Il ruolo della farmacia di comunità nell’ambito vaccinale non è più una visione futuristica ma una realtà consolidata in molti Paesi e in forte espansione anche in Italia. A testimoniarlo è l’iniziativa della International Pharmaceutical FederationFIP, che ha recentemente lanciato il toolkit “Strategies for expanding pharmacy-based vaccination” volta a supportare attivamente i Paesi nella promozione del ruolo dei farmacisti nelle vaccinazioni.

L’iniziativa si allinea direttamente con gli Obiettivi di Sviluppo FIP (FDGs) in materia di prevenzione delle malattie (Disease Prevention) e sviluppo delle politiche (Policy Development), ribadendo l’impegno strategico della farmacia a livello globale.

Vaccini: efficacia economica e sociale della sanità di prossimità

I dati citati dalla FIP confermano l’efficacia economica e sanitaria di una strategia vaccinale capillare. La vaccinazione è riconosciuta come uno degli interventi di sanità pubblica più incisivi, in grado di prevenire tra 3,5 e 5 milioni di decessi all’anno.

L’accessibilità offerta dalle farmacie contribuisce in modo diretto a colmare i gap nelle coperture. Non raggiungere gli obiettivi di vaccinazione antinfluenzale, per esempio, genera costi sanitari per l’Unione Europea stimati tra 190 e 226 milioni di euro all’anno. È evidente che rafforzare l’accesso tramite la farmacia significa costruire sistemi vaccinali più resilienti ed economicamente sostenibili.

Italia: Paese già normato, ma con ostacoli pratici

L’Italia rientra tra i 56 Paesi che vantano un quadro normativo favorevole alla vaccinazione in farmacia, un traguardo fondamentale raggiunto dopo gli sforzi messi in atto durante la pandemia. Tuttavia, la guida FIP invita a guardare oltre la norma, focalizzandosi sugli ostacoli che ancora rallentano la diffusione del servizio.

Il toolkit evidenzia diverse criticità, molte delle quali riscontrabili anche nella nostra realtà territoriale:

  1. Resistenze professionali, laddove la ridefinizione dei ruoli non risulti pienamente accettata o consolidata.
  2. Limiti strutturali e formativi dati dalla necessità di adeguare spazi e attrezzature e di garantire una formazione specialistica costante.
  3. Esitazione vaccinale e consapevolezza frutto di una ancora scarsa consapevolezza del ruolo del farmacista come punto di accesso sicuro.
  4. Lacune normative aggiuntive: Nonostante la legge ci sia, spesso mancano procedure chiare per l’integrazione completa con i registri vaccinali nazionali e regionali, un elemento essenziale per la tracciabilità e la piena operatività.

Le 3 aree strategiche: dalle SOP all’advocacy

Il documento FIP non si limita a identificare gli ostacoli, ma fornisce indicazioni chiare su come superarli, delineando un percorso di standardizzazione e qualità per il servizio di vaccinazione in farmacia, articolato in tre aree fondamentali

Infrastrutture e Procedure Operative Standard (SOP)

Il farmacista territoriale è invitato innanzitutto a concentrarsi sull’adeguamento della propria struttura. È necessario dotare le farmacie di: spazi adeguati e attrezzature dedicate alla somministrazione; procedure operative standard (SOP) definite e rigorose per garantire la qualità; corrette modalità di conservazione dei vaccini (catena del freddo) e gestione dei rifiuti speciali, essenziale per la sicurezza; piena integrazione con i registri vaccinali nazionali e regionali per la tracciabilità e la reportistica.

Advocacy strategica e riconoscimento del ruolo

La FIP sollecita altresì il rafforzamento dell’attività di advocacy a tutti i livelli. Questo significa: coinvolgere attivamente i decisori nazionali e regionali per definire un supporto politico e finanziario stabile e promuovere la sensibilizzazione della popolazione sul ruolo del farmacista come professionista sanitario di fiducia anche nell’ambito vaccinale.

Collaborazione interprofessionale

La chiave di volta per il successo è la complementarietà. Il toolkit FIP incoraggia lo sviluppo di collaborazioni solide con le altre professioni sanitarie (Medici di Medicina Generale, Pediatri) per garantire che i modelli vaccinali siano realmente efficaci e integrati, evitando sovrapposizioni e massimizzando la copertura della popolazione attraverso un sistema sanitario coeso.

Prospettive per il farmacista italiano

L’Italia, forte dell’esperienza maturata e del riconoscimento normativo, deve ora utilizzare il toolkit FIP come strumento di autovalutazione e pianificazione strategica. I farmacisti che desiderano consolidare e ampliare l’offerta vaccinale trovano in questa guida internazionale un modello di eccellenza da replicare, che garantisce qualità, sicurezza e massima efficacia del servizio.

Investire in formazione e adeguamento strutturale non è solo un obbligo deontologico, ma la via maestra per trasformare la farmacia in un pilastro insostituibile della prevenzione territoriale.