Il 15° Incontro AIDECO “Sun & Skin”, svoltosi a Roma il 12 marzo 2026, ha rappresentato un momento di profonda riflessione per la dermatologia e la cosmetologia italiana.

L’evento è stato l’occasione per raccogliere il testimone del professor Leonardo Celleno, fondatore di AIDECO nel 2007, la cui visione moderna ha saputo unire diverse figure professionali nel nome di una cosmetologia validata e scientificamente rigorosa.

Come sottolineato in apertura sia dal professor Steven Nisticò, Ordinario di Dermatologia, Università Magna Graecia di Catanzaro, sia dalla dottoressa Alessandra Vasselli, membro del Consiglio Direttivo AIDECO, il compito è proseguire quel percorso con la stessa onestà intellettuale, trasformando la sua scuola in un modello da replicare per formare professionisti sempre più richiesti dal mercato.

Tra “Sunxiety” e disinformazione: il nodo dei filtri solari

Oltre alla commemorazione, i lavori coordinati da AIDECO hanno acceso un faro su una criticità crescente: la dilagante disinformazione in ambito solare. La dottoressa Claudia Capanna, membro del Direttivo AIDECO, ha evidenziato come il linguaggio dei social stia alimentando, con tecniche manipolatorie falsi timori, portando a fenomeni di “disinfodemia” e “sunxiety” (ansia da invecchiamento e da danno solare).

Leonardo Celleno ha fondato AIDECO nel 2007, guidandola con visione, competenza e instancabile dedizione
Leonardo Celleno ha fondato AIDECO nel 2007, guidandola con visione, competenza e instancabile dedizione

Molti consumatori, influenzati da teorie contrastanti, percepiscono i filtri solari come nocivi per l’ambiente o per la salute, ignorando che la protezione è regolamentata da standard europei severissimi (Regolamento 1223/2009).

I dati sono emblematici: una survey promossa nel 2024 dall’American Academy of Dermatology ha evidenziato che il 59% della GenZ adotta comportamenti rischiosi simili a quelli degli anni ‘80, e meno del 30% dei genitori applica correttamente la protezione ai figli.

A questo si aggiunge una preoccupante carenza di consapevolezza: il consumatore medio spesso non conosce il proprio fototipo e tende a utilizzare indiscriminatamente prodotti con SPF 50+, ignorando le corrette dosi di applicazione e la necessità di riapplicare il prodotto ogni 2-3 ore.

Il farmacista: guida alla prevenzione e all’uso consapevole

In questo scenario, la figura del farmacista diventa determinante per ristabilire un corretto rapporto tra scienza e utenza. Non si tratta più soltanto di consigliare un prodotto stagionale, ma di integrare la fotoprotezione nella beauty routine quotidiana come vero e proprio intervento di longevità cutanea e prevenzione oncologica.

Il farmacista è chiamato a fare chiarezza sui claim ingannevoli — come “schermo totale” o “waterproof”, diciture oggi vietate perché scientificamente imprecise — e a guidare il cliente verso un approccio personalizzato.

Il ruolo del farmacista è quello di aiutare il paziente a integrare la fotoprotezione nella beauty routine quotidiana come vero e proprio intervento di longevità cutanea e prevenzione oncologica
Il ruolo del farmacista è quello di aiutare il paziente a integrare la fotoprotezione nella beauty routine quotidiana come vero e proprio intervento di longevità cutanea e prevenzione oncologica

Lavorare sulla consapevolezza, spiegando il legame tra scottature precoci e rischio di melanoma (la cui incidenza è aumentata del 53% negli ultimi vent’anni), è una priorità di salute pubblica.

Il farmacista, forte della sua preparazione tecnica, può spiegare l’importanza di proteggersi non solo al mare ma anche in ambito urbano, dove si verifica il 30% del danno UV annuale, e consigliare formulazioni evolute che includano antiossidanti e riparatori del DNA per contrastare i radicali liberi generati non solo dai raggi UV, ma anche dalla luce blu dei dispositivi digitali.

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