Inizio anno, tempo di bilanci. Avevamo inaugurato il 2025 con l’intervista al Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), Andrea Mandelli. A un anno di distanza, abbiamo nuovamente interpellato il presidente per tracciare un bilancio dell’anno appena concluso, un anno che è stato foriero di molte novità per i farmacisti italiani.

Quali sono state le principali novità che hanno caratterizzato il 2025 nella prospettiva della Federazione?

«Il 2025 è stato un anno particolarmente significativo per la professione. Nel 2006 la Federazione, con il documento programmatico di Palazzo Marini, aveva delineato la farmacia del futuro e le nuove competenze che il farmacista avrebbe potuto assumere in risposta i bisogni della società. Oggi possiamo dire che quella visione si è concretizzata. Sicuramente la prima novità di quest’anno è rappresentata dal fatto che, con il combinato disposto della legge di Bilancio e della legge Semplificazioni, sono stati riconosciuti tutti quei passaggi che avevamo indicato vent’anni fa. Per noi è un grande traguardo l’uscita della farmacia dei servizi dalla fase sperimentale e la sua attuazione in via definitiva: conferma come l’intuizione della Federazione fosse corretta, perché andava nell’interesse dei cittadini che avrebbero potuto giovarsi dell’attribuzione di nuove funzioni al farmacista. Altre importanti novità hanno segnato il 2025. Tra queste, vorrei citare il progetto sull’intelligenza artificiale: il primo strumento è già operativo e messo a disposizione di tutti gli Ordini territoriali, mentre un secondo software, pensato specificatamente per supportare l’attività quotidiana del farmacista, sarà disponibile in primavera per tutti gli iscritti. Abbiamo raggiunto risultati importanti e siamo orgogliosi del lavoro svolto, ma sappiamo che la strada non è finita: ci attendono ancora molte sfide e opportunità da cogliere».

A marzo la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il nuovo Accordo Collettivo Nazionale, la “Convenzione Farmaceutica”, qual è la sua rilevanza?

«C’era da tempo l’esigenza di aggiornare uno strumento ormai obsoleto rispetto all’evoluzione del ruolo del farmacista all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Oggi abbiamo una Convenzione al passo con il cambiamento che ha interessato la professione, che riconosce il farmacista come una figura centrale della sanità territoriale e valorizza la sua integrazione con gli altri professionisti della salute».

Anche il contratto nazionale dei farmacisti è in fase di rinnovo. Qual è la posizione di FOFI a tale riguardo?

«È doverosa una premessa: la Federazione e i singoli Ordini non possono intervenire nelle trattative sul rinnovo contrattuale che la legge italiana riserva in maniera esclusiva ai sindacati dei lavoratori e dei datori di lavoro. È importante ricordare, inoltre, che la Federazione esercita un potere disciplinare e pertanto non può rappresentare né i titolari né i collaboratori delle farmacie private. Fatta questa premessa, la posizione della Federazione è chiara: riteniamo necessario avviare un percorso che porti alla definizione di un contratto di lavoro collocato nel comparto sanitario, in coerenza con le funzioni oggi svolte dal farmacista. Nellimmediato, ci siamo espressi favorevolmente in merito al riconoscimento di una specifica indennità di funzione sanitaria per i farmacisti che esercitano la professione “dietro al banco”. Uno step intermedio necessario, che pone le basi per arrivare a un contratto di lavoro incardinato nel comparto sanitario».

Come commenta le novità introdotte dalla Legge Semplificazioni 2025 sul ruolo del farmacista?

