Influenza, mangiar sano e fare sport percepiti più incisivi di una vaccinazione

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Quasi tutti conoscono l’esistenza dei vaccini antinfluenzali, ma meno di una persona su due sa che l’influenza può essere anche letale. Le vaccinazioni hanno subito un calo di oltre 15 punti percentuali rispetto al 2005-2006 (dal 68,3% al 52%). Per prevenire l’influenza molti dichiarano di porre attenzione all’alimentazione e di esercitare attività fisica. Solo al terzo posto si valuta l’opzione vaccinale.

Questo è il quadro che dipinge il Censis con una ricerca condotta su oltre mille over 50 sulle conoscenze, gli atteggiamenti e i comportamenti degli italiani sull’influenza e sulle vaccinazioni antinfluenzali.

I risultati dello studio La vaccinazione antinfluenzale: il punto di vista dei cittadini sono stati presentanti a Roma al Senato l’11 ottobre.

Atteggiamento rispetto ai vaccini

Il 32,9% degli italiani over 50 afferma di fidarsi «molto» delle vaccinazioni (e la fiducia aumenta al 41,3% tra gli ultrasettantenni e al 40,7% tra i laureati). Il 51,2% si fida «abbastanza», «poco» o «per nulla» il 15,9%.

Proprio ora che sta per partire la nuova campagna vaccinale contro l’influenza SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, in occasione del congresso Nazionale che si svolgerà dal 15 al 18 ottobre a Salerno invita a favorire il massimo possibile dell’adesione al vaccino da parte degli anziani, delle persone portatrici di patologie croniche debilitanti, delle persone in marcato sovrappeso e delle gravide.

La copertura vaccinale in Italia infatti è tra le più basse d’Europa: 52,6% degli over 65, quando l’OMS ha fissato invece come obiettivo il raggiungimento del 95% degli anziani e il 75% della popolazione generale.

Secondo l’indagine del Censis il 96,6% degli intervistati conosce la vaccinazione antinfluenzale e il 93% ritiene che sia consigliabile per i soggetti affetti da patologie dell’apparato respiratorio, l’88% per le persone che vivono in ambienti dove è più facile il contagio, l’86% per il personale sanitario, l’85,4% per le persone con più di 65 anni, l’81,2% per i soggetti affetti da patologie dell’apparato cardio-circolatorio o da malattie croniche (80%). Ma solo il 59,1% pensa che sia indicata per tutte le persone che non vogliono ammalarsi.

Poco meno di un italiano su tre con più di 50 anni si fida molto delle vaccinazioni, sentimento positivo che arriva al 40% nella popolazione over 70. Una persona su due si fida abbastanza, e poco o per nulla il 15,9%.

Azioni attive dei cittadini

Se l’accesso alla vaccinazione sembra essere mosso da un preponderante carattere di soggettività, sebbene anche il consiglio del medico di medicina generale venga ampiamente tenuto in considerazione, per combattere l’influenza, «una grandissima maggioranza degli intervistati – ha spiegato Ketty Vaccaro, Responsabile dell’Area Welfare e salute del Censis – nel rispondere al quesito «cosa fai per prevenire l’influenza» cita un’alimentazione sana (85%) e l’attività fisica (63%). Le vaccinazioni vengono solo dopo con il 46,2% delle preferenze seguite dall’uso di vitamine e integratori alimentari (29%)».

«La percentuale di vaccinati è veramente bassa – ha sottolineato Walter Ricciardi, presidente Istituto Superiore di Sanità. Significa che migliaia di persone si prenderanno l’influenza e molti di questi purtroppo non supereranno l’inverno».

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