Mikolaj Konstanty è il presidente del Pharmaceutical Group of the European Union (PGEU) per il 2026. Farmacista con oltre un ventennio di esperienza alle spalle, è anche vicepresidente della Polish Pharmaceutical Chamber e capo della delegazione polacca del PGEU. Lo abbiamo intervistato per capire quali sono gli obiettivi e le aspettative per questo nuovo anno che, commentando la sua nomina ha definito cruciale per la farmacia europea.
Quali sono i punti di forza della farmacia europea?
«La farmacia comunitaria europea si basa su una combinazione di accessibilità, fiducia, competenza e profonda integrazione locale. Con oltre 190 mila farmacie comunitarie al servizio di più di 500 milioni di europei, il settore costituisce la rete sanitaria più ampia e geograficamente diffusa in Europa. Le farmacie sono solitamente il punto di assistenza più vicino e più frequentato del sistema sanitario, senza barriere per gli appuntamenti e con un’ampia disponibilità sia in contesti urbani che rurali. I farmacisti sono esperti di terapie e farmaci, particolarmente qualificati per guidarne l’uso sicuro, efficace e razionale. Questo include consulenza, supporto all’aderenza terapeutica, monitoraggio degli effetti collaterali, ottimizzazione dei farmaci e capacità di identificare precocemente i rischi. Le farmacie sono familiari, locali e radicate nelle comunità; questo consente ai farmacisti di raggiungere persone che altrimenti non avrebbero potuto interagire con i sistemi sanitari. Non dimentichiamo, poi, il contributo nella prevenzione e diagnosi precoce, attraverso screening, vaccinazioni, supporto alle malattie croniche e promozione della salute».
Ci sono differenze significative tra i paesi?
«Sì, ci sono differenze considerevoli, sebbene la missione di fondo della farmacia di comunità sia comune in tutta Europa. Alcuni sistemi hanno già integrato vaccinazioni, screening, revisioni dell’uso dei farmaci, gestione delle malattie croniche e programmi per disturbi minori. Altri stanno ancora ampliando il proprio portafoglio di servizi o si trovano ad affrontare ostacoli legislativi che limitano le possibilità di intervento dei farmacisti. Ogni paese ha le proprie normative in materia di proprietà delle farmacie, ambito professionale, diritto di prescrizione e sostituzione, accesso alle cartelle cliniche e protocolli di emergenza. Ciò significa che la pratica quotidiana dei farmacisti può variare notevolmente da un paese all’altro. Inoltre, mentre alcuni Paesi hanno sviluppato cartelle cliniche condivise e comunicazioni digitali tra professionisti, altri si basano ancora su sistemi cartacei. Non ultimo, i servizi farmaceutici sono finanziati in modo diverso in Europa. Alcuni paesi rimborsano un’ampia gamma di servizi clinici e preventivi; altri limitano la remunerazione principalmente alle spese di dispensazione, rendendo più difficile lo sviluppo dei servizi. Anche i livelli di personale e la disponibilità dei team farmaceutici variano».
Quanto sono diffusi i servizi e la telemedicina?
«L’offerta è in espansione, ma il tasso di crescita varia da paese a paese. Quasi tutti i paesi europei offrono ora un mix di servizi di sanità pubblica nelle farmacie come vaccinazioni, screening sanitari, revisione dei farmaci o supporto per le malattie croniche, ma l’ampiezza e la profondità delle prestazioni possono variare in modo significativo. Per quanto riguarda la telemedicina, sono numerose le farmacie che offrono servizi di questo tipo. L’Italia è un buon esempio in questo senso. Nel complesso, la direzione in tutta Europa è chiara: i servizi farmaceutici stanno diventando più diffusi, più strutturati e più integrati nelle strategie sanitarie nazionali. Si prevede che la telemedicina crescerà in modo significativo con la maturazione dei sistemi digitali e il maggiore accesso dei farmacisti alle informazioni dei pazienti».
Per quanto riguarda invece patologie croniche e fasce vulnerabili, qual è il ruolo del farmacista?