«Tra le novità rilevanti, cito innanzitutto la possibilità di eseguire il test PCR (Proteina C Reattiva), utile per identificare la natura virale o batterica di un’infezione in corso, e quindi per supportare il medico nella prescrizione, contribuendo al contrasto dell’antibiotico-resistenza. È una battaglia storica della Federazione, così come lo è l’ampliamento delle vaccinazioni che possono essere eseguite dal farmacista, ambito che oggi riguarda tutti i vaccini previsti dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) per le persone a partire dai 12 anni. Altri due passaggi, fortemente voluti dalla FOFI, sono fondamentali per semplificare la vita dei cittadini e l’accesso all’assistenza farmaceutica. Il primo riguarda la ricetta per il paziente cronico, oggi “aperta” per dodici mesi. Una misura che consente al farmacista di dispensare mensilmente la terapia, rafforzando inoltre il monitoraggio e la promozione dell’aderenza terapeutica, altro tema che la Federazione sostiene da anni. In secondo luogo, abbiamo ottenuto che il documento di dimissione ospedaliera e il referto di pronto soccorso fossero equiparati alla ricetta medica. Fino a oggi il farmacista si è trovato spesso nell’impossibilità di dispensare il farmaco a un paziente appena dimesso o reduce da ore di pronto soccorso, soprattutto nei giorni festivi. Con questa misura abbiamo voluto dare una risposta concreta alle esigenze dei cittadini e dei professionisti sul territorio».

Può fare il punto sul tema delle vaccinazioni in farmacia?

«La vaccinazione in farmacia sta diventando una pratica sempre più consolidata. Le Regioni si affidano sempre più ai farmacisti per favorire l’adesione alle campagne vaccinali, con esperienze particolarmente virtuose come nel caso della Lombardia, dove i farmacisti sono coinvolti nella vaccinazione antipneumococcica, o delle Marche, dove i farmacisti somministrano il vaccino contro l’herpes zoster. Dall’anno prossimo tutti i vaccini destinati agli over-12 previsti dal PNPV potranno essere somministrati dai farmacisti di comunità. Si tratta di un risultato di grande rilievo la professione e per i cittadini, frutto del lavoro e della visione portati avanti dalla Federazione».

Avete recentemente annunciato anche nuove iniziative sulla violenza contro le donne, di cosa si tratta?

«Abbiamo aderito con convinzione al protocollo promosso dalla Ministra per le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, e dall’Associazione Farmaciste Insieme: il nostro essere professionisti vicini ai cittadini, ci pone nelle condizioni di intercettare situazioni di disagio e di orientare le donne verso la rete dei servizi di prevenzione e contrasto alla violenza, oltre che segnalare eventuali criticità alle autorità competenti. La nostra scelta nasce da un senso di responsabilità civica: riteniamo doveroso fare la nostra parte per contribuire a spezzare una scia di violenza che non può trovare spazio in un Paese civile».

Alla luce di questo riepilogo delle cose successe nel 2025, quali sono gli obiettivi della FOFI per il 2026?

«Il desiderio è sempre quello di avanzare e costruire nuovi progetti, ma il 2026 sarà soprattutto un anno di consolidamento. Oggi la Farmacia dei Servizi è una realtà definita dalla legge e il nostro compito è farla vivere pienamente sul territorio, coinvolgendo il maggior numero possibile di colleghi e supportandoli nell’adozione dei nuovi strumenti e delle nuove competenze. Una seconda priorità riguarda i cittadini: dobbiamo far conoscere concretamente le opportunità che la farmacia mette a disposizione per la loro salute. Il 2026 dovrà essere un anno dedicato alla diffusione capillare delle nuove possibilità, affinché diventino patrimonio comune della professione e della popolazione».

Identikit

Nato a Monza l11 agosto del 1962, Andrea Mandelli ha conseguito la laurea in Farmacia presso lUniversità degli Studi di Milano nel 1986. Guida la Federazione Ordini dei Farmacisti Italiani dal 2009, e dal 2002 ricopre anche la carica di Presidente dellOrdine Interprovinciale dei Farmacisti di Milano, Lodi, Monza e Brianza. Nel 2024 è stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, onorificenza conferita dal Presidente della Repubblica per limpegno e la competenza al servizio della sanità e della comunità professionale. È stato parlamentare della Repubblica, ricoprendo lincarico di Senatore nella XVII legislatura (2013-2018) e di Deputato nella XVIII legislatura (2018-2022), durante la quale ha svolto il ruolo di Vicepresidente della Camera dei deputati (marzo 2021- ottobre 2022). Dal 2007 è iscritto allalbo dei giornalisti.
(fonte: FOFI)

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