Il Ministro Speranza a Cosmofarma ReAzione: «Valorizzare le farmacie per rafforzare il territorio»

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«Se l’obiettivo del Paese e del Ssn è offrire più sanità sul territorio, le farmacie devono essere utilizzate molto al di là della loro funzione tradizionale». È quanto ha affermato il Ministro della Salute Roberto Speranza in occasione del convegno organizzato da Federfarma, Fofi, Utifar e Fondazione Cannavò nell’ambito di Cosmofarma ReAzione

«Nel passaggio difficilissimo della pandemia le farmacie sono state presenti fino in fondo. Non c’è mai stato un giorno in cui le istituzioni non abbiano potuto contare sui farmacisti». Con queste parole di riconoscimento e apprezzamento per l’importante ruolo ricoperto dalle croci verdi durante l’emergenza sanitaria, il Ministro della Salute Roberto Speranza è intervenuto a Cosmofarma ReAzione sabato 11 settembre 2021 in occasione del convegno “Il nuovo ruolo del farmacista e della farmacia nell’assistenza sanitaria territoriale alla luce delle esperienze maturate nel contesto pandemico”, a cura di Federfarma, Fofi, Fondazione Cannavò e Utifar.

Il Ministro ha ricordato anche il valore e l’importanza delle farmacie rurali, «che ci aiutano a tenere le relazioni con tutti i cittadini, anche nelle zone più lontane del Paese. Sono orgoglioso infatti che nel decreto remunerazioni siano state previste quote percentuali aggiuntive generalizzate e altre per le rurali e le piccole farmacie».

Il convegno è stata l’occasione per il Ministro per commentare i mesi che aspettano il settore della sanità: «Se oggi per la sanità ci sono risorse senza precedenti, queste da sole non bastano, servono le riforme – ha dichiarato – Col Pnrr possiamo aprire una stagione di cambiamento nel Servizio sanitario nazionale, un cambiamento dove un valore fondamentale è la prossimità. I prossimi mesi saranno cruciali, è necessario un “patto-paese” in cui si capisca che la prima mattonella vera per la ripartenza è il Ssn».

In quanto a prossimità, la farmacia ne rappresenta un cardine fondamentale: «Le 19mila farmacie italiane sono pienamente parte del Ssn e dobbiamo valorizzarle per rafforzare il territorio. Non solo attraverso la funzione storica e classica del farmacista che è quella della consegna del farmaco al cittadino. Se l’obiettivo del Paese e del Ssn è offrire più sanità sul territorio, questi 19mila presidi devono però essere utilizzati molto al di là della funzione tradizionale. Questa era, appunto, l’idea della farmacia dei servizi che oggi stiamo allargando sempre di più, ad esempio, con i tamponi e con i vaccini Covid. Ora apriremo anche alla somministrazione dei vaccini anti-influenzali. È poi una buona notizia quella giunta in queste ore riguardo all’intesa raggiunta per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei collaboratori di farmacia. È la conferma di una stagione di ripresa e espansione» ha concluso il Ministro.

Non un traguardo, ma un punto di partenza

L’importanza del consiglio del farmacista, il ruolo di primaria importanza che ha svolto rassicurando i pazienti, in particolare durante questi mesi di emergenza, la capillarità delle farmacie sul territorio italiano, sono stati i temi approfonditi nel corso del convegno.

I numeri legati al lavoro svolto dai farmacisti durante la pandemia «dimostrano la capacità della comunità dei farmacisti di esserci. Siamo il volto rassicurante del Ssn sul territorio – ha dichiarato Andrea Mandelli, presidente della Fofi – Dei 136mila sanitari iscritti al corso di formazione dell’Iss per gestire la somministrazione in sicurezza del vaccini, 91mila lo hanno completato, e di questi ben 44mila sono farmacisti». Dati rilevanti in tal senso emergono anche dalla Struttura di Supporto Commissariale per l’emergenza Covid-19: «dal 6 agosto al 6 settembre sono stati effettuati oltre dieci milioni tamponi antigenici nelle circa 7mila farmacie che hanno aderito ai protocolli siglati e nelle 3mila farmacie operative sono stati somministrati circa 400mila dosi di vaccini» ha proseguito Mandelli.

«Grazie alla professionalità e all’instancabile impegno delle farmacie italiane è possibile ridisegnarne il ruolo nell’ambito della riorganizzazione del sistema di assistenza territoriale – ha aggiunto Marco Cossolo, presidente di Federfarmavalorizzando le attività svolte nell’ambito dello sviluppo del nuovo modello di farmacia dei servizi, che è una farmacia di relazione. Una farmacia che dispensa professionalmente il farmaco, partecipa alla presa in carico del paziente cronico, eroga servizi di prevenzione, servizi di primo e secondo livello».

«Tutto questo non è un punto di arrivo, ma di partenza – ha poi ribadito Mandelli – Ora dobbiamo riprogettare la sanità di prossimità ragionando sulla riorganizzazione territoriale con le Regioni, e ancora dobbiamo rafforzare i servizi farmaceutici negli ospedali. Il nostro dovere etico e morale è far sì che quello che ci ha insegnato la pandemia non vada perso. Soprattutto dobbiamo consegnare alle prossime generazioni un futuro solido».

Concetto sottolineato anche da Eugenio Leopardi, presidente di Utifar, che ha affermato che «siamo come alla fine del primo tempo di una partita. Ora bisogna consolidare il risultato», con l’obiettivo di dare un servizio farmaceutico uniforme a livello nazionale.

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