Inquinamento da farmaci, l’Europa si muove

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Di inquinamento ambientale determinato dai farmaci ha parlato la Commissione Europea l’11 marzo scorso attraverso la diffusione di un comunicato sul tema.

Quello della Commissione Europea è da considerare un tentativo di combattere e in qualche modo arginare questo fenomeno che preoccupa la comunità mondiale per gli effetti dannosi che può causare alla salute umana e animale.

“Approccio strategico ai prodotti farmaceutici nell’ambiente”, questo il titolo del documento adottato da Brussels. Esso è basato anche sui risultati di alcuni studi che hanno dimostrato come residui di prodotti farmaceutici trovati nel suolo e nell’acqua possano risultare dannosi per gli animali, sia in modo diretto che mediato, per esempio attraverso modifiche e alterazioni del loro comportamento e della capacità riproduttiva.

Karmenu Vella, commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha affermato: “la maggior parte di noi ha avuto motivo di prendere una qualche forma di medicina durante la propria vita, e siamo fortunati a poter essere aiutati in questo modo; molti di noi non sono tuttavia consapevoli del fatto che parte di ciò che viene consumato finisce nell’ambiente con effetti sulla fauna selvatica”.

Avvertimenti sulla tossicità dei farmaci

In effetti alcuni farmaci contengono indicazioni di avvertimento sulla potenziale tossicità se dispersi nell’ambiente in modo incongruo, ma molti medicamenti non riportano avvertenze in tal senso anche perchè non sufficientemente studiati sotto il profilo della capacità di produrre effetti tossici quando presenti nel suolo e nell’acqua, anche in basse quantità.

Un fenomeno particolarmente preoccupante è tuttavia già emerso in tutta la sua potenziale pericolosità: la resistenza batterica agli antibiotici determinata dai residui di questa classe di farmaci ritrovati nel terreno e nelle acque dei fiumi (ne abbiamo discusso qui).

Le raccomandazioni della CE sull’inquinamento da farmaci

Il documento presentato dalla Commissione Europea non si limita però a lanciare un allarme generale sulla situazione: la comunicazione contiene infatti anche una serie di raccomandazioni relative ai comportamenti da adottare per evitare l’inquinamento da farmaci. In particolare l’autorità europea ha precisato, indicandole, sei aree specifiche nelle quali è necessario intervenire. Esse riguardano tutte le fasi della “vita” di un medicinale: dalla progettazione alla gestione dei rifiuti passando per la produzione e lo smaltimento degli scarti.

Tra le pratiche corrette suggerite e consigliate dall’Europa vi sono misure prudenziali quali la corretta valutazione del rischio e la raccomandazione di utilizzare una “progettazione ecologica” che comprende la riduzione delle emissioni, degli sprechi e il miglioramento dei sistemi di trattamento delle acque di scarico.

Se applicate su larga scala, queste misure dovrebbero consentire una miglior tutela della fauna e il rallentamento della diffusione della resistenza batterica nei confronti degli antibiotici.

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