«I farmacisti sono fondamentali e svolgono ruoli che vanno ben oltre la semplice dispensazione. La loro visibilità e vicinanza consentono di monitorare costantemente il benessere dei pazienti, identificare precocemente i rischi e intervenire prima che i problemi degenerino. Forniscono consulenza personalizzata sui farmaci, supporto per terapie complesse e indicazioni sulla gestione di patologie croniche come ipertensione, diabete, asma e disturbi mentali. Ma non solo. Supportano anche gruppi vulnerabili, caregiver e anziani che dipendono da farmaci a lungo termine. Hanno anche un importante ruolo nel promuovere stili di vita sani, offrendo programmi per smettere di fumare, gestire il peso e prevenire le malattie, contrastando la disinformazione e migliorando l’alfabetizzazione sanitaria».
Quali sono gli obiettivi da raggiungere nei prossimi anni?
«Gli obiettivi strategici della professione per i prossimi anni comprendono trasformazioni a livello clinico, digitale, di sanità pubblica, della forza lavoro e di sistema. I farmacisti dovrebbero essere pienamente riconosciuti e integrati come operatori sanitari che operano al massimo delle loro competenze, supportando la gestione delle malattie croniche, i disturbi minori, l’ottimizzazione dei farmaci e l’assistenza personalizzata. Vaccinazioni, screening, diagnosi precoce e promozione della salute devono diventare coerenti e ampiamente disponibili in tutta Europa. Ciò include la comunicazione digitale sicura con altri professionisti e l’accesso alle cartelle cliniche. Insieme, questi obiettivi mirano a trasformare le farmacie comunitarie in centri sanitari multiservizio, dotati di tecnologie digitali e pienamente integrati nei sistemi sanitari europei entro il 2040».
Quali degli obiettivi citati saranno più difficili da raggiungere?
«Sebbene tutti gli obiettivi siano raggiungibili, credo che le maggiori criticità riguardino il raggiungimento di una remunerazione sostenibile e coerente in ogni paese. Le differenze legali, culturali e professionali inoltre rallenteranno in vari paesi l’adozione di ruoli clinici avanzati, come la prescrizione, le vaccinazioni o una gestione strutturata delle malattie croniche. Un altro ostacolo importante è la carenza di farmacisti, dovuta alla pressione del carico di lavoro e alla crescente complessità dei servizi che rendono complesso reclutare e trattenere professionisti qualificati».
Il messaggio ai farmacisti
«Il futuro dell’assistenza sanitaria europea dipende in gran parte dal lavoro che svolgete ogni giorno. Siete i professionisti sanitari più accessibili nelle nostre società, i garanti dell’uso sicuro ed efficace dei farmaci e il collegamento in prima linea tra i sistemi sanitari e le comunità. Il vostro contributo salva vite umane, protegge i cittadini vulnerabili e rafforza la fiducia del pubblico. Oggi ci troviamo a un punto di svolta. Le sfide che l’Europa deve affrontare – invecchiamento della popolazione, malattie croniche, trasformazione digitale, pressioni ambientali, pressione sul sistema sanitario – impongono ai farmacisti di farsi avanti con fiducia, ambizione e unità. Vi incoraggio ad abbracciare il vostro ruolo in continua evoluzione di leader clinici, innovatori digitali e promotori della salute pubblica. Il futuro che immaginiamo – le farmacie come centri sanitari multiservizio digitali – è possibile solo grazie alla vostra dedizione e alla vostra mentalità lungimirante».
Tre obiettivi di sostenibilità
- Sostenibilità economica: remunerazione che rifletta l’ampliamento dei ruoli clinici e garantisca la sostenibilità a lungo termine.
- Sostenibilità sociale: garantire un accesso universale ed equo all’assistenza sanitaria, senza lasciare indietro nessun cittadino.
- Sostenibilità ambientale: prevedere processi più ecologici, ridurre gli sprechi e allinearsi con i più ampi obiettivi di sostenibilità europei.


