.
Un tema, tra l’altro, ribadito con forza con “Una preoccupazione in meno”, la campagna per la Giornata Internazionale di sensibilizzazione sul Papilloma Virus, celebrata il 4 marzo.
I numeri dell’ISS: non solo cervice uterina
In Italia, l’infezione da HPV – la più diffusa tra le patologie sessualmente trasmesse – è responsabile ogni anno di oltre 3.000 decessi. Sebbene il tumore della cervice uterina sia il più noto con circa 2.400 casi e 1.000 morti l’anno, l’Istituto Superiore di Sanità ricorda che il virus colpisce entrambi i sessi, essendo causa di neoplasie dell’ano, dell’orofaringe, del pene, della vulva e della vagina.
Il valore del vaccino
Il dato positivo riguarda l’efficacia del vaccino: l’ultimo decennio ha visto una netta riduzione dei condilomi ano-genitali tra gli under 25, primo segnale del successo delle campagne vaccinali. Studi recenti dimostrano inoltre che la vaccinazione entro i 16 anni riduce l’incidenza del tumore cervicale dell’80%. Eppure, in Italia le coperture restano disomogenee: si va dal 77% della Lombardia al drammatico 23% della Sicilia, ben lontani dal target OMS del 95%.

La svolta delle farmacie: la prevenzione diventa “attiva”
In questo quadro, la farmacia si conferma l’anello mancante per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La prevenzione in farmacia è passata dalla fase di pura sensibilizzazione a quella operativa della somministrazione.
- Il modello Marche: Marco Meconi, presidente di Federfarma Marche, ha riportato l’esperienza di una regione dove 120 farmacie (su 500) sono già attive nella vaccinazione HPV. «L’impegno dei presidi territoriali è fondamentale per intercettare chi non risponde alla chiamata attiva della Regione o per recuperare i richiami», ha spiegato. Dal 2024, circa 350 persone l’anno hanno scelto la farmacia per immunizzarsi, confermando la fiducia dei cittadini nel farmacista per i vaccini “anti-cancro”.
- L’impegno della Lombardia: Con una copertura regionale già ai vertici nazionali, la Lombardia punta sulla farmacia per un ulteriore salto di qualità. La presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca, ha fissato l’obiettivo: «Dobbiamo portare tutte le farmacie lombarde a essere vaccinatrici; oggi siamo a circa metà (1.500 su 3.000)». Come sottolineato da Marco Alparone, Vicepresidente e assessore al Bilancio della Regione Lombardia, la vaccinazione in farmacia «non è solo un atto sanitario, ma un investimento strategico per la sostenibilità del sistema».
Il ruolo del farmacista al banco
Oltre alla somministrazione del vaccino, il farmacista resta il consulente d’elezione per dissipare dubbi su sicurezza e fertilità (il vaccino non causa infertilità, come ribadito anche dall’ISS) e per promuovere la prevenzione secondaria. Lo screening (Pap-test e HPV-test), offerto gratuitamente alle donne tra i 25 e i 64 anni, resta infatti complementare alla vaccinazione per una protezione totale.
Per i cittadini in cerca di informazioni certificate, rimane attivo anche il Telefono Verde AIDS e IST dell’ISS (800 861061), un supporto fondamentale che il farmacista può suggerire al paziente per approfondimenti personalizzati.